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Blogtour "Il soffio della morte" di Francesco Grimandi

Cari lettori, oggi il nostro blog ha l'onore 
di ospitare la tappa iniziale di un blogtour
 che vi farà conoscere un thriler storico edito
 Delos Digital (9 settembre 2014).

Dal 25 al 29 settembre conosceremo il protagonista, i personaggi storici del romanzo, scopriremo Bologna nel medioevo, avremo il piacere di dialogare sul libro direttamente con l'autore e, non per ultimo, vi diremo cosa pensiamo di questo romanzo.
Ma per iniziare, voglio farvi leggere un piccolo estratto e vi do appuntamento domani su "Un lettore è un gran sognatore" per conoscere il protagonista: 
Jacopo Lamberti!

🐞💚🐞

Quanti volti può avere il Male? Nell'anno 1325, Bologna è insanguinata da una serie di feroci delitti. Jacopo Lamberti, vicario di giustizia, dovrà districarsi in un labirinto d'ombre,
se vorrà arrivare all'assassino.
Bologna, novembre 1325. Una serie di efferati omicidi, un dilemma che inchioda chi è chiamato a investigare, un mistero non facile da risolvere. In un duello a distanza contro tutto e tutti, il vicario di giustizia Jacopo Lamberti dovrà scoprire chi si cela dietro l'enigmatico assassino che colpisce di notte e infierisce sulle vittime senza motivo apparente. Jacopo tenterà a ogni costo di fermarlo, ma prima dovrà affrontare i demoni che albergano nel suo cuore. 

🐞💚🐞
Estratto dal libro:




Bologna, 10 novembre 1325, tre ore dopo il tramonto
Il brillio del coltello nell’oscurità. Poi i fendenti lo trafissero, de-cisi e implacabili, dall’alto verso il basso. L’uomo non ebbe il tempo di capire, perso nei suoi desideri carnali. Percepiva ancora il contatto con la pelle calda della donna appartata con lui nel vi-colo, la coscia morbida di lei che lo stringeva a sé, in piedi contro al muro.
Non poté fare niente. E fu sopraffatto dalla consapevolezza di andare incontro alla morte.
L’assassino l’assalì al buio, rapido come un felino, mandando-lo a sbattere con la nuca contro la parete alle sue spalle. Lo bloccò di peso, poi inferì su di lui. Il primo colpo al petto, che quasi non sentì per la sorpresa, e dopo gli altri, che gli passarono le carni da parte a parte, imbrattando gli abiti di sangue.
L’uomo scosse la testa e digrignò i denti per la paura. Si di-batté nel tentativo di sottrarsi al coltello che lo massacrava, ma era tardi.
Una mano gli tappò la bocca, impedendogli di gridare.
Protese le braccia, ma i colpi lo raggiunsero lo stesso, identici e spietati; annaspò e riuscì solo ad aggrapparsi a chi l’uccideva. Dalla sua bocca sfuggì un gemito rauco. Nell’ultimo tentativo di liberarsi, scalciò l’aria, prima di crollare all’indietro, con il cuore squarciato.
Il sangue fumante si sparse sul selciato. I topi fuggirono velo-ci. Poco lontano, un ubriaco dormiva in un angolo.
L’omicida studiò la sua vittima, la bocca spalancata, le pupille dilatate, lo sguardo fisso nel vuoto.
Piegò la testa di lato, inalando l’aria fredda, umida di nebbia.
Non era nessuno, e nessuno ne avrebbe pianto la scomparsa.
Sospirò. La stanchezza parve calare tutta d’un colpo.
Ogni volta era così. Dapprima l’esaltazione febbrile esplode-va, raggiungendo l’apice. Poi le pulsazioni a poco a poco si placa-vano, stabilizzandosi di nuovo.
Avvertiva il bisogno di tornare a casa; tuttavia mancava anco-ra qualcosa per ritenere ultimato il lavoro.
Afferrò il morto per le braccia e lo trascinò in fondo al vicolo, i talloni che strisciavano sul terreno. Non vi erano luci a rischiara-re la strada e notarlo sarebbe stato arduo, se non del tutto impossi-bile.
Incurante delle condizioni pietose in cui versava il cadavere, si chinò e l’evirò di netto. Quindi prese l’organo reciso, e lo ripose in una scarsella di cuoio che teneva celata sotto al vestito.
Soddisfatta la brama di vendetta, tornò a piegarsi sul morto e si pulì le mani lorde di sangue sulla sua camicia. Si tolse la cappa e la rovesciò, per celare ogni traccia; poi sistemò l’abito sgualcito e tirò sulla testa il cappuccio.
Con calma, s’incamminò verso il centro della città. Nel volge-re di pochi passi la sagoma intabarrata svanì, inghiottita dalle tenebre.

🐞💚🐞


Se vi va di continuare a conoscere il libro e, mi auguro di si, avrete apprezzato questo piccolo estratto, vi lascio la locandina con le tappe successive. Se deciderete di leggere questo libro, mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!

🐞💚🐞Come sempre, buone letture!🐞💚🐞



Recensione "De Profundis" di Oscar Wilde a cura di Ilaria Cutrì

Se volete conoscere la sua arte e il suo estetismo, leggete "Il ritratto di Dorian Gray";
se volete conoscere l'uomo, il poeta, Oscar , leggete "De Profundis".
Come avrete ben capito, sto parlando di Lui, di Wilde.
Ecco cosa penso de "De Profundis".




Nei nei primi mesi del 1897, Oscar Wilde scrive. 


Un romanzo?
Un'opera teatrale?

E' in carcere e sta scontando una pena di due anni ai lavori forzati per il reato di sodomia.
Una lettera indirizzata a Lord Alfred Douglas prende vita,
lettera che il giovane Bosie, come affettuosamente usa Wilde, non leggerà mai.


La lettera, una delle più lunghe e più belle mai scritte è degna di essere collocata accanto ad esponenti di spicco delle antiche epistole.

Ciò che emerge dal triste silenzio della prigione di Reading è un uomo devastato, distrutto, ferito, sanguinante.

Un uomo che non riesce a nascondere delusione, rabbia e i cui sentimenti esplodono con una forza in questa lettera.



Bosie, mio caro Bosie....


Si rivolge direttamente all'amico, amante, giovane Douglas che lo portò in carcere facendolo precipitare nell'inferno.
Anche se all'inferno Wilde c'era già e ve ne parla tra queste righe dei suoi soggiorni,le sue spese folli, della sua inattività letteraria quando Douglas gli era accanto.
Qualsiasi cosa pur di accontentare quel giovane che adesso viene rimproverato, accusato.

Ma mai odiato.

Bosie, mio caro Bosie....


Sarà dopo il carcere che Wilde tornerà a scambiare corrispondenza con Douglas come se nulla fosse mai accaduto.

Ma se l'esperienza del carcere non riesce a separare Wilde e Douglas,cos'è De Profundis?

È il grido dell'uomo,del poeta,dell'artista!
Un grido conto le ingiustizie personali provocate da una società,
quella vittoriana,di falsi perbenismi e grandi fragilità.


Leggetelo perché in così poche pagine è racchiusa una perla letteraria, sublime nello stile e attuale nei contenuti. Non esiste un'opera migliore per conoscere Wilde, per assaporare la sua scrittura , entrare nell'età vittoriana da una porta secondaria e scoprirne il volto meno umano e giusto.


Leggetelo perché non ve ne pentirete.
Mai.




Potrebbe anche interessarti:
-Articolo sull'autore O.Wilde QUI

Coppie librose, parte VI :Raskolnikov e Sonja

Cari lettori, benvenuti alla sesta puntata di “Coppie librose”….
Questa puntata, a differenza delle precedenti, sarà un pò particolare.

🐞💚🐞
Non sarò solo io raccontarvi di una bella coppia, 
con me c'è Alessio, lettore infaticabile, grande amatore della letteratura.
Nei mesi precedenti abbiamo letto / riletto insieme Delitto e Castigo e oggi, ci soffermiamo sulla storia di  Raskolnikov e Sonja.

🐞💚🐞


🐞💚🐞

Da quando Delitto e castigo è considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale, oltre che russa, si è sempre discusso del suo valore e del suo personaggio principale ma, sebbene Raskolnikov sia il perno di Delitto e Castigo e se ne sia a lungo dibattuto, Sonja non è affatto un personaggio minore. 


La loro storia non ha nulla di simile a quelle che vivono tra le righe di un romanzo rosa, ma non per questo è meno degna di essere narrata in questa rubrica. anzi, proprio per la natura di questo amore, completamente diversa dal senso comune, ha più diritto delle altre di essere raccontata.


La natura del loro amore? Ha radici profonde nell'empatia, nella sinergia con cui due anime umane riescono a trovarsi in un punto dell'universo e a completarsi. 
Detto così, sembra un pò filosofico. 
Ma la sensazione che avverto ancora adesso quando penso a Raskolnikov e Sonja è di completezza. 
Non è amore nel senso più "banale" del termine. Perchè non è amore il loro, é di più. 
È presenza, costanza, essenza.
Nasce dalla necessità, da un dolore, da una sofferenza morale e fisica delicata e profonda.
Entrambi sono consci del dolore dell’altro e anche se Sonja non parla apertamente delle sue sventure, Raskolnikov la sente vicina e si confida a lei, solo con lei, cercando il suo aiuto e il suo consiglio.
Ed è meraviglioso come una figura minuta  e smunta, quale  Dostoevskij descrive Sonja, possa essere da sostegno al "grande" Raskolnikov.


Sonja è un personaggio che esordisce in sordina ma acquista vigore e vitalità nella seconda metà del romanzo fino alla fine dove la ritroviamo, dopo essersi trasferita in Siberia, in veste di sartina. E' una figura piena di carità, di compassione e di amore per il prossimo. Nel diventare la sartina, credo ci sia la stessa conversione di Sonja. Perché attraverso il perdono degli ultimi nel senso profondamente evangelico del termine, credo ci sia la sua catarsi. 
È come se perdonando sia a sua volta perdonata di quel doloroso fardello che porta in spalla.

Ci sarebbe davvero da chiedersi se la più grande creazione di Dostoevskij sia stata Raskolnikov o Sonja ma probabilmente la risposta è più semplice di quanto sembri. Nessuna delle due figure sarebbe stata grande se non ci fosse stata accanto l'altra!

Sonja è la conversione, la redenzione di Raskolnikov.
Senza di lei, probabilmente il "castigo" sarebbe stato più aspro e duro di quel che è narrato. il grande scrittore vuol bene al suo  Raskolnikov e con la sua penna crea una figura femminile bassa, ultima tra gli ultimi, ma ricca di energia positiva e misticismo. 



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Vorrei condividere il paragone, a mio avviso bellissimo, che suggerisce Alessio: 

Sonja è il Vangelo.

La partenza di Sonja per la Siberia è una cosa emblematica perchè oltre al perdono c'è la pratica del perdono. Sonja dimostra di essere veramente il Vangelo. Va in mezzo alla Siberia e diventa la balia di tutti i detenuti, non solo di Raskolnikov ma non c'è in lei amore in senso comune, come ciò che ci si aspetterebbe da un romanzo come Delitto e castigo.
Nonostante ciò, l'amore è fondamentale all'epilogo del romanzo, la condizione interiore di Raskolnikov e Sonja è estremamente vicina.  Raskolnikov ha la psiche a pezzi dopo l'efferato delitto e Sonja non ha un passato facile alle spalle. 

Ma, se è vero, come abbiamo precedentemente sottolineato, che Sonja rappresenta la conversione, questo è profondamente contraddittorio con la sua figura dato che la ragazza, figlia di Marmeladov -l'uomo ubriaco che incontriamo nella parte I del romanzo-  è costretta a prostituirsi per provvedere al sostentamento della numerosa famiglia. Nonostante questa figura dai contorni scuri, Sonja mantiene una purezza e una dolcezza estremamente affascinanti. E, infatti, non si percepisce nulla di greve in Sonja nonostante sia machiavellica. Forse, il fine per cui fa quel che fa riesce ad elevarla. In un certo senso la nobilita.



Ma adesso, ci chiediamo... 
Raskolnikov ama Sonja?


Ed eccoci tra le strade di Pietroburgo, poco dopo la confessione di Raskolnikov a Sonja. 
Leggiamo insieme ad Alessio le parole del romanzo.


" Quel giovane era come fuori di sè. Non poteva star fermo un momento nè concentrare la sua attenzione su una cosa per volta; ogni suo pensiero correva dietro un altro pensiero, senza tregua; divagava, le mani gli tremavano leggermente."


Un altro passo importante del romanzo messo in luce da Alessio è lo scambio delle croci.

"Sònja, in silenzio, tirò fuori dal cassetto due croci, una di
cipresso e l'altra di rame, si segnò, fece il segno della croce
anche a Raskòlnikov e gli mise al collo la croce di cipresso.
«Questo, dunque, è il simbolo della croce che mi prendo
addosso. Eh! eh! Come se, fino a questo momento, non avessi
sofferto abbastanza! È di cipresso, cioè per gente da poco...
quella di rame, di Lizavèta, che ti metti tu, fammela un po'
vedere... Ce l'aveva addosso, in quel momento? Io ne conosco
altre due, di croci, una d'argento e una smaltata... Le ho gettate
sul petto della vecchietta, quel giorno... Ci vorrebbero adesso,
dovrei mettermi quelle, no?... Ma sto dicendo un mucchio di
sciocchezze, e dimentico l'essenziale; sono piuttosto distratto!...
Vedi, Sònja, in realtà sono venuto per avvertirti, perché tu
sappia... Be', ecco... A dir la verità, sono venuto proprio per
questo. (Ehm, però pensavo che avrei parlato un po' di più.)
Anche tu volevi che ci andassi, non è vero? E io, così, me ne
starò in prigione, e il tuo desiderio sarà esaudito. E allora,
perché piangi? Perché piangi anche tu? Smettila, basta! Oh,
quanto mi pesa tutto questo!» "


Raskolnikov in quel momento capisce di amare molto Sonja, sia perchè si addossa la sua croce e il peso che sente sulle spalle è minore, sia perchè sente che c'è un affetto da parte sua che in realtà non dovrebbe esserci dopo che lui ha confessato di aver ucciso una delle sue migliori amiche. 
Ma Sonja perdona come se fosse il Vangelo stesso.


" Il sentimento però cominciava a risvegliarsi in lui; il cuore gli si strinse. 
"Che ha? Che ha? pensava fra sè, guardandola. "che cosa sono io per lei? Perchè piange?Perchè s'occupa di me, come se fosse mia madre o mia sorella? Ha per me la tenerezza di una balia!"

Lì si risveglia un Raskolnikov  diverso da quello febbrile, in eterno stato di agitazione. Lì è un Raskolnikov in conversione. Lui non dà così importanza allo scambio delle croci, per lo meno in senso religioso, quanto alle lacrime di Sonja.

"Fatti il segno della croce!Dì almeno una preghiera!" supplicò Sonja con voce timida e tremante.
"Oh, sia pure, pregherò quanto vorrai tu! E con tutto il cuore Sonja,con tutto il cuore!"

Dall'amore di Sonja parte la conversione di Raskolnikov!



Sperando che questo articolo sia stato per voi un invito alla lettura del romanzo, una rilettura o semplicemente un approfondimento, vi lascio con le parole finali di uno dei più belli - meravigliosi, stupendi (e potrei continuare, ma mi fermo) - romanzi della letteratura internazionale. Non potrebbe essere diversamente.

" Ma qui già comincia una nuova storia, la storia del graduale rinnovarsi di un uomo, la storia della sua graduale rigenerazione, del suo graduale passaggio da un mondo in un altro, dei suoi progressi nella conoscenza di una nuova realtà, fino allora completamente ignota. Questo potrebbe formare argomento di un nuovo racconto; ma il nostro racconto odierno è finito. "



🐞 E, non per ultimo, 
ringrazio Alessio 
per la sua 
preziosa collaborazione! 🐞


🐞💚🐞 Come sempre, una nuova coppia proposta da Cry QUI 🐞💚🐞








Nelle puntate precedenti:

Coppia librosa #1 :  Romeo e Giulietta

Coppia librosa #2 :  Sybil Vane e Dorian Gray

Coppia librosa #3 : Sayuri Nitta e il Presidente

Coppia librosa #4 : Amore e Psiche

Coppia librosa #5 :  Paolo e Francesca

Coppia librosa #6 : Raskolnikov e Sonja





Quale sarà la coppia #7???
Se vuoi suggerila scrivi  a 

emozionitralerigheblog@gmail.com













Poesia "Amai trite parole" - Umberto Saba


Amai trite parole che non uno osava.

Mi incantò la rima fiore amore,

la più antica difficile del mondo.