#Blogtour:"Edward. Il mistero del Re di Auramala" di Ivan Fowler - Il mistero del Re di Auramala

Cari lettori, siamo giunti all’ultima tappa del nostro #blogtour!

In questa settimana molti blog hanno raccontato di Edward,
un romanzo uscito l'anno scorso per Piemme,
un libro che nessun amante di storia può farsi sfuggire! 

Nell’ultimo giorno del blogtour vi propongo un post per viaggiare insieme nei luoghi del romanzo..





Perché “Edward. Il mistero del re di Auramala” è  anche un viaggio!


Come vi avevo accennato nella recensione (leggi QUI), partiremo insieme per un viaggio  insieme ai personaggi del libro! Attraverseremo insieme l' Inghilterra, le Fiandre, Francia e, infine, alcune città dell' Italia.
Avete preparato i bagagli? Allora siamo pronti per metterci in cammino su vecchi sentieri, salire a bordo di grandi navi e attraversare l’Europa medievale !!


Fowler è attento alle ambientazioni, le ricerca, le studia, le descrive in modo dettagliato dimostrando grande interesse verso abbazie, monasteri, castelli e torri ma non solo. Il paesaggio trova spazio tra le righe della storia e il lettore si ritrova in grandi boschi, riesce a percepire gli odori e i colori dello spazio narrato trovandosi totalmente immerso dentro le vicende! Impossibile che non abbiate voglia di conoscere i luoghi descritti dal romanzo.
Tra le righe si susseguono diversi ambienti chiusi e questi coincidono sempre con spazi caldi. Ritroverete camini accesi, le candele, le cucine, piccole botteghe, una locanda.
Sono luoghi che indicano l’ospitalità, il riposo, la famiglia e sono ottimi spunti per rievocare il modo di vivere di un’epoca lontana.





 Iniziamo il nostro viaggio facendo tappa in tre bellissime città….


Avignone.
Tra tutte le città descritte nel romanzo, vorrei soffermarmi insieme a voi, e ad Edward ovviamente, su Avignone. Al capitolo 9 il lettore si troverà pronto ad entrare nella Avignone medievale. Ecco come Fowler descrive la città:


“Lo splendido ponte di Sant Beneset, con le sue pietre chiare luccicanti nel sole pomeridiano, attraversava il Rodano conducendo ad Avignone. Non avevo mai visto in vita mia un ponte simile: aveva diciannove arcate e numerosi piloni aggettanti. Un’elegante cappella romanica si ergeva all’altezza del secondo pilone contando a partire dalle mura della città. Il ponte brulicava di viaggiatori diretti in città attraverso grandi porte ad arco. In verità, era la cosa più stupefacente che avessi mai visto nel corso dei miei viaggi.
«Quella è la maggior risorsa di Avignone: da Lione al mare non esiste altro punto per attraversare il fiume in tutta sicurezza. Si narra che san Beneset fosse un pastorello che un giorno udì la voce di un angelo che
gli chiedeva di erigere qui un ponte. Be’, adesso i papi hanno udito qualche voce più profana, di certo non angelica, che ha suggerito loro di riscuotere una gabella per attraversarlo. Guarda dietro il ponte, su quello sperone di roccia. Vedi tutte quelle impalcature? E quelle pile di mattoni? Il nuovo papa sta ampliando la sua residenza, facendone un palazzo imponente, casomai qualcuno dubitasse che Avignone sia la nuova Roma. I locali lo chiamano “lo Palais dei Papas”, il palazzo del papa, e chiunque passa di qui lo sta finanziando con dazi e gabelle.» Si era formata una coda presso il ponte levatoio sull’ampio fossato che lambiva le mura. Prima di attraversare la Porta di San Lazzaro, a mercanti, pellegrini, avventurieri e chierici, riuniti tutti insieme, venivano lette le leggi cittadine ed era richiesto il pagamento della gabella per il transito. Alla fine riuscimmo a varcare la porta, dopo aver alleggerito sensibilmente la borsa dei denari del maestro, e a mettere piede sul ponte levatoio. La folla che si accalcava era tale che dovemmo smontare e condurre i cavalli a mano. Poco più tardi sigillammo il messaggio completo con la ceralacca, scendemmo in strada e aspettammo dinanzi alla porta della locanda il passaggio di una staffetta. Con tutti quei palazzi cardinalizi e uffici ecclesiastici, Avignone a quei tempi pullulava di messaggeri, come api operose in un alveare. “

E Fowler continua a regalarci bellissimi scorci di Avignone nel capitolo 11…



“Gli edifici nel cuore di Avignone incombevano sulle strade acciottolate strette e tortuose, e pendevano appoggiandosi gli uni agli altri come ebbri compagni di bevute che si sorreggono a vicenda. Il cielo occhieggiava raramente e persino il grande Palazzo dei papi, visibile ovunque da lontano, dato che si ergeva su una collina rocciosa, rimaneva nascosto alla vista.”


E ancora:

“(..)  vagabondammo per il labirintico cuore di Avignone, stranamente malinconico ora che i vari artigiani stavano smontando le loro bancarelle per la sera. Infine, passammo davanti a un vicolo e in fondo a questo intravidi un campanile che mi parve di riconoscere. Entrambi pensammo che fosse la chiesa più vicina alla nostra taverna e decidemmo di proseguire in quella direzione. Mentre il crepuscolo allungava le sue inquietanti ombre sulla città, scoprimmo a malincuore di trovarci in una via parecchio malconcia: le pietre grigie degli edifici, tenute insieme con della malta ormai sbriciolata; i ganci arrugginiti per le briglie, che sporgevano dalle mura a diverse altezze e angolazioni, a ingombrare la visuale di tutto il vicolo; lo scolo al centro della via, completamente intasato da escrementi sia umani sia animali; a metà strada, il tugurio di una famiglia povera, mezzo diroccato, la struttura in legno consumata dal vento, dalla pioggia, dal tempo.”




Genova.

Da Avignone, il viaggio prosegue per Pavia passando per Genova e nel capitolo 16 ci si ritrova al palazzo degli Spinola e poi per le strade di Genova con tutte le sue torri, i campanili e i tetti, la sua cattedrale e il suo porto.

“Avevo visto poco della città dal nostro arrivo (…). Avevamo visitato molte città e alcuni dei monumenti più meravigliosi al mondo, ma spesso solo di notte e di sfuggita. E così andò a Genova: vidi una delle realtà più ricche del Mediterraneo soltanto alla luce di una torcia, osservandomi attorno da sotto al cappuccio di una prostituta. Tuttavia, l’atmosfera inquietante della città non mi sfuggiva. (..) Gli edifici si elevavano ad altezze apparentemente impossibili, le loro sommità erano così lontane da terra e così vicine tra loro che si riusciva a intravedere solo una scheggia di cielo stellato. (..) Di giorno, sapevo che brulicavano di bottegai, di merci e di clienti, ma nella quiete silenziosa della notte i recessi di quei palazzi sembravano oscure gallerie di una qualche favolosa città sotterranea.”




Pavia.
I capitoli 22, 23, 24, 25, 27 e 28 hanno da sfondo la bellissima città di Pavia.
Palazzo Bottigella, la basilica di San Michele Maggiore. la piazza antistante l’edificio sacro saranno regalate al lettore nella luce dorata di una sera di luglio. 



“ «Ma… Pavia è una foresta di torri!»In effetti, le torri che si ergevano a diverse altezze e con diverse tonalità di rosso mattone erano per lo più esili, senza aperture e con le vette affusolate in gara l’una contro l’altra, con nessun altro scopo, a quanto pareva, se non raggiungere il cielo.” 


 Spero non siate ancora stanchi, il viaggio nei luoghi del romanzo continua perché parlare del romanzo solo attraverso queste tre città è, credetemi, estremamente riduttivo! E’ per questo che ho deciso di continuare il nostro viaggio attraverso qualche cartolina e citazioni di Fowler relative alle ambientazioni descritte..








1.      Il porto di Yarmouth.

“Sir Thomas de Aldcliffe, Master John e io percorremmo uno dei moli, mentre i ragazzini ci saettavano attorno con le ceste colme. Le loro madri lavoravano sul lungomare alla riparazione delle reti, mentre un ispettore della Corona controllava che l’ampiezza delle maglie fosse conforme alle leggi. (..) Dal molo potevo scorgere i marinai indaffarati nei preparativi per la navigazione.”









2.      Chambéry, La Grande Chartreuse.

“Alla fine, in qualche modo, riuscimmo a riprendere la strada per il monastero. (…) Tutti osservammo il silenzio di san Bruno. A mano a mano che giungevamo nello spiazzo su cui sorgeva la Grande Chartreuse, noi e i nostri compagni di pellegrinaggio ci inginocchiammo dinanzi a un piccolo sacrario posto al di fuori delle mura del monastero, baciandone l’altare quasi fosse un reliquiario di san Bruno stesso.
(…)  Oltre la cortina di pietra dell’ingresso si poteva scorgere con sorpresa una costruzione dall’aspetto non concluso e, in alcuni punti di essa, le pietre e le tegole apparivano addirittura annerite o sporche. Master John più tardi mi rivelò che un incendio aveva devastato la Grande Chartreuse circa vent’anni prima.”






3.      Valle Staffora.

Parecchi i capitoli ambientati in questa valle tra boschi, sentieri in cui il Gallese, frate di origini britanniche, prende una scorciatoia che attraversa la parte più fitta del bosco e scende lungo il versante della montagna verso Pizzocorno.


“Sebbene i rami fossero ancora abbastanza frondosi da nascondere il cielo, il sentiero era già coperto da uno spesso strato di fogliame.”

“Non lontano, sulla riva opposta, c’era un grande villaggio dalle case in pietra grigia, chiuso all’interno della sua cinta fortificata, su un colle. Capimmo che era Bagnaria, l’abitato che ci aveva menzionato la donna dei boschi. Il fiume era ampio e scorreva violento, gonfio com’era delle nevi che si stavano sciogliendo sulle vette montane.”



“Nei pressi di Coblenza le foglie avevano già cominciato a ingiallire quando eravamo partiti di là; di certo, in quelle terre imperiali del Nord, erano ormai cadute a terra, lasciando gli alberi spogli. Invece, a sud delle Alpi, il processo naturale era appena agli inizi, e i boschi intorno a noi si tingevano di rosso e oro al nostro passaggio.”








4.      Il borgo di Euskirchen

"(..) si autoproclamava “città”, anche se non era molto più di un paese di campagna cinto da mura, con l’aggiunta di una piazza del mercato e un municipio in pietra, il cui tetto di ardesia era crollato in più punti ed era stato rattoppato con alcune assicelle. Le strade erano di terra battuta e gli edifici minori stavano in piedi, o meglio, si sostenevano l’un l’altro, in vari gradi di sfacelo."






  

E con "I luoghi del romanzo" termina anche il nostro blogtour. 

Spero abbiate seguito le varie tappe, ma se non l'avete fatto o le volete rileggere, vi lascio i link di riferimento!


  • IL MISTERO DEL RE DI AURAMALA, Bookspedia
  • LA CHIAVE SEGRETA DEL DNA, Chiara In Bookland
  • RECENSIONE, La Stamberga D'Inchiostro
  • ILLUSTRAZIONE, The Room Tales
  • INTERVISTA, Thriller Storici EDintorni
  • I LUOGHI DEL ROMANZO, Emozioni Tra Le Righe





Adesso, tocca a voi viaggiare con Edward! Buona lettura! 



Jane Austen - curiosità sull'autrice

Sono passati duecento anni dalla morte di Jane Austen,
eppure rimane una delle autrici più amate di sempre.
Oggi, in occasione di questo anniversario, riproponiamo la sua figura!




La scrittrice inglese Jane Austen nasce a Steventon il 16 dicembre 1775 e si spegne a Winchester il 18 luglio 1817 consegnando la sua figura alla letteratura internazionale.

Jane Austen oggi è una delle scrittrici più famose dell'Inghilterra e senza dubbio una delle più importanti del periodo preromantico, una tra le più amate e, ancora oggi, tra le più discusse.








I familiari furono tra i suoi primi e più fedeli lettori, e la aiutarono a pubblicare i propri scritti.
Tra le sue maggiori pubblicazioni:


  • Ragione e Sentimento, 1811;
  • Orgoglio e Pregiudizio, 1813;
  • Northanger Abbey, 1818;
  • Mansfield Park, 1814;
  • Emma, 1815;
  • Persuasione, 1818.



Invece di parlare dei suoi romanzi, che probabilmente avete letto, ci siamo promessi di scovare qualche curiosità sull'autrice sperando di regalarvi qualche notizia che ancora non conoscete!


1.  Da bambina, Jane Austen scriveva racconti che prendevano in giro la letteratura gotica dell'epoca, che pure leggeva e gradiva. Li recitava ad alta voce davanti alla famiglia, che si sbellicava dalle risate. Si faceva gioco soprattutto delle fanciulle in fiore sempre pronte a svenire alla prima sollecitazione.



2. Ebbe una relazione con Thomas Lefroy
Si dice che Jane Austen e il politico irlandese Thomas Lefroy abbiano avuto una storia d’amore,  ma si sa davvero poco di quello che accadde veramente. Lefroy ha anche chiamato la sua figlia maggiore Jane, ma se fosse un omaggio alla scrittrice o alla sua omonima madre non è del tutto chiaro.



3. Un suo corteggiatore morì misteriosamente
La famiglia Austen nel 1800 si trasferì a Bath. Durante la loro permanenza in quei luoghi, Jane incontrò e si innamorò di un giovane che voleva sposarla. Purtroppo per Austen, la loro relazione naufragò e il giovane è morto in circostanze misteriose prima che potessero stare insieme.



4. Nonostante si cerchi di far passare Jane Austen per una ragazza ribelle che lottava contro il retaggio culturale restrittivo dell'epoca, c'è da dire che Jane è stata sempre supportata dalla famiglia.
Tuttavia, anche se cercare di farla rientrare con sicurezza nella corrente di pensiero è una forzatura, è assai probabile che Jane Austen abbia letto la “Rivendicazione dei diritti della donna” di Mary Wollstonecraft.


5. La fama di Jane Austen era calata sensibilmente dopo la sua morte, ma è tornata a crescere grazie al nipote James Edward Austen-Leigh, che ha pubblicato nel 1869 “A memoir of Jane Austen”.

6.Uno dei suoi fidanzamenti durò un solo giorno
Quando visse a casa della famiglia Bigg con la sorella Cassandra, nel 1802, Harris Bigg – Wither chiese la mano di Jane per sposarla. Inizialmente, Jane accettò la sua proposta, ma dopo una notte insonne tornò sulla sua decisione, e rifiutò la proposta e abbandonò la loro casa. Rimase fidanzata per un solo giorno.

7. In tempi recenti, sia le opere che la vita di Jane Austen sono stati analizzati da un punto di vista psicologico. Una neuropsichiatra ha fatto notare come Mr. Darcy mostrasse chiari segni di Asperger, e un'altra, studiando lettere e memorie, ha ipotizzato che la madre di Jane soffrisse di disturbo borderline.

8. Il principe reggente Giorgio IV era un grande fan di Jane Austen, che fu invitata a visitare la biblioteca reale. Il bibliotecario le suggerì di scrivere sulla storia d'Inghilterra e sulla famiglia dei Coubourg, nonché della vita di un ecclesiastico. Jane Austen declinò con tutta la grazia possibile entrambe le proposte, ma dedicò Emma al principe reggente.

9. Jane Austen e sua sorella non si sposarono mai . Come i personaggi dei suoi libri, anche Jane Austen era legata alla sorella. Hanno trascorso la maggior parte della loro vita insieme, ed erano l’una la migliore amica dell’altra, erano davvero strette confidenti. Anche se i loro fratelli si sposarono, nessuna delle sorelle fecero questo importante passo. Cassandra era  fidanzata, ma il suo ragazzo, Thomas Fowle , morì di febbre gialla all’estero prima che potessero sposarsi.

10. I soldi e il benessere economico influenzarono la sua vita amorosa
Mentre Jane Austen era uno scrittrice romantica, i propri atteggiamenti verso il matrimonio erano molto più pratici e concreti. In più di una occasione, Austen, nelle lettere che spediva alla sorella, ha chiarito che vedeva i benefici del matrimonio soprattutto da un punto di vista strettamente finanziario. E ‘stato anche ben noto che una delle ragioni per Austen non si sposò con Lefroy, fu perché non aveva i soldi per sposarsi. Un esempio di come, a volte, la ragione trionfi sul cuore.

Senza di te tornavo- Pierpaolo Pasolini

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

Recensione: Edward. Il mistero del Re di Auramala di Ivan Fowler


Edward. Il mistero del re di Auramala.
Il romanzo che riporta luci e ombre sulla figura storica 
di re Edoardo II d’Inghilterra è una delle mie ultime letture. 
Mistero e storia si fondono in un nuovo romanzo,
venite a scoprire questa lettura!





Titolo: Edward. Il mistero del re di Auramala
Autore: Ivan Fowler
Editore: Piemme
Pagine: 516
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo copertina: 19,00 €


Trama: 

1338. La guerra tra Inghilterra e Francia sembra ormai imminente: il re inglese Edward III è pronto a scatenare l'attacco decisivo. Anche perché, misteriosamente, è entrato in possesso di enormi somme di denaro che gli permettono di avere al soldo l'imbattibile flotta genovese. Nessuno, tra i grandi Lord e i consiglieri reali, riesce a capire come mai l'ambiguo mercante genovese Niccolò Fieschi sia riuscito a entrare nelle grazie del sovrano e ora eserciti un potere così grande a corte.
È per questo che vengono ingaggiati una tra le più famose spie al servizio della Corona, Master John de Ulgham, e il suo giovane apprendista William de Tels. I due, nel lungo e pericoloso viaggio che li condurrà dall'Inghilterra alle Fiandre, da Avignone a Genova, fino ad arrivare a Pavia e a una valle sperduta tra gli Appennini lombardi, scopriranno il terribile segreto che permette ai Fieschi di tenere in pugno il re inglese. Ma in questo gioco di sangue e potere nulla è mai davvero come sembra...
In una lotta contro il tempo e contro uno spregiudicato assassino che pare conoscere in anticipo ogni loro mossa, Master John e William rischieranno la vita per ciò che al mondo hanno di più caro e sacro: l'onore della Corona d'Inghilterra.


La recensione:


La figura di re Edoardo II d’Inghilterra è avvolta nel mistero.
Dopo più di 600 anni Ivan Fowler riapre una pagina che divide la storiografia ufficiale.

Qual è la verità sulla morte del re Edoardo II? 

E’ stato realmente una congiura di corte
oppure 
il re è riuscito a scappare e a rifugiarsi nel nord della nostra penisola? 


Così, dalla partita storica aperta, ancora da chiarire, Ivan Fowler trae spunto per un romanzo con lo scopo di portare all’attenzione del pubblico il mistero della fine del re Edoardo II d’Inghilterra esplorando la vicenda dal punto di vista storico con la dovuta ricerca e documentazione.

Edward è un romanzo che fa parte di un vasto progetto internazionale di ricerca denominato ‘The Auramala Project’ , progetto che si impegna a chiarire se re Edoardo sia stato davvero ucciso nel castello di Berkeley nel 1327 o se abbai terminato i giorni della sua vita a Pavia in esilio, come risulterebbe da qualche documento.


Protagonista del romanzo è una coppia di detective medievali che sono stati incaricati di una missione segreta ma decisiva dal punto di vista politico.
I personaggi non sembrano possedere quello spessore psicologico tale da renderli reali e verosimili. Piuttosto, Fowler dà grande importanza a ciò che essi portano alla luce.
Lo scrittore non si sofferma molto sulle descrizioni caratteriali dei personaggi, non li esamina a fondo ma si concentra principalmente sul complesso aspetto politico su cui si fonda la vicenda.

Segreti e misteri si confondono con la storia, 
conferendo un alone di mistero che completa la valenza storica del romanzo.


E’ un giallo medievale, possiamo definirlo tale.
Parte dalla storia, muove verso il thriller e ritorna alla storia, lasciando il lettore affascinato ma, soprattutto curioso! Una storia di avventura in cui i personaggi si snodano in uno scenario storico ben descritto e caratterizzato in tutti i suoi aspetti.


“Edward, Il mistero del re di Auramala” è soprattutto un viaggio!
Preparate i bagagli e siate pronti ad intraprendere vecchi sentieri, viaggi in nave e ad attraversare l’Europa insieme ai due protagonisti.
Dall’Inghilterra alle Fiandre, dalla Francia all’Italia, Fowler non descrive in modo attento e preciso abbazie, monasteri, castelli e torri ma dimostra anche grande interesse verso i paesaggi freddi del nord Italia, i territori rocciosi dell’appennino della nostra penisola.
Impossibile che non abbiate voglia di conoscere i luoghi descritti dal romanzo, improbabile che non rimarrete affascinati dalla loro descrizione semplice, ma pienamente degna della loro storia e della loro importanza!
Tra tutti sono due le città le cui descrizioni mi hanno affascinata: Avignone e Pavia. Di queste due città e degli altri luoghi del romanzo vi parlerò molto, molto presto!








L'AUTORE
Ivan Fowler è australiano di Darwin, ma vive da molti anni a Pavia. È cantante lirico, compositore e cantastorie. Assieme alla squadra dell'Associazione Culturale Il Mondo di TELS, crea e cura i tour narrati del circuito The Original History Walks® (www.theoriginalhistorywalks.org). È inoltre il coordinatore di The Auramala Project, un progetto internazionale di ricerca che tenta di gettare luce, attraverso indagini d'archivio e genetiche, sul vero destino di re Edward II. I risultati sono resi disponibili e aggiornati sul blog in lingua inglese theauramalaproject.wordpress.com

Ti amai, Aleksandr Puskin



Ti amai anche se forse
ancora non è spento
del tutto l'amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata
come Dio voglia un altro possa amarti.


Aleksandr Puskin

100 libri da leggere almeno una volta nella vita!!!

Secondo la BBC, esistono ben 100 libri che un lettore che si rispetti deve aver letto! 
Personalmente, sebbene io pensi esistano tanti altri libri meritevoli di stare in questa lista, mi sono incuriosita e ho contato quanti ne ho letti (sono quelli evidenziati)!






Curiosi? Sono pochissimi:

16/100!

Voi?
Quale libro togliereste da questa lista? 




1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
2 Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
3 Il Profeta – Kahlil Gibran
4 Harry Potter – JK Rowling (per ora ho letto solo il primo volume)
5 Se questo è un uomo – Primo Levi
6 La Bibbia
7 Cime Tempestose – Emily Bronte
8 1984 – George Orwell
9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri (l’Inferno l’ho letto quasi tutto, di Purgatorio e Paradiso solo alcuni canti)
11 Piccole Donne – Louisa M Alcott
12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13 Comma 22 – Joseph Heller
14. L’opera completa di Shakespeare
15 Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
16 Lo Hobbit – JRR Tolkien
17 Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18 Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa
19 Il Processo – Franz Kafka
20 Le Affinità Elettive – Goethe



21 Via col Vento – Margaret Mitchell
22 Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald
23 Bleak House – Charles Dickens
24 Guerra e Pace – Leo Tolstoy
25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27 Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky
28 Odissea – Omero

29 Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll
30 L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31 Anna Karenina – Leo Tolstoj
32 David Copperfield – Charles Dickens
33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis
34 Emma – Jane Austen
35 Cuore – Edmondo de Amicis
36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo
37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden
40 Winnie the Pooh – AA Milne


41 La Fattoria degli Animali – George Orwell
42 Il Codice da Vinci – Dan Brown
43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44 Il Barone Rampante – Italo Calvino
45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47 I Malavoglia – Giovanni Verga
48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
49 Il Signore delle Mosche – William Golding
50 Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51 Vita di Pi – Yann Martel
52 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi
56 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57 Siddharta – Hermann Hesse
58 Il mondo nuovo – Aldous Huxley
59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60 L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez


61 Uomini e topi – John Steinbeck
62 Lolita – Vladimir Nabokov
63 Il Commissario Maigret – George Simenon
64 Amabili resti – Alice Sebold
65 Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
66 Sulla Strada – Jack Kerouac
67 La luna e i Falò – Cesare Pavese
68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
69 I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
70 Moby Dick – Herman Melville
71 Oliver Twist – Charles Dickens
72 Dracula – Bram Stoker
73 Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74 Notes From A Small Island – Bill Bryson
75 Ulisse – James Joyce
76 I Buddenbroock – Thomas Mann
77 Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78 Germinale – Emile Zola
79 La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
80 Possession – AS Byatt

Lentamente muore - di Martha Medeiros


Ph. Oleg Oprisco 
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;

emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."













Altre poesie: 






Coppie librose- Parte IV

Cari lettori, benvenuti alla quarta puntata di “Coppie librose”….
Oggi vi parlerò di una delle più belle leggende d’amore che ci sono state tramandate dal passato, una storia che nasce dalla tradizione orale, una favola che ancora oggi affascina lettori di ogni età...


Andrea Appiani, Psiche adorata dalle genti, 1792 (Monza, Rotonda della Villa Reale)


"Un tempo, in una città, vivevano un re e una regina che avevano tre bellissime figlie, le due più grandi, per quanto molto belle, potevano essere degnamente celebrate con lodi umane, ma la bellezza della più giovane era così straordinaria e così incomparabile che qualsiasi parola umana si rivelava insufficiente a descriverla e tanto meno a esaltarla."



Eh si, immagino abbiate già capito di quale coppia sto parlando, una delle coppie per eccellenza: Amore e Psiche. 

La storia è  narrata  da Apuleio all'interno della sua opera Le Metamorfosi (o L'Asino d'oro) ed è un racconto che fonde la cultura greco-latina, ed elementi della cultura nordafricana. La favola costituisce un racconto completo e autonomo all’interno dell’opera in cui è inserita (dal capitolo 28 del IV libro al capitolo 24 del VI libro.) e ha avuto grande fortuna.
Ripercorriamo insieme, attraverso alcune citazioni, questa storia meravigliosa che ancora oggi affascina i lettori di ogni età!

L’incipit del racconto è quello tipico delle fiabe popolari di tutti i tempi. Un re e una regina avevano tre figlie, delle quali l’ultima, Psiche, era la più bella. L’ammirazione di tutti per la fanciulla suscitò la gelosia di Venere, la quale, per punirla, chiese al figlio Cupido di farla innamorare di un uomo bruttissimo.




Andrea Appiani, Psiche vegliata da Amore, 1792 (Monza, Rotonda della Villa Reale)


"Nessuno andava più a Pafo o a Cnido o a Citera per visitare i santuari di Venere; alla dea non si facevano più sacrifici, i suoi templi erano lasciati nell’abbandono, i suoi sacri cuscini calpestati, le cerimonie trascurate, le sue statue restavano disadorne, vuoti i suoi altari e ingombri di cenere spenta. Alla fanciulla si innalzavano preghiere, e si placava il nume di una dea potente come Venere adorando un volto umano. Al mattino, quando la vergine usciva, a lei si apprestavano vittime e banchetti invocando il nome di Venere assente e, quando passava per via, il popolo le si affollava supplice intorno con fiori e ghirlande. Questo eccessivo tributo di onori divini a unafanciulla mortale suscitò lo sdegno violento della Venere vera."



 Cupido, invece, quando vide Psiche rimase tanto colpito dalla sua bellezza che la freccia, preparata per la fanciulla, gli cadde sul piede innamorandosene egli stesso.
Senza mai apparire a lei, Cupido la condusse in un palazzo incantato dove la fece sua sposa, non senza prima averle fatto giurare che mai avrebbe tentato di scoprire chi era l’uomo che di notte giaceva con lei, aggiungendo che se, per caso, lo avesse veduto, egli subito sarebbe scomparso e lei non lo avrebbe rivisto mai più.

Amore abbandona Psiche di Jacques Louis David, 1817, Cleveland

Spinta dalla curiosità,Psiche non rispettò la promessa fatta al suo sposo e, una notte

"..andò a prendere la lucerna, afferrò il rasoio e sentì che il coraggio aveva trasformato la sua natura di donna. Ma non appena il lume rischiarò l’intimità del letto nuziale, agli occhi di lei apparve la più dolce e la più mite di tutte le fiere, Cupido in carne e ossa, il bellissimo iddio, che soavemente dormiva e dinanzi al quale la stessa luce della lampada brillò più viva e la lama del sacrilego rasoio dette un barbaglio di luce."



Andrea Appiani, Psiche osserva Amore dormiente, 1792 (Monza, Rotonda della Villa Reale)

"A quella visione Psiche, impaurita, fuori di sé sbiancata in viso e tremante, sentì le ginocchia piegarsi e fece per nascondere la lama nel proprio petto, e l’avrebbe certamente fatto se l’arma stessa, quasi inorridendo di un così grave misfatto, sfuggendo a quelle mani temerarie, non fosse andata a cadere lontano. "


“Vide la testa bionda e la bella chioma stillante ambrosia e il candido collo e le rosee guance, i bei riccioli sparsi sul petto e sulle spalle, al cui abbagliante splendore il lume stesso della lucerna impallidiva; sulle spalle dell’alato iddio il candore smagliante delle penne umide di rugiada e benché l’ali fossero immote, le ultime piume, le più leggere e morbide, vibravano irrequiete come percorse da un palpito. Tutto il resto del corpo era così liscio e lucente, così bello che Venere non poteva davvero pentirsi d’averlo generato."
"Fu così che l’innocente Psiche, senza accorgersene, s’innamorò di Amore.
Ma mentre l’anima sua innamorata s’abbandonava a quel piacere, la lucerna maligna e invidiosa, quasi volesse toccare e baciare anch’essa quel corpo così bello, lasciò cadere dall’orlo del lucignolo sulla spalla destra del dio una goccia d’olio ardente."

Orazio Gentileschi, Amore e Psiche.

E così che Amore lascia il talamo nuziale, Psiche va disperatamente in cerca del suo amante.
Si ricongiungerà a lui?
Rivedrà mai più il volto di Amore?

Ecco, qui siamo giunti quasi alla fine della storia. Non voglio anticipare il finale se non avete ancora letto questa favola per cui, vi lascio con il dubbio sul finale dei due amanti e spero di aver acceso in voi la curiosità di leggere la favola o, perchè no, l'intera opera "Le Metamorfosi" di Apuleio.

Come ogni puntata che si rispetti, c'è un'altra coppia per voi. 
Dal blog Il mondo di Cri, la mia cara collaboratrice vi propone.....
Per scoprilo basta un click QUI!!!
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Alla prossima puntata!!!








Frida Kahlo

Frida Kahlo
Frida Kahlo nacque nel 1907 a Città del Messico e morì nel 1954 nel medesimo posto. 
E' stata una grande pittrice, molto amata in Messico, ma non solo. La sua pittura comunica sensazioni di dolore e solitudine ma anche di grande forza, dignità ed amore per la vita.
Fu una scrittrice molto importante in quanto rappresentava con la propria scrittura, la letteratura dell'interiorità, in un momento storico in cui in Messico vi era un forte machismo legato alla Rivoluzione. 
Frida Kahlo, dunque, ricalca il modello della “donna emancipata” che si ribella al tradizionale stereotipo misogino secondo cui la donna era solo un oggetto del desiderio maschile. Inoltre, pratica con disinvoltura il travestitismo, “mi vestivo da maschio, con capelli cortissimi, pantaloni, stivali e giacca di pelle” vivendo con diletto la propria sessualità, senza riluttanze o pentimenti, diritto che spettava per tradizione agli uomini.
Il suo obiettivo era essere se stessa fino in fondo, e non nascondere nessuna delle sue caratteristiche. 

La sua vita è stata scandita da parecchie difficoltà: a sei anni, è stata afflitta da poliomielite ed in questo periodo della sua vita il suo unico conforto fu il padre. 
Scriveva: 
"A sei anni ebbi la poliomielite. A partire da allora ricordo tutto molto chiaramente. Passai nove mesi a letto. Tutto cominciò con un dolore terribile alla gamba destra, dalla coscia in giù."

Intraprese gli studi, ma nel 1925  la sua vita si ribaltò drasticamente, da attivista e di indole curiosa, accadde che una volta uscita da scuola, salì sull'autobus per far rientro a casa, e qui avvenne un incidente fra il mezzo su cui Frida viaggiava e un tram e la giovane ne rimase vittima. L’autobus finì schiacciato contro il muro e Frida ne ebbe conseguenze gravissime, e venne sottoposta ad una serie di interventi. 
Poco tempo dopo, conobbe Tina Modotti (fotografa, attivista e attrice italiana), e venne coinvolta nelle riunioni del Partito Comunista Messicano. 
Conobbe, in questo ambiente, colui che sarebbe diventato suo marito: Diego Rivera. Ma si trattò di un matrimonio infelice, a causa dei tradimenti di Rivera e dei suoi comportamenti bruschi, così Frida, divenne l'amante di personalità molto importanti del periodo, come Lev Trockij. Gli studiosi di Frida Kahlo si sono soffermati ad analizzare il suo difficile matrimonio con Diego Rivera , l’impossibilità di avere figli e le molte relazioni extraconiugali con amanti del sesso opposto, trascurando invece quelle omosessuali. Negli ultimi anni gli amori saffici di Kahlo sono stati portati a conoscenza e all'attenzione del grande pubblico grazie all'adattamento cinematografico della famosa biografia di Hayden Herrera (Frida. A life of Frida Kahlo, HarperCollins, New York 1983).Frida non tentò mai di celare i suoi amori saffici, sebbene fossero in molti casi soltanto emotivi o platonici, dal momento che essi rappresentavano l’affermazione della sua diversità e, nel contempo, erano il vessillo della sua libertà e autodeterminazione.
Un momento importante della propria vita fu nel 1954, quando furono esposte per la prima volta le proprie opere. 
Le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrisse nel diario furono: "Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più."

Fu anche, attraverso la scrittura... che Frida ci parlò di sé. Compose varie poesie, citazioni e aforismi. Qui, di seguito, una delle poesie più belle dell'autrice: 


Strana come te 

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo

ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo,

ci dev’essere qualcuna proprio come me,

che si sente bizzarra e difettosa

nello stesso modo in cui mi sento io.

Vorrei immaginarla,

e immaginare che lei debba essere là fuori

e che anche lei stia pensando a me.

Beh, spero che, se tu sei lì fuori

e dovessi leggere ciò,

tu sappia che sì, è vero,

sono qui

e sono strana proprio come te.

Frida Kahlo

Recensione "Favola di una falena" di A.Del Debbio

Cari lettori, oggi voglio raccontarvi di un libro che ho letto da qualche mese: 
"Favola di una falena" di Alessio Del Debbio, autore che ringrazio per avermi dato l'opportunità di leggerlo e apprezzarlo.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa lettura nonostante, premetto, i romanzi di questo genere non sono il mio forte. 
Volete sapere cosa ne penso? Bene, continuate a leggere!




Titolo: Favola di una falena
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Panesi Edizioni
Anno di pubblicazione:2016
Genere: Romanzo per ragazzi / Romanzo di formazione
Formato: Ebook
Pagine: 374
Prezzo: 2,99€
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Trama:

Viareggio, settembre 2001. Sta per finire l'estate dopo la maturità: tempo di prendere decisioni importanti. Su questa premessa iniziano le avventure del turbolento Jonathan, della timida Francesca, della sognatrice Veronica e del rigoroso Leonardo, un viaggio nell'amicizia e nell'amore, una favola moderna di eroi coraggiosi che sopravvivono alla quotidianità aiutandosi l'un l'altro e credendo nei propri sogni. Falene in cerca di luce, destinate a non trovare mai riposo.



"Tutto il resto non conta, tutto il resto si ferma alle porte della nostra amicizia."




La recensione


È la fine dell'estate a Viareggio, i tramonti regalano al cielo le sfumature più belle alla fine dell'estate e un gruppo di amici è intento a trascorrere insieme le ultime serate estive. Sono Jonathan, Francesca, Veronica, Leonardo, Luna, Laura e gli altri protagonisti di "Favola di una falena" .
Sono ragazzi le cui vite si mescolano, che si confrontano con i problemi della vita reale, superano ostacoli, sbagliano, crescono. Proprio questo permette di collocare il romanzo tra quelli di formazione in quanto i protagonisti imparano dai propri errori, compiono delle scelte e condividono le gioie e i dolori come solo un vero gruppo sa fare.

Come avrete intuito, la colonna portante del romanzo é l'amicizia. Questo sentimento è il filo con cui Del Debbio lega tra loro i personaggi. Leale, sincera, tradita, l'amicizia è presente in tutte le sue sfaccettature, ma non è l'unico sentimento forte del romanzo. Anche l'amore, infatti, è presente in tutti i sui aspetti, da quello familiare a quello di coppia, da quello tradito a quello sognato. 

Lo stile della narrazione è coinvolgente e lascia i giusti spazi per poter riflettere su temi importanti ed attuali come la droga, il lavoro, la famiglia e i sentimenti tanto che il lettore si può immedesimare con facilità nei problemi e nel percorso di ciascuno dei ragazzi.
Del Debbio apre uno spaccato sui ventenni, non sempre inesperti e inaffidabili, spesso costretti a dover portare pesi troppo grandi per delle spalle così giovani.


Mi piacerebbe porre l'attenzione su un'altra delle tematiche affrontate: il futuro.
I protagonisti del romanzo hanno appena terminato le scuole superiori e devono decidere cosa fare delle loro vite, non solo dal punto di vista lavorativo o universitario, saranno messi, infatti, a dura prova, anche e soprattutto dal punto di vista personale. Del Debbio vuole porre l'attenzione su un momento che tutti, prima o poi, ci troviamo o ci siamo trovati ad affrontare: la scelta del nostro futuro. 


"Favola di una falena" è un romanzo corale, ci sono tantissimi personaggi e storie che si mescolano tra loro e va riconosciuta all'autore la bravura di mettere in scena così tanti personaggi e di farlo in modo chiaro, delineando per ognuno una personalità dai contorni nitidi e precisi.

Tra tutti i personaggi del romanzo la mia sensibilità è stata colpita maggiormente da Luna e Leonardo. Due fratelli che hanno sopportato pesi molto grandi per le loro fragili spalle, hanno lottato, fatto sacrifici per poter credere ancora nei loro sogni. Leonardo è l'altruista del gruppo, mette sempre gli altri prima dei suoi bisogni, sua sorella e sua madre, in primis. Ma, oltre Luna e Leo, c'è Francesca, la sognatrice del gruppo, Laura, Johanatan. E poi c'è lei, Veronica,  la vera falena cui si riferisce il titolo del libro ma qui non aggiungo altro perchè voglio che siate voi a scoprire la storia e i personaggi.

E' una lettura che consiglio a tutti, ideale sotto l'ombrellone e magari proprio nei bellissimi luoghi della Versilia cui si fa riferimento nel romanzo!


Estratto da Favola di una falena:
«Che mi dici di te? Sei felice?»
Leonardo rimase un attimo in silenzio e Jonathan distolse lo sguardo. Le onde scrosciavano sotto di loro, i gabbiani volavano nell’alba e Viareggio iniziava a svegliarsi. Sulla spiaggia una manciata di persone correvano, altre portavano i cani a passeggio, lasciando sulla sabbia orme che il mare provvedeva subito a cancellare. Il mare cancellava tutto. E lo scoglio su cui erano seduti ne era solida testimonianza. E allora cosa sarebbe rimasto delle loro esistenze?




Note biografiche

Alessio Del Debbio nasce a Viareggio nel 1981. Appassionato di storia e mitologia, adora trascorrere il tempo libero leggendo, quasi divorando, romanzi storici o letteratura fantastica. Si laurea in Lettere Moderne con una tesi su Nick Adams, protagonista di alcuni racconti di “In our Time”, di Hemingway. Nel 2007 frequenta il corso di scrittura creativa organizzato da Divier Nelli, noto scrittore viareggino. Dal 2013 frequenta i Laboratori di Scrittura Creativa dell’Associazione Culturale “Le Otto Querce” di Viareggio, curati dallo scrittore e giornalista fiorentino Mirko Tondi. Nel 2011 pubblica “Oltre le nuvole – storie di amici”, romanzo young adults ambientato a Viareggio, cui seguirà, nel 2015, il prequel “Anime contro”. Nel 2014 esce il racconto distopico “L’abisso alla fine del mondo”; Gds Edizioni. Dal 2012 al 2015 pubblica numerosi racconti in varie antologie, tra cui “I mondi del fantasy IV e V” di Limana Umanita Edizioni e “Racconti Toscani” di Historica Edizioni, molti dei quali riuniti nell’antologia “L’ora del diavolo”, vincitrice della III edizione del concorso ObiettivoLibro di Sensoinverso Edizioni e pubblicata a inizio 2016.