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Recensione "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano a cura di Ilaria Cutrì.

Scheda bibliografica

Titolo: La solitudine dei numeri primi
Autore: Paolo Giordano

Editore: MONDADORI (7 ottobre 2010)
Genere: Romanzo
Sottogenere: di formazione
Ambientazione: Torino, tra gli anni ottanta e gli anni 2000


Alice e Mattia,i due protagonisti di questo romanzo di Paolo Giordano,sono legati da una logica matematica,una logica che pervade l’intero libro sin dalle prime pagine.
Alice pratica lo sci costretta dal padre,che vede in lei una futura campionessa,e in una mattina gelida,dopo essersi fatta addosso,come tutte le volte che va a sciare, esce fuori pista rompendosi una gamba.Mattia ha una sorella gemella, lui un’intelligenza superiore, lei ritardata, un giorno andando a una festa di un amico, lascia la sorella nel parco promettendole di tornare subito a riprenderla, ma al ritorno lei è sparita.Le vite di Alice e Mattia si intrecciano, i due ragazzi si incontrano, si notano, condividono, si perdono, si cercano e si trovano. Essi sono due numeri primi,lo sono in modo diverso! Mattia chiuso nella proprio mondo,sembra persino non aver bisogno di aprirsi,di comunicare;Alice,al contrario,quasi per esorcizzare la solitudine,cerca di adattarsi,di piegarsi a delle situazioni e delle compagnie negli anni del liceo.Anche il loro rapporto con i genitori è del tutto diverso,Alice prima succube,poi si ribella;Mattia è chiuso anche qui e porta addosso un grande senso di colpa.
E l’amore? Esiste,in una forma molto diversa da come comunemente lo immaginiamo.

Sono due soli,così come lo sono i numeri primi,divisibili solo per se stessi e per uno, e per questa loro natura intrinseca,destinati alla solitudine;ma allo stesso tempo sono numeri gemelli che,al contrario,mostrano il loro viaggio comune, l’uno inscindibile dall’altro.
Queste due teorie procedono attraversando il maniera trasversale tutto il racconto di Paolo Giordano e spiegano, in questo modo, il rapporto particolare, quasi simbiotico, tra i due giovani protagonisti.
Una logica matematica che sembra difficile da comprendere, ma che grazie al racconto dell’autore prende forma attraverso le vicende di due ragazzi che si sentono completi solo nel momento in cui stanno insieme perché hanno una sensibilità maggiore nell’affrontare la realtà e se stessi.
“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano ha riscosso enorme successo essendo considerato un libro di spessore. Il libro inoltre ha vinto nel 2008 sia il Premio Strega che il Premio Campiello.



Informazioni libro

Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.
Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.
Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.
Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia per le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Informazioni autore

Paolo Giordano vive a Torino. 
Nel 2001 si è diplomato con 100/100 al liceo scientifico statale "Gino Segré" di Torino; e dopo aver conseguito con lode, nell'anno accademico 2005-2006, la laurea specialistica in fisica delle interazioni fondamentali presso l'Università degli studi di Torino, con una tesi premiata fra le migliori, ha vinto una borsa di studio per frequentare il corso di dottorato di ricerca in fisica delle particelle, presso la Scuola di dottorato in Scienza e alta tecnologia del medesimo ateneo. In un progetto co-finanziato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare, sta studiando le proprietà del quark bottom.
È autore del romanzo La solitudine dei numeri primi, edito da Arnoldo Mondadori Editore nel gennaio del 2008, che vince nello stesso anno il premio Campiello Opera Prima, il premio Fiesole Narrativa Under 40, il Premio Strega e il Premio letterario Merck Serono; a 26 anni è il più giovane scrittore ad aver vinto lo Strega. Secondo Tuttolibri, La solitudine dei numeri primi è il libro più venduto in Italia nel 2008, con più di un milione di copie acquistate.
È un libro "stimolante e inquietante che fa riflettere sul disagio di settori del mondo giovanile, simbolicamente rappresentato dai numeri primi, cioè come i protagonisti, strettamente uniti eppure invincibilmente divisi". 
Secondo l'autore, Mattia e Alice, i protagonisti del romanzo, "estremamente rappresentativi di un certo mondo giovanile della borghesia, della borghesia opulenta, che garantisce agiatezza ai propri figli lasciandoli nella più assoluta solitudine spesso abbandonati a se stessi", sono due numeri primi gemelli, cioè separati da un unico numero pari che non permette loro di scontrarsi, nonostante siano così vicini. Tale idea di fondo de La solitudine dei numeri primi è nata durante la fase di scrittura (durata nove mesi); Giordano, infatti, non era a conoscenza dell'esistenza di questo tipo particolare di numeri primi, ma li ha scoperti consultando Wikipedia. 
Il libro è stato tradotto in Francia, nei Paesi Bassi , in Portogallo , nel Regno Unito , in Spagna, in Germania ,in Russia, in Macedonia, in Brasile , in Islanda e in molti altri paesi.
Giordano ha ricevuto il 9 luglio 2008 il premio letterario Merck Serono nella sezione narrativa[23] e il 23 agosto 2008 il premio letterario Frignano opera prima.[24] È anche il vincitore della XIV edizione del premio letterario Alassio Cento libri - Un Autore per l'Europa, che ha ricevuto il 13 settembre 2008,[25] ed è stato tra i finalisti della XVIII edizione del premio PEN Club Italiano[26].