Recensione "Le notti bianche" di Fedor Dostoevskij a cura di Ilaria Cutrì.

Autore Fëdor Dostoevskij
1ª ed. originale 1848
Genere romanzo
Lingua originale russo
Ambientazione Russiač
Editore: REA Multimedia (28 maggio 2014)


"Le notti bianche" è un romanzo di Dostoevskij caratterizzato da una brevità tale da poter essere tranquillamente considerato un racconto,ma la profondità dei contenuti e il modo in cui sono esposti lo collocano tra le più grandi opere dell'autore e tra le maggiori a livello di letteratura internazionale. Il romanzo è strutturato in cinque capitoli,ognuno dedicato ad una notte diversa e l'ultimo è dedicato al mattino successivo all'ultima notte. In ciascun capitolo si racchiudono due vite tramite le esperienze raccontate direttamente dai due protagonisti:un giovane pietroburghese e una giovane ragazza di nome Nasten'ka. Il protagonista si autodefinisce un sognatore, uno di quelli che non vive una vita per vivere in un sogno ininterrotto, perché risulta estremamente più facile, perché un sogno è come noi vogliamo che esso sia, a differenza di una realtà che non sempre coincide con la realtà. Il ragazzo conosce tutti gli abitanti di Pietroburgo,ma nessuno conosce lui; è sempre lì agli stessi orari, così attento ai particolari che addirittura riesce a cogliere le diversità in un volto, se stanco, triste, se felice, d’ altro canto lui è invisibile agli occhi altrui. E’ lì, onnipresente, ma è una presenza fantasma. In queste notti bianche, egli incontra una giovane ragazza della quale presto si innamora. Lei adesso è il suo sogno, il suo mondo e il suo sentimento é così forte da riuscire persino a farle da amico e spingendola tra le braccia di colui che lei ama, nonostante lui sia a un passo dal realizzare questo suo amore. Il sognatore di Dostoevskij è uno che da sempre si crogiola nelle sue fantasie, e crede di essere felice in esse, finché un fugace incontro, una semplice emozione, non fa crollare miseramente il suo castello fantastico come fosse fatto di carta. La fatalità, la realtà e il destino incombono sui sentimenti,non lasciando spazio a quei sogni e quelle illusioni tanto care. Così come la ragazza è al bivio della scelta tra due uomini che la amano,il lettore si ritrova al centro di un bivio tra sogno e realtà. È giusto vivete di sogni? Può un sogno essere capace di alleggerire una cruda realtà? Dostoevskij in questo libro ci fornisce questi spunti per riflettere.



Informazioni libro

Le notti bianche è un romanzo breve di Fëdor Dostoevskij, pubblicato per la prima volta nel 1848. L'opera prende il nome dal periodo dell'anno noto col nome di notti bianche, in cui nella Russia del nord il sole tramonta dopo le ventidue. Narra la storia di un sognatore, isolato dalla realtà e da qualsiasi rapporto di amicizia, durante una passeggiata notturna incontra, sul lungofiume, una ragazza che risveglia in lui il sentimento dell'amore. Lei si chiama Nasten'ka, è una diciassettenne e viene subito colpita dal carattere timido e impacciato di lui, tanto che si incontrano di nuovo la notte dopo. Il romanzo si svolge in quattro notti, durante le quali i due si aprono l'uno all'altra, il protagonista rivela tutto il suo distacco dalla realtà, e il suo mondo di fantasie, tetro e illusorio, mentre lei si sfoga sulla sua vita privata, ovvero che vive con una vecchia nonna e che sta aspettando, da un anno ormai, il suo amore perduto.

Informazioni autore

Fëdor Michajlovič Dostoevskij è stato uno scrittore e filosofo russo.
È considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi  di tutti i tempi.
 A lui è intitolato il cratere Dostoevskij sulla superficie di Mercurio.
Per le notizie biografiche le fonti sono i seguenti testi:
  • le memorie della moglie: Anna Grigor'evna DostoevskajaDostojewski marito, traduzione di Anna Milazzo Lipschutz, Bompiani, Milano 1939.
  • la biografia di Leonid Petrovič GrossmanŽizn´ i trudy F. M. DostoevskogoVita e opere di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, scritta nel 1935, pubblicata nel 1962, e tradotta in italiano nel 1968 col titolo Dostoevskij, a cura di Antonella D'Amelia, Savelli, Roma 1968; successivamente da Garzanti, Milano 1977.