Vi presento Walter Lazzarin

Alcune volte capita di  girovagare su internet, 
tra i vari social e, 
tra le tante  notizie che si scorrono 
 in modo indifferente,
 qualcosa cattura subito  la tua attenzione!

E' il caso della storia che vi voglio raccontare, 
quella di un giovane scrittore 
con una caratteristica interessante: 
è lo scrittore per la strada!

Si chiama Walter Lazzarin, nato a Padova, classe '82. Ha una laurea in Economia aziendale e una in Filosofia.

Il 2011 è l'anno del suo romanzo d'esordio "A volte un bacio" , edito dal Foglio letterario, successivamente, nel 2012 pubblica"21 Lettere d’amore" . Vince il secondo premio nel concorso internazionale "Lettera d’amore".
Nel 2013 è stato finalista del concorso "Storie fantastiche" e, nel 2014, vince il contest "Intervista con il padre", a cura di Leconte Editore.



Queste informazioni sono reperibili direttamente dal suo blog ( vi invito a visitarlo!)  e, continuando a leggere,rimango sbalordita dal fatto che per tutto il 2015 Walter è stato in giro per l'Italia con lo scopo di promuovere il suo terzo libro "Il drago non si droga” .

Ecco una piccola descrizione del libro dal sito della Feltrinelli:

"Estate 1990. Giacomo ha quasi otto anni, è arrabbiato con la mamma e decide di scappare di casa insieme al drago di peluche. Non ha paura di scoprire cosa succede di notte nei giardini pubblici, non ha paura dei drogati che incontra, non lo spaventa neppure che uno di loro conosca il suo nome e la data di nascita. La mamma di Giacomo, invece, si spaventa parecchio quando si sveglia e si accorge che il figlio a casa non c'è. Tra pianti e risate, fughe e inseguimenti, i protagonisti di questa storia (compreso il drago) capiranno qual è il sapore della libertà."




Fino a luglio 2016 sarà quello dello "scrittore per la strada " l'approccio che Walter avrà con i lettori,  la sua speranza è quella di avvicinare grandi e piccini al mondo della narrativa e farsi conoscere personalmente. 

Questa avventura,che alcuni hanno persino definito un'utopia, è estremamente affascinante sia come metodo di diffusione della lettura, della scrittura e dell'amore verso di esse,sia per lo spirito di intraprendenza in un periodo in cui tutto,cultura compresa,si muove su binari digitali.
Infatti, tra tanti metodi, sicuramente molto più comodi, si sceglie proprio quello più difficile, ed è proprio nella difficoltà che si cela il fascino di questa iniziativa, capace di avvicinare grandi e piccini.
Ciò che emerge dalla storia di Walter è la voglia di farsi conoscere, di far conoscere le proprie storie e l'amore per quello che fa.

Spulciando tra le notizie che lo riguardano, noto che sono veramente tantissime le strade e le piazze d'Italia che lo hanno ospitato e che lo accoglieranno ancora, fino a luglio 2016. 
Purtroppo, però, la mia città è tra quelle che ha visitato circa un mese fa e mi viene naturale provare  un pò di rammarico per non aver potuto conoscerlo personalmente.

Per le strade della nostra bella Italia,Walter,in compagnia della sua inseparabile macchina da scrivere,una Olivetti Lettera 25, compone tatuogrammi.

Cos'è un tatuogramma? 
Si tratta di un gioco linguistico che consiste nel creare un racconto composto da parole che hanno tutte la  stessa lettera iniziale.
Niente di semplice,ve lo assicuro! 

Vi lascio un assaggio della sua scrittura:

"Aristotele, ancora adolescente, aveva avuto accesso all’associazione accademica.
Appena apprese abbastanza, abbandonò Atene andando ad abitare ad Atarneo.
Adulto, avviò alcuni allievi all’astronomia, all’aritmetica, all’anatomia, all’arte amatoria.
– Adesso argomenteremo attorno agli affetti, – affermò Aristotele avvicinandosi adagio ad Alessandro, accomodandoglisi accanto. – Ascoltami anziché addormentarti.
Alessandro annuì, assorto; adorava addottrinarsi. Ambiva ad apparire acculturato.
– Avere amici aiuta ad affrontare avventure, almeno all’apparenza, azzardate. Appoggiati agli alleati adatti, alimenta accordi. Allontana atteggiamenti arroganti, autoritari, antipatici. Altrimenti accumulerai avversari.
– Afferrato.
– Andiamo avanti. All’amicizia aggiungiamoci attrazione: avvertiremo appetiti ancestrali, aspireremo ad accoppiarci.
– Accopparci?
– Anche, – Aristotele assentì.
– Allora assomigliamo agli animali.
– Altroché, Alessandro. Adesso allenati. Abituati all’autoerotismo: affaticandoti all’avambraccio approderai all’autonomia assoluta. Appagherai Apollo.
– Addirittura?
– Apodittico, – assicurò Aristotele accomiatandosi. – Arrivederci all’alba. Applicati assiduamente."


Intervista a cura di "La Stampa"