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Il Conte di Montecristo, romanzo di Alexandre Dumas (Capitolo III _ I Catalani)

Dopo aver fatto visita all'anziano padre, Edmond si incammina verso il villaggio dei Catalani, in cerca della bella Mercedes....

"Il villaggio, costruito in modo bizzarro e pittoresco,
 di stile metà moresco, metà spagnolo,
 è quello oggi abitato dai discendenti di quegli uomini,
 che parlano ancora la lingua dei loro padri."

La scena si apre con Mercedes che respinge Fernando, suo cugino, innamorato di lei. La ragazza spiega di non averlo mai incoraggiato nei suoi sentimenti e che non nutre per lui più di un affetto fraterno.
Ma chi sono Mercedes e Fernando?

Venere di Arles, statua di origne greca
custodita al Museo del Louvre,Parigi.
Dumas descrive la ragazza come una Venere greca, la cui statua si trova al Museo del Louvre, a Parigi e Fernando la osserva con  animo inquieto.

"Una bella ragazza coi capelli neri come l'ebano, cogli occhi vellutati come quelli della gazzella, stava ritta e appoggiata ad un assito sfrondando tra le sue dita profilate come un disegno antico, un'innocente erica di cui strappava i fiori, le fronde già sparse sul terreno; le sue braccia nude fino al gomito, braccia bronzine ma che sembravano modellate su quelle della Venere d'Arles, fremevano con impazienza febbrile, e lei batteva la terra col piede agile e curvato, in modo da fare apparire la forma pura e superba della gamba, serrata da un calza di cotone rosso ad angoli grigi e azzurri."



Fernando cita una legge che esiste fra i catalani che ordina di
maritarsi fra loro cercando di far leva su una consuetudine della loro comunità per poter ottenere successo, ma la ragazza è irremovibile. Mercedes manifesta la sua situazione di difficoltà economica, la mancanza della madre e la volontà di non sposare un uomo che sarà presto chiamato al servizio militare, rendendola, così di nuovo sola. Inoltre, manifesta i suoi sentimenti per Dantes, rendendo il giovane Fernando in preda alla collera.

"Io amo Edmondo Dantès" disse freddamente la ragazza, "e nessun altro fuorché Edmondo sarà il mio sposo!" "E l'amerete sempre?" "Finché avrò vita!" Fernando chinò la testa scoraggiato, emise un sospiro che sembrò un gemito; poi ad un tratto alzando la fronte, coi denti serrati e le narici socchiuse: "Ma s'egli è morto?" disse. "Se è morto, io morrò!"

E da lontano si ode la voce di Edmond chiamare la bella Mercedes e il loro abbraccio chiude questo triangolo poco desiderato.