Intervista a Tiziana Cazziero


Siamo lieti di presentarvi Tiziana Cazziero ,un'autrice dalla cui penna sono nate tantissime storie più o meno conosciute, ma molto amate dai lettori!

Ciao Tiziana e benvenuta! Parlaci di come è iniziato il tuo amore per la scrittura, da dove trai ispirazione per le tue storie.

Ciao e grazie per l’ospitalità. L’amore per la scrittura credo sia nato con me. Fin da ragazzina amavo scrivere lettere, biglietti e avevo sempre una penna in mano. L’ispirazione arriva da ogni cosa: un sogno, un fatto di cronaca, un pensiero, una riflessione; anche improvvisamente mentre cucino o sono a correre. E non mancano eventi personali che hanno scatenato la penna creativa che c’è in me.

C’è un libro che è stato importante nella tua vita?


Se intendi un libro in generale, direi che ho amato molti testi, uno importante in modo particolare no. Ogni lettura del passato e del presente ha un suo perché, alcuni li ho amati di più, altri meno, ma non posso dire quale sia stato più importante. Tra i miei scritti, tutti sono uguali, ma se devo indicarne uno, forse E tu quando lo fai un figlio? Ha certamente un significato più profondo. Rispecchia una mia esperienza personale, è tratto da una storia vera anche se poi è stata romanzata con personaggi inventati, ma è certamente quello che mi fa emozionare di più, anche perché come sai, ultimamente è stato inserito nella collana Youfeel della Rizzoli. Un passaggio importante per me, non solo per la mia carriera, ma anche per esservi arrivata con questa storia in particolare.


Hai scritto tanti libri con storie e tematiche diverse. Esiste un filo conduttore che lega le storie che hai scritto?

Io tratto diversi generi, sono passata dal fantasy, all’erotico, al romance e humour perché mi piace sperimentare e mettermi alla prova. Il filo conduttore forse potrebbe essere la drammaticità. Io mi definisco autrice drammatica perché nei miei scritti parto sempre da un evento doloroso, un’esperienza che mette a dura prova l’essere umano e la sua psiche. Per cui, direi che l’esperienza drammatica unisce i miei testi come spunto iniziale, per poi regalare emozioni e speranza con l’evolversi della storia.








C’è un tuo libro cui sei particolarmente legata? Perché? 

A questa domanda ho risposto prima. E tu quando lo fai un figlio? Per le motivazioni scritte sopra, anche se devo dire che amo allo stesso modo tutti i miei testi. In ognuno di loto c’è qualcosa di mio e sono parte di me, anche se poi con sviluppi e risvolti differenti.

Da Amazon a Rizzoli Youfell : quali sono i pro e i contro del self publishing secondo la tua personale esperienza? 


Amazon ha rivoluzionato il mondo editoriale negli ultimi anni e, se sono oggi scrittrice che ha firmato con Rizzoli, lo devo a questa piattaforma. Perché mi ha permesso negli anni di scrivere e pubblicare quando altri mi dicevano di no. E anche il mio romanzo E tu quando lo fai un figlio? inizialmente è stato pubblicato in self, poi quest’anno, a distanza di un anno dalla prima pubblicazione è arrivato il contatto con la Rizzoli. Io ho sempre pensato che un’autrice deve cercare la sua strada, io l’ho fatto, ho scritto anche ripetutamente e ricevuto porte chiuse. Ho atteso il mio momento ed è arrivato. Ne sono felice e orgogliosa. I pro del self di Amazon sono l’indipendenza di gestire in piena autonomia le tue opere: scegli cover, prezzo e dove e quando pubblicare. Inoltre Amazon ha un sistema retributivo mensile, per cui ogni mese per le opere pubblicate con Amazon ricevi i tuoi diritti. Le case editrici invece funzionano diversamente. Ma avere un marchio di una big sulla copertina mi ha permesso di arrivare a una fetta di pubblico senz’altro più ampia e molti più lettori mi hanno conosciuto. E poi per me è stato emozionante, il sogno di una vita. Adoro il self per i motivi esposti, ma avere una collaborazione con una grande casa editrice è fonte di grande orgoglio per me, ne sono fiera. Frutto di anni di sacrifici, gavetta, scrittura, mi sono commossa quando ho firmato, per è una cosa importante. I contro con una casa editrice importante? Ma, al momento non saprei, se proprio dobbiamo dirne uno, forse da un punto di vista pratico non puoi monitorare le vendite giornaliere come un self può fare con Amazon. Non ho annotazioni di rilievo critiche; ho trovato tanta professionalità, gentilezza e disponibilità, per cui sono contenta, non posso dire il contrario.



La collana Youfell di Rizzoli comprende quattro categorie di libri selezionate in base al proprio mood. All’interno del mood emozionante troviamo il tuo libro “E tu quando lo fai un figlio? “. Puoi descrivere le tue emozioni quando sei stata contattata dalla C.E. e quanto è importante per te questo traguardo? 

Il mio romanzo E tu quando lo fai un figlio?, sebbene sia scritto in chiave ironica è stato inserito nel mood emozionante, la referente di Rizzoli quando parlammo al telefono, mi disse che la mia storia, nonostante ci siano eventi divertenti, è ricca di emozioni, per cui è stato inserito nel mood emozionante. Descrivere le mie sensazioni non saprei, trovare le parole non è facile. Mi sono sentita emozionata, felice, frastornata e confusa allo stesso tempo. Un sogno si stava realizzando e, ammetto, non ci credevo. Ho pianto, qualche lacrimuccia è scesa giù.  Per me questo traguardo è importantissimo, un qualcosa cui aspiravo e che è arrivato. Non un traguardo finale, ma un nuovo inizio.

Parlaci del tuo libro “E tu quando lo fai un figlio? “. Qual è il messaggio che si cela dietro all’ironia con ciò è scritto? 

L’ironia è indispensabile quando si affrontano tematiche tanto complesse e forti come quelle trattate nel romanzo. Parlare di infertilità non è stato semplice, soprattutto perché l’ho vissuta in prima persona e ancor oggi fa parte di me. Sono mamma è vero, ma la sterilità e l’impossibilità di avere un bambino sono un qualcosa che ti segnano per sempre. Non si dimentica. Non so se sono in grado di lanciare messaggi, dico solo che talvolta il sorriso e l’ironia possono salvarti e strapparti dai momenti dolorosi della vita a prescindere dalla natura della loro drammaticità. Ho perso cinque figli, tre gravidanza non portate a termine, di cui due gemellari, ho sofferto, ho pianto, mi sono disperata, sono stata depressa, ma… se non avessi trovato lo spunto dentro di me per sorridere, non so se e come sarei riuscita ad affrontare gli oltre dieci anni di ricerca di un figlio. Un sorriso talvolta può salvare una vita.

Grazie per averci dedicato il tuo tempo, speriamo di leggere presto un’altra tua storia.
Grazie a te per lo spazio concesso.