Recensione "Il Conte di Montecristo" di A. Dumas a cura di Roberto

"Una storia difficile da dimenticare"
Così Roberto, uno dei nostri lettori, definisce in breve questa grande opera di Dumas.
Leggiamo insieme la sua recensione del romanzo che è, a mio avviso, una delle più belle letture della letteratura mondiale!



Copertina del libro nell'edizione scelta da Roberto.
Esistono dei libri che anche se letti molto tempo addietro, rimangono impressi nella nostra memoria: credo che uno di questi sia proprio “Il Conte di Montecristo”. Dumas nelle sue oltre 1000 pagine di romanzo, ci accompagna in un viaggio nel passato, in una Francia della prima metà dell’‘800 tra l’alta borghesia di un tempo.
Lo stile di scrittura, pur arrivando dal passato (non dimentichiamo che l’opera è stata completata nel 1844), risulta scorrevole ed incalzante. Gli avvenimenti si susseguono in un vortice di intrighi, passioni amorose, gelosie, vendette.
Il protagonista Edmond Dantès, comandante di navi da carico, viene boicottato da tre giovani rampolli che, un po’ per scherzo e un po’ per invidia nei suoi confronti, lo fanno imprigionare con l’accusa di essere un Bonapartista nel momento in cui l'ormai ex I’Imperatore è era esiliato all’Isola D’Elba.
Con questa ingiusta accusa, Edmond viene incarcerato per 14 anni al Castello d’If, prigione inespugnabile su un’isola al largo di Marsiglia, dove farà conoscenza con Farìa, scienziato considerato pazzo dai suoi carcerieri ma che Edmond impara a conoscere piano piano.
E proprio grazie a Farìa, Edmond si manterrà vivo durante la lunga prigionia trovando anche il modo di fuggire.
Da qui in poi, la storia è un continuo colpo di scena, con la vendetta di Dantès che si snocciola capitolo dopo capitolo intrecciando il destino di diverse famiglie della Parigi borghese.
Proprio dal momento della sua fuga, inizia la seconda parte del romanzo dove Edmond organizza una trama complessa e misteriosa con cui si vendicherà dei suoi tre accusatori.

Marsiglia, Parigi e Roma fanno da sfondo alla storia di un giovane marinaio, bravo ragazzo e futuro sposo, ingiustamente condannato a 14 anni di prigionia, che lo trasformano nel Conte di Montecristo: un angelo vendicatore che riesce a farsi giustizia da solo.
Con la ricchezza smisurata di cui viene in possesso, il Conte plasma le vite delle famiglie coinvolte a proprio piacimento.
Isola di Montecristo.
Edmond è molto bravo a tessere la tela intorno ai suoi nemici, come un ragno che con un lavoro certosino e di pazienza, li bracca nella sua morsa portando scompiglio nelle loro vite.
Se è considerata la migliore opera di Alexandre Dumas sicuramente un motivo c’è e leggendo il romanzo se ne capisce il perché. Una storia oltremodo “attuale” che non annoia e permette al lettore di viaggiare nel tempo, con le descrizioni meravigliose delle cene eleganti, delle serate a teatro, dei magnifici vestiti indossati da uomini e donne.
Ognuno di noi, amanti e non della lettura, ha sentito parlare di questo romanzo almeno una volta nella vita ed è importante non lasciarsi intimorire dal numero di pagine. Può risultare prolisso in alcune parti, ma pian piano che si avanza, si rimane incollati per scoprire cosa succede nella pagina successiva.
Dialoghi a volte più lunghi del necessario, ma comunque coinvolgenti, che permettono al lettore di visualizzare i personaggi con i loro difetti, le loro ansie, le loro paure ed emozioni.
Castello d'If, prigione del Conte di Montecristo.
In definitiva, una lettura altamente consigliata, uno di quei libri che va letto almeno una volta nella vita.











Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte-Cristo) è uno dei più famosi romanzi d'appendice attribuiti ad Alexandre Dumas. Considerata la sua opera migliore insieme alla trilogia dei moschettieri (comprendente I tre moschettieri, Vent'anni dopo, Il visconte di Bragelonne), fu completata nel1844 e pubblicata nei due anni successivi come una serie in 18 parti.
La storia è ambientata in Italia, in Francia e nelle isole del Mar Mediterraneo, durante gli anni tra il 1815 ed il 1838 (dalla fine del regno di Napoleone I al regno di Luigi Filippo). I principali temi trattati riguardano lagiustizia, la vendetta, il perdono e la misericordia.


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(Capitolo I) Tutto inizia così........
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