Recensione "Jane Seymour" di Antonio Antico a cura di Ilaria Cutrì.

JANE SEYMOUR - la terza moglie di Enrico VIII di [Antico, Antonio]
Scheda libro


Autore: Antonio Antico
Titolo: Jane Seymour
Pagine: 43
Prezzo: 0.99€ (formato ebook)


Sinossi

Paga di ubbidire e servire. 
La protagonista di questo racconto e la terza moglie di Enrico VIII, Jane Seymour, una donna che la Storia ha ricordato come una regina buona ed onesta che mai osò sfidare il suo sovrano, come precedentemente Anna Bolena fece. 
Semplice come questa storia, la protagonista parlerà di come a volte un sorriso può essere solo una maschera di quello che realmente si prova. 
Questa è la mia Jane, un’attrice che non vuole commettere gli stessi errori della donna che la preceduta. A costo di annientare la sua personalità.

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Note biografiche sull'autore

Antonio Antico è nato nel mese di gennaio del 1999, è un giovane scrittore, ma anche un appassionato lettore di biografie storiche e romanzi dello stesso genere.
Per due anni ha gestito il blog "I segreti di un Goodreader" approcciandosi per la prima volta al mondo dei self.

Oggi scrive ininterrottamente per poter completare il suo progetto d'esordio, ovvero un'antologia che contenga i racconti sulle mogli di Enrico VIII.

Recensione

Il secondo racconto di Antonio Antico vede come protagonista Jane Seymour, la terza moglie di Enrico VIII. Una donna di cui la storia ha parlato poco ma che adesso, grazie a questo racconto, può aver voce per raccontare la sua storia. 

Il racconto inizia quando  Anna Bolena è ancora sul trono di Inghilterra, sono gli ultimi mesi della seconda moglie di Enrico VIII, che, accusata di stregoneria, si avvierà lentamente al suo declino.

La discesa di Anna è l'ascesa di Jane
Jane è una donna docile, una fanciulla che l'autore dipinge quasi come una visione angelica, innamorata del suo re. Enrico VIII, uno dei sovrani più influenti dell'Europa dell'epoca, forse avrebbe nutrito per lei fedeltà, amore e riconoscenza per quell'unico erede maschio a lungo desiderato.
Jane lascia il suo re troppo presto, lascia il suo Edoardo senza poter mai vederlo crescere.
Chi ha letto "Anna" dello stesso autore saprà notare la netta distinzione psicologica e caratteriale tra i due personaggi, due donne completamente diverse: Anna artefice della propria ascesa al potere e Jane quasi passiva.
Lo stile dell'autore è scorrevole e il racconto si legge in pochissimo tempo, ma rimane nel cuore del lettore.
Voi appassionati di storia dovreste leggerlo e farvi trasportare con la fantasia nei secoli dell'età dei Tudor. Ne rimarrete affascinati e avrete voglia, così come me, di leggere il racconto appena pubblicato su  Anna di Cleves, la quarta moglie di Enrico VII.


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Note biografiche del personaggio storico

Jane Seymour (Wolf Hall, 1508 circa – Hampton Court, 24 ottobre 1537) è stata regina consorte d'Inghilterra e Irlanda, dal 1536 al 1537, come terza moglie di Enrico VIII Tudor.
Jane era figlia di Sir John Seymour e Margery Wentworth, figlia di Sir Henry Wentworth di Nettlestead. La famiglia Seymour poteva vantare antiche e nobili origini; la famiglia aveva radici normanne, tant'è che in origine si chiamava St Maur: si diceva che un certo Wido de Saint Maur fosse giunto in Inghilterra all'epoca della Conquista. 
Jane probabilmente incontrò il re nel 1536 a Wolf Hall (già proprietà dei Seymour); la giovane aveva all'incirca ventotto anni e il re, ormai quarantacinquenne e sempre più in rotta con Anna Bolena ne rimase colpito.  
Anna, dopo l'aborto spontaneo di un figlio maschio il 29 gennaio 1536 non veniva più ritenuta in grado di generare eredi e ormai Enrico affermava di essere stato costretto a quel matrimonio con sortilegi e incantesimi.  Il temperamento contestatario e altezzoso di Anna Bolena, le frequenti sfuriate, l'abitudine - in seguito rivelatasi poco saggia - di circondarsi di pretendenti e i ripetuti aborti spontanei non fecero altro che far precipitare gli eventi. Molto meno affascinante e sofisticata della regina, Jane appariva agli occhi dei contemporanei come una donna di buon senso, intelligente, sicuramente casta e, provenendo da una famiglia numerosa, certamente fertile.
Accusata di alto tradimento, stregoneria, incesto e adulterio - accuse con ogni probabilità infondate - Anna Bolena fu decapitata, insieme con i suoi presunti complici, compreso il suo stesso fratello, il 19 maggio 1536: con un bizzarro rituale, appena due giorni prima, l'arcivescovo Cranmer aveva dichiarato nullo il suo matrimonio con Enrico VIII. Il fidanzamento segreto del sovrano ebbe luogo a Hampton Court la mattina del 20 maggio con sontuosa magnificenza, esattamente dieci giorni dopo si tenne il matrimonio.
Enrico non era "il più bel principe della cristianità" come fu definito un tempo: aveva ormai quarantacinque anni, un'età, per l'epoca, ormai avanzata, stava diventando calvo, soffriva di piaghe ulcerose alle gambe dovute alla gotta e al diabete e cominciava a mostrare una tendenza all'obesità, ma Jane apparve remissiva, modesta e soddisfatta del suo nuovo ruolo di regale consorte; il motto che scelse, in perfetta sintonia col suo carattere fu: "Bound to obey and serve" ovvero "Paga di ubbidire e servire".
Amata dai sudditi, dal monarca e dalla figliastra, il destino di Jane appariva dunque invidiabile e il 12 ottobre 1537, dopo un travaglio durato tre giorni, la regina dette alla luce il tanto sospirato erede maschio a cui venne dato il nome di Edoardo e che ebbe i titoli di principe di Galles, duca di Cornovaglia e conte di Carnarvon. La regina si riprese dal parto abbastanza in fretta da presenziare al battesimo del figlio e scrivere una lettera indirizzata al Consiglio della Corona in cui ringraziava Dio per la nascita di un maschio; tuttavia, nel giro di alcuni giorni, comiciò a manifestare i sintomi di quella a che all'epoca era definita febbre puerperale, ovvero setticemia, probabilmente in seguito a una mancata espulsione della placenta o a una lacerazione del perineo, conseguenza del travaglio prolungato. Il giorno 24 ottobre 1537, dopo una breve agonia, Jane Seymour si spense nel palazzo di Hampton Court. Aveva circa ventinove anni ed era stata regina per non più di diciotto mesi, sinceramente compianta da tutto il popolo, che l'aveva accolta con favore. Dopo la sua morte, Enrico cadde in una grave depressione - che tra l'altro minò irreparabilmente la sua salute e consolidò la sua fama sinistra di sovrano spietato - e non si risposò per oltre due anni, fino alle successive, poco fortunate, nozze con la principessa tedesca Anna di Clèves. Quando morì nel 1547, il re si fece seppellire accanto a lei, la moglie che probabilmente amava di più, nella Saint George's Chapel del castello di Windsor, in una sobria tomba al centro del coro della cappella, tuttora esistente.
Il figlio della coppia, Edoardo VI d'Inghilterra - giovane di precoce intelletto ma di salute cagionevole - ebbe un regno breve e turbolento e, di fatto, non governò direttamente, ma fu un semplice burattino nelle mani dell'ambizioso Lord Protettore, Edward Seymour, I duca di Somerset, fratello della defunta Jane; morì, appena quindicenne, nel 1553.