Tra le righe di Roberto, recensione "Sulle tracce di Matilde" e "La flagellazione di Piero" di M.Pecci.



“Sulle Tracce di Matilde”


Sinossi ufficiale:
 
Due epoche, una lettera: È l'anno 1101. Un ponte da consegnare alla committente contessa Matilde di Canossa entro la data stabilita, vengono rispettati i termini di consegna ma solo pochi giorni dopo, muore Gabriele, aiutante di mastro Giuliano nella costruzione del ponte. Un attentato alla contessa in visita viene sventato dalla vedova di Gabriele che chiede come ricompensa di poter affidare la giovane figlia Carla a corte. Carla è costretta a scrivere una lettera che si tramanderà come una maledizione attraverso i secoli avvenire. Anno 2010, Lisa giornalista romana di cronaca rosa, viene incaricata dal suo redattore di scrivere un insolito articolo "Misteri della Toscana", scoprirà poi il perché di quell'incarico. Dal suo arrivo in Toscana, la vita di Lisa viene completamente stravolta da avvenimenti piacevoli e altri meno, dall'incontro con il "bellino Marco" con il quale intreccerà una storia d'amore, al ritrovarsi sospettata come indiziata, in una serie di inspiegabili omicidi. 

 
 

“La Flagellazione di Piero”

Sinossi ufficiale:
 
Lisa Giovinelli, giornalista, oltre a scrivere articoli su "I misteri della Toscana" si occupa del suo blog sulle leggende del luogo. Un utente misterioso pubblica sul suo blog una foto simile a un quadro dove viene ritratto un ragazzo rinchiuso in un tunnel. Lisa ben presto scoprirà che due studenti del liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro sono scomparsi e che le foto dei due ragazzi sono incredibilmente somiglianti alle immagini apparse sul suo blog, due giorni prima della loro scomparsa. Lisa decide di raggiungere il suo amico Verroni ex commissario di Lucca ora questore di Arezzo che sta svolgendo le indagini nella scuola, offrendo il suo aiuto. Lisa è così costretta a tornare indietro a un passato per lei doloroso e mai dimenticato che l'ha vista vittima di bullismo. Le ricerche dei ragazzi scomparsi nel frattempo continuano e tutto sembra riportare a un caso di rapimento rimasto irrisolto nel 1988 ed ancora più indietro nei secoli a quando l'artista Piero della Francesca racconta la sua storia e all'ossessione per una tavola che diventa per lui: la sua flagellazione. 
 

 
La recensione di Roberto
 
 
La Toscana e i misteri che provengono dal passato.
Lisa Giovinelli è una giovane giornalista Romana che viene inviata in Toscana per curare una rubrica legata alle leggende e i misteri di questa bellissima terra.
Ancora non sa che questo trasferimento diventerà qualcosa di più rispetto ad una trasferta di lavoro.
In entrambi i libri, Lisa si troverà coinvolta in una serie di inspiegabili omicidi, per arrivare presto a scoprire quanto passato e presente possano essere più vicini di quanto si creda.
Nel primo capitolo, “Sulle tracce di Matilde” il legame con il passato la riporta all’anno 1101, all’epoca della Contessa Matilde di Canossa e ad una misteriosa lettera che tramanderà attraverso i secoli una maledizione che non lascia scampo.
Ne “La Flagellazione di Piero”, Lisa si troverà ad indagare sulla misteriosa scomparsa di due giovani studenti del liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro. Le indagini portano a pensare ad un caso di rapimento, come già avvenuto anni prima (nel 1988) sempre nello stesso paese. Ma anche questa volta, il legame con la storia non tarda ad arrivare. Lisa si troverà presto di fronte ad un altro personaggio storico molto importante: Piero della Francesca con l’ossessione che lo ha accompagnato per tutta la vita di artista.
Se cercate dei thriller a sfondo storico, con Mariagrazia Pecci non potete sbagliarvi. L’autrice (Romana trapiantata ormai in Toscana), appassionata di storia e di misteri, è bravissima nel riproporre certe leggende e trasformarle con l’abilità della sua penna in due romanzi godibilissimi.
Le due storie ci vengono narrate alternando con grande abilità il racconto ai giorni nostri e le vicende storiche condite con un pizzico di sale “esoterico” che non guasta.
Nello stile di scrittura dell’autrice traspare l’amore per la sua terra adottiva, per quell’entroterra toscano ricco di suggestioni, misteri ed esoterismo, terreno fertile per la scrittura di romanzi di questo genere.
Mariagrazia Pecci è molto brava nel riuscire a combinare le diverse fasi temporali del racconto, mantenendo due stili narrativi diversi per la parte storica e quella contemporanea, ma comunque legati tra loro. La capacità dell’autrice risiede, a mio parere, nell’esporre dei fatti storici realmente accaduti in una forma mai pesante, con la capacità di catapultare il lettore in una storia senza tempo, con la crescente curiosità di visitare i luoghi descritti ed approfondire le vicende narrate.
L’autrice è alle prese con la stesura del terzo romanzo di questa serie, un appuntamento imperdibile per chi ha già avuto il piacere di leggere i primi due. Sulle tracce di chi ci porterà questa volta……?