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Viaggio nella letteratura straniera: John Keats

Questa sera vorrei presentarvi un autore inglese,
uno dei poeti dell'epoca romantica inglese tra i più noti e acclamati:

John Keats.


Amante dell'arte e della poesia, John Keats proveniva da una famiglia non colta e perse entrambi i genitori in giovanissima età. Ben presto il giovane poeta entrò a far parte del circolo letterario di James Leigh Hunt, che si rivelerà fondamentale per lo sviluppo della sua poetica. Il poeta dedicò tutta la propria esistenza all’arte e alla poesia, sacrificando a essa se stesso e rinunciando anche a sposare l’amatissima “Fanny” per motivi economici e per proprie le precarie condizioni di salute. Keats si ammalò di tubercolosi e, dopo essersi trasferito a Roma, morì nel 1821 a soli ventisei anni. 

Tra le sue opere principali si possono ricordare i poemi Hyperion (Iperione), The Eve of St. Agnes (La vigilia di Sant’Agnese) e La Belle dame sans merci (La bella signora senza pietà) oltre alle odi To a nightingale (A un usignolo), Alla malinconia (Ode on Melancholy) e All’autunno (To Autumn), tutti composti nel giro di pochissimi anni di attività letteraria.



L’Ode su un’urna greca è uno dei componimenti più affascinanti del poeta inglese. Scritta nel 1819,
la poesia rappresenta un paradosso della poesia romantica poiché non contiene nessuno dei tipici temi romantici come la natura, la vita di persone comuni, il magico o il soprannaturale, né racconta di amori o avventure esotici. 
Il tema dell’Ode è la ricerca dell'immortalità, che per Keats si può trovare solo nell’arte in quanto essa non è mutevole. In questo senso, l'arte è l'unico rimedio alla morte.
L’ode è un canto dedicato alla bellezza di un oggetto senza tempo, un’urna greca decorata con motivi classici, che diviene simbolo dell’eternità proprio per il potere dell’immaginazione. Due scene vengono descritte nel testo: una in cui un giovane cerca di baciare una fanciulla mentre alcuni musici suonano strumenti a fiato sullo sfondo di una festa dionisiaca; l’altra in cui un sacerdote sta conducendo una giovenca al sacrificio. 
La bellezza della giovane, la passione del ragazzo, il piacere dato dalla musica e i rami in fiore resteranno fissati in eterno in quell’istante.  Allo stesso modo, l’allusione al sacrificio rituale dell’animale evoca un mondo lontanissimo nello spazio e nel tempo, intangibile e immutabile.