domenica 31 dicembre 2017

"Le notti al Santa Caterina" di Sarah Dunant


Sarah Dunant è una garanzia di qualità! I suoi romanzi storici consentono di compiere dei veri e propri viaggi nel tempo. Il rinascimento italiano è l'ambientazione dei suoi romanzi e questo che sto per presentarvi  vi porterà nella Ferrara del '500.

AUTORE: Sarah Dunant
GENERE: Romanzo Storico
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 448
Link per l'acquisto

Trama:
È il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni di ricche e nobili famiglie e i frutti del vasto podere ritagliato all'interno delle sue mura, provvede al sostentamento di un elevato numero di suore, otto o nove postulanti, alcune convittrici e venticinque converse.
Come ogni sera, la sorella guardiana fa il giro dei corridoi misurando lo scorrere del tempo fino a mattutino, due ore dopo la mezzanotte.
È una sera particolarmente agitata questa. I singhiozzi della novizia appena arrivata si odono per tutto il convento. È stata ribattezzata Serafina e avrà quindici o sedici anni. Appartiene a un'illustre famiglia milanese. Per dimostrare il proprio attaccamento alla città di Ferrara, con la quale intrattiene affari lucrosi, il padre ha deciso, come recita la sua nobile missiva, di donare all'insigne monastero la sua figlia «illibata, nutrita dall'amor di Dio e con una voce da usignolo». In realtà, ha ubbidito a un comportamento diventato legge nell'Europa della seconda metà del sedicesimo secolo, in cui le doti si sono fatte così dispendiose da costringere l'aristocrazia a maritare una sola figlia e a spedire le altre in convento. La giovane, avvenente Serafina fa parte appunto di quella metà delle nobildonne milanesi costrette a prendere i voti, non necessariamente di buon grado.
Mentre la novizia strepita nella sua cella, in un'altra stanza suor Benedicta sta componendo il graduale per l'Epifania. Le melodie nella sua testa sono così prepotenti che non può evitare di cantarle ad alta voce. Nessuno, però, la sgriderà all'indomani, poiché le sue composizioni fanno onore al convento e attirano i benefattori.
In una cella non lontana suor Perseveranza è asservita, invece, alla musica della sofferenza. Sta stringendo con forza una cintura irta di chiodi che si spingono a fondo nella carne. Le sue grida, in cui la sofferenza si mescola col godimento, si confondono con i singhiozzi di Serafina.
Nella stanza sopra l'infermeria, infine, suor Zuana, la monaca speziale, prega a modo suo, scrutando le pagine del grande libro delle erbe di Brunfels. Figlia unica di un cultore dell'arte medica, è lei che accoglie le fanciulle che entrano in convento. È lei che si recherà tra breve nella cella di Serafina per somministrarle uno dei suoi miracolosi intrugli e calmarla. Tra le due giovani donne si stabilirà un rapporto speciale che non impedirà, tuttavia, che lo scompiglio, generato dall'arrivo di Serafina, si diffonda per tutto il convento come un fuoco che minaccia di inghiottirlo.




venerdì 24 novembre 2017

Libri per conoscere, libri per sensibilizzare: la lotta contro la violenza sulle donne passa anche dalla lettura. Alcuni consigli da leggere sul tema.

25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2017.
Dal 1999 l'ONU ha istituito la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, spronando i governi, le organizzazioni non governative e quelle internazionali a partecipare attivamente dando vita a attività volte a educare su questo argomento che, purtroppo, risulta ancora attualissimo. Almeno 7 milioni di italiane sono state vittime tramite maltrattamenti domestici, stalking, stupri, meri insulti verbali e altre tipologie di abusi, fisici e non. In nome di questi numeri agghiaccianti che è importante che della violenza di genere se ne parli ogni giorno e che si sensibilizzino le persone nei confronti di questa tematica, considerata una vera a propria violazione dei diritti umani, figlia di una società ancora patriarcale che non accetta la naturale evoluzione ed emancipazione delle donne al suo interno tentando inconsciamente di frenarla.


E poi, lo sapete, io son curiosa e sono andata a leggere il perchè della data "25novembre"...
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data di questa ricorrenza, ufficializzando il giorno già scelto nel 1981 da un gruppo di donne attiviste per ricordare la data dell’efferato assassinio delle tre sorelle Mirabal che nel 1960 furono uccise, dopo diverse torture, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione da alcuni agenti del Servizio di informazione militare del regime di Trujillo. Le tre donne, ben prima della loro atroce morte, erano considerate un vero e proprio esempio di donne rivoluzionarie ed emancipate.


E' importante che si parli sempre di violenza di genere, che ci si soffermi a riflettere su quello che accade, purtroppo, molto frequentemente. E ci sarebbero fiumi di parole da aggiungere, ma oggi voglio lasciarvi dei titoli di libri che affrontano questa tematica importante in modo differente. 

Probabilmente conoscerete e avrete già letto libri molto conosciuti come questi che vi elenco:

  • Il secondo sesso- Simone De Beauvoir
  • Leggere Lolita a Teheran-Azar Nafisi
  • La sposa bambina-Nojoud Ali
  • Non mi fai più paura-Adele Dolci  
  • Ferite a morte-Serena Dandini  
  • Follia-Patrick McGrath


Sono libri importanti, famosissimi ma non unici.
Per cui voglio segnalarvi degli altri libri sul tema sono storie molto diverse tra loro e, se mi seguite anche su instagram @emozionitralerighe , posso svelarvi cosa sto leggendo sulla tematica (sia perchè non è ancora edito, sia perchè è una piccola sorpresa!).

👠💄💐🎀Leggere, informarsi, sensibilizzare! 👠💄💐🎀



In uno dei tanti carceri d'Italia viene ritrovato un diario. Di chi è?
Per quale motivo il detenuto lo ha scritto, per redenzione o qualcosa di più?? Ma sopratutto, chi è la Silvia di cui parla!?
Per scoprirlo non avete scelta, dovete leggerlo!















“Emma, perché pensi che nella vita ci sia per forza una spiegazione a tutto?” chiese curiosa Eleonora alla 
sua migliore amica.  Riserva la metà di te stessa per combattere contro ogni tipo di imposizione, violenza, plagio, corruzione, dogma, odio, rabbia. Un’infanzia infelice, seguita da un’adolescenza piena di ansietà e dubbi. Un continuo difendersi dalla figura paterna, e poi psicologi, giudici, avvocati, assistenti sociali, complotti, una realtà al limite, tormentata da incubi e dall’abbandono di familiari e amici. Tutto questo porterà Emma Braccani, quattordicenne timida e riservata, ma dotata di uno spiccato spirito critico, ad un’inconsapevole e disperata analisi del comportamento umano, portata avanti attraverso gli strumenti che le offriranno i suoi studi e le sue letture. Un diario segreto, fedele compagno a cui affidare i pensieri più riposti e sul quale dare spazio ai propri ragionamenti. E l'amore? Ci sarà per lei? Un solo destino, e tanti perché. Questa è la storia di Emma Braccani che soltanto alla fine potrà essere giudicata.
“Sei debole Emma. Non ti conviene metterti contro di me” la minacciò suo padre prima di chiudere il telefono. 
“A te non conviene perdere una figlia come me”.






Il racconto "Reginetta" racconta di una ragazza picchiata dal patrigno e che partecipa a un concorso di bellezza per poter avere una borsa di studio per una importante università lontana da casa e dal "mostro"... Il racconto parte tutto da lei che si mette del fondotinta speciale creato per coprire i tatuaggi, ma che a lei serve per coprire i lividi delle percosse.

L’Ewwa, European Writing Women Association, è un’associazione di donne che scrivono, molto attiva su tutto il territorio nazionale. Dodici delle socie toscane hanno deciso di pubblicare questo libro di racconti che contiene le loro personali tecniche narrative e le diverse voci: si spazia da esperienze di vita vissuta alla più sfrenata fantasia, da sentimenti di melanconia profonda sino alla speranza, alla serenità, all’amore in tutte le sue forme, e persino al dolore.




Dietro le apparenze- S. Devitofrancesco  

"Ci sono segreti che non possono essere rivelati." Laura Alberti lavora come fotografa presso la redazione di una rivista femminile. Gemma Bruschi, la donna con la veletta, colei che ha fatto delle apparenze una filosofia di vita, è la regina dei salotti romani. Un evento benefico le farà incontrare mettendo a nudo una inaspettata verità. Tra dubbi, rimorsi, aspettative, deduzioni e una complessa indagine di femminicidio, le esistenze delle due donne sono destinate a mutare per sempre.












La ragazza di Koros -N. Toffanello
Azzurra ha trent'anni e si è appena trasferita in una piccola isoletta della Grecia per vivere con da Delia, la sua migliore amica di quando era bambina. È scappata da un marito violento, da un inferno domestico durato cinque anni e un po' anche da se stessa. L'idea era quella di non morire, ma presto diventa anche quella di ricominciare a vivere. L'affetto e la vivacità dell'amica e la vita sull'isola leniscono le sue ferite, come se il mare cicatrizzasse anche i lividi sull'anima. Tuttavia, ciò che ha vissuto negli ultimi cinque anni l'ha cambiata fin nel profondo, così Azzurra decide di scrivere tutto ciò che ha passato, come se metterlo su carta possa in qualche modo permetterle di esorcizzarlo, analizzarlo, forse capirlo. Un giorno d'estate al Cafè del Mar, dove lavora Azzurra, arriva un uomo un po' all'antica, simpatico e gentile, che le fa battere nuovamente il cuore. Simone ha l'hobby della pittura e un giorno dipinge un ritratto di Azzurra che cambierà le sue prospettive. Quando il quadro viene esposto però, Azzurra capisce di essere in pericolo, e se qualcuno la riconoscesse e suo marito risalisse a lei?  “Siamo granelli di sabbia, tanti, tantissimi e la marea a volte ci accarezza, ci sommerge e poi ci lascia andare, la vita ci calpesta, il sole ci scalda e non possiamo fare altro che vivere al meglio, cercando di goderci i momenti migliori. Di vivere mentre sopravviviamo a ciò che a volte non abbiamo scelto consapevolmente, e altre sì. Tutti diversi eppure tutte uguali lì, in quel punto nevralgico del nostro corpo che chiamiamo cuore, ma che in fondo è la nostra anima.”




Eva non è sola-Autori vari

I Centri Antiviolenza costituiscono la risposta più coordinata e organizzata al fenomeno della violenza contro le donne. I primi centri antiviolenza in Italia risalgono agli inizi degli anni ‘90. Fino ad allora, le donne vittime di maltrattamenti non avevano luoghi dove rivolgersi per essere ospitate o semplicemente ascoltate e sostenute nei propri diritti. Non c’erano campagne di informazione, tantomeno servizi sui giornali o in televisione; 
I Centri Antiviolenza, spesso, funzionano solo grazie all’impegno volontario delle operatrici, e i contributi pubblici sono sempre più insufficienti per garantire le attività necessarie e per offrire risposte efficaci ed immediate alle persone che hanno bisogno di aiuto. “Eva non è sola” è nata con lo scopo di aiutare tre Centri abruzzesi che operano attivamente da anni, e che tanto hanno fatto per fornire aiuto alle persone vittime di violenza di genere. 
Trentatré autori hanno donato racconti e poesie per creare l’antologia; trenta autori che hanno aderito al progetto con entusiasmo e con amore, perché sanno che “Eva” può essere ognuno di noi e che nessuna “Eva” deve essere lasciata sola. 2,99 euro sono davvero pochi, ma possono produrre tanto, se moltiplicati per cento, mille lettori. Aiutateci a far sì che “ Eva non sia più sola”. Non ve ne pentirete.






Game over-R.Romeo

Seguire le regole o abbandonare il gioco? Al caffè Eldorado si incontrano due opposte solitudini: Alex ha tutto, successo, bellezza, donne, ma dietro la facciata brillante nasconde un cuore in inverno. Flora ha un segreto tremendo, un profondo dolore che ha spezzato i suoi sogni. Per Alex Flora è il gioco di una notte, per Flora Alex è un esperimento che finisce all'alba. Il loro incontro però risveglia in entrambi passioni e sfide che vanno oltre i confini che si sono imposti. A poco a poco nasce un sentimento che dovrà affrontare pregiudizi, gelosie, paure, e il loro stesso desiderio di fuga. Sarà l'amore a chiudere la partita, e a mandare fuori gioco esperti giocatori e principianti allo sbaraglio. Dolce, appassionante e ricco di colpi di scena. Per far cambiare idea a chi ancora non crede che incontrare la persona giusta possa cambiare la vita.





In un percorso tra versi intimi e meditazioni più
riflessive con le quali Rita Angelelli affronta il tema della violenza di genere, questo libro fornisce una congrua immagine –in termini letterari - di quanto la cronaca giornalmente ci informa: stupri, violenze psicologiche, casi di abuso, stalking serrato, minacce sino ad arrivare all’epilogo più truce, la morte. Con un metro poetico equilibrato ricco di
anafore e tautologie e un utilizzo lessicale di terminologie tecnicamente avulse al genere di riferimento, la Nostra ci parla di storie vissute e di storie degli altri, di amare vicende di dolore ed emarginazione domestica dove l’uomo prevarica
accecato dalla gelosia o semplicemente si veste da bestia feroce per appropriarsi





sabato 28 ottobre 2017

Il male -A.Rimbaud



Sibilano tutto il giorno i rossi scaracchi
Della mitraglia, nel cielo infinito d'azzurro;
Mentre, scarlatti o verdi, accanto al Re beffardo,
Crollano in massa nel fuoco i battaglioni;

Mentre un'orrenda follia maciulla cento
Migliaia d'uomini e li ammucchia fumanti;
- Poveri morti! nell'estate, nell'erba, nella tua
Goia, oh Natura! tu che li creati santamente!...

- C'è un Dio, che irride ai lini damascati
Degli altari, all'incenso, ai gran calici d'oro;
Che si addormenta cullato dagli osanna,

E si risveglia quando le madri, contratte
D'angoscia, piangendo sotto la cuffia consunta,
Gli offrono, annodato nel fazzoletto, un soldo!

mercoledì 25 ottobre 2017

Uno dei più bei racconti di tutti i tempi, immortale e imperdibile per grandi e piccini: "Il principe felice"- Oscar Wilde.


Questo è uno dei più bei racconti che siano state scritti! Dalla penna di un grande scrittore, tra i miei preferiti da sempre, prende vita una storia colma di sensibilità, adatta a qualunque fascia di età. Bambini e adulti dovrebbero leggerla. 
Se non la conoscete, affrettatevi a leggere!

[[ Di seguito è riportato il testo completo. ]]




martedì 24 ottobre 2017

Il sigillo degli Acquaviva- O.Albanese. Blogtour "Analisi dei personaggi"

Cari lettori, benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicato al romanzo "Il sigillo degli Acquaviva" di Ornella Albanese, pubblicato da Leone editore. 
Oggi scopriremo insieme i volti dei personaggi che si celano dietro le righe di questa bellissima ed emozionante storia tra epoche passate, avventure e sentimenti senza tempo.


Il sigillo degli Acquaviva è un libro popolato da molti personaggi, un mondo di righe in cui uomini realmente esistiti si inseriscono in un tessuto storico ben delineato e preciso affiancando personaggi di fantasia in totale armonia e mai attraverso bruschi strappi. E’ questa l’abilità di Ornella Albanese, quella di creare un romanzo in cui moltissimi fili si intrecciano senza perdere la propria unicità. Ogni personaggio, infatti, è descritto in modo preciso e non ha contorni sbiaditi.
Personaggi ben delineati, dai volti nitidi e dalle personalità che sembrano emergere con grande forza dalle righe. Il lettore segue le loro vicende, le loro vite senza perderli di vista, senza confondersi o non riconoscere un personaggio in modo unico all’interno della narrazione.
E’ così che il lettore fa la conoscenza di Sara, Yusuf, Oberto degli Acquaviva, Sibilia e Costantino, Tiberius e Agnesia e di personaggi realmente esistiti come Salah al-Din-al-Ayyuv, il vescovo Gionata e Nicola di Otranto.


Vorrei fare un brevissimo accenno a due personaggi storici del romanzo:

 Salah al-Din-al-Ayyuv (Saladino) fu un sovrano e condottiero curdo, sultano d'Egitto, Siria, Yemen e Hijaz, dal 1174 alla sua morte. Fondò la dinastia degli Ayyubidi ed è annoverato tra i più grandi strateghi di tutti i tempi. Saladino rappresentò l'opposizione musulmana alle crociate europee nel Levante. Al culmine del suo potere, il suo sultanato incluse Egitto, Siria, Mesopotamia, Hijaz, Yemen e altre parti del Nordafrica. Sotto la sua guida personale, l'esercito ayyubide sconfisse i crociati nella decisiva battaglia di Ḥattīn nel 1187, aprendo la strada alla riconquista musulmana della Palestina dai crociati, che vi si erano insediati 88 anni prima. Anche se il Regno di Gerusalemme, come regno crociato, avrebbe continuato ad esistere per un periodo più lungo, la sconfitta subita ad Ḥattīn segnò una svolta nel suo conflitto con i poteri musulmani della regione. Saladino divenne una figura di spicco nella cultura musulmana, araba, turca e curda.

 Nicola da Otranto fu un monaco basiliano che viene ricordato come fondatore della scuola di poesia di Otranto, i cui esponenti più importanti, oltre a lui, furono Giovanni Grasso, che sottoscrisse inoltre il testamento di Federico II il 10 dicembre 1250, Giorgio di Gallipoli e Nicola di Giovanni da Otranto. La scuola di Otranto ha la particolarità di aver prodotto poesie in greco, che rientrano nell’evoluzione della cultura bizantina del tempo, rispecchiandone gli schemi. I suoi poeti infatti furono principalmente al servizio di Federico II, di cui seguirono la politica culturale. Questo è uno dei motivi per la scuola risentì dell’influsso di Bisanzio, il cui imperatore era amico di Federico. Di Nicola si hanno poesie scritte in metrica quantitativa e accentuativa. Pur partecipando a una cultura di lingua greca, Nicola rappresentò una specificità locale della Puglia. Tuttavia, le sue 25 poesie, pur essendo scritte in un contesto italiano, riflettono la centralità della cultura letteraria bizantina.




Se avessi la possibilità di presentare a voi i personaggi di fantasia che sono rimasti indelebili dopo la mia lettura del romanzo, inizierei da Sara dei Sassi.
Sara è uno di quei personaggi femminili di cui amo leggere, quelle donne che hanno sempre lottato per affermare il proprio essere in un mondo di mentalità prevalentemente maschilista. E’ una di quelle donne che non si arrendono, non abbassa la testa e non rinuncia al proprio volere per compiacere quello di un altro, soprattutto se uomo.
Siamo nel 1165 e chiunque abbia un minimo di conoscenza sul periodo storico può facilmente intuire come una donna dell’epoca avrebbe dovuto essere sottomessa alla famiglia, alle decisioni di un padre e ai doveri che una società impone a chi, come lei, non deve pensare ma obbedire.
Sara tutto questo non lo sa fare e il castello degli Acquaviva non è il mondo limpido e onesto nel quale vorrebbe vivere. Per il palazzo intrighi, ambizione, spregiudicatezza si inseguono e si mescolano in modo talvolta indissolubile.







Qui entra in scena il secondo personaggio di cui voglio parlarvi, Yusuf Hanifa. Yusuf è il protagonista
maschile del romanzo e la sua presenza nel romanzo è fondamentale per contrapporsi e affiancarsi a un personaggio dallo spessore e dalla vivacità di Sara. Hanifa è un solitario, non permette a nessuno di avvicinarsi al suo cuore. E’ un guerriero saraceno, è un uomo dal carattere indomito, orgoglioso e testardo. Leale, coraggioso, spietato, crudele, spietato in battaglia.
Il saraceno, oltre alla forza, mostra anche le sue debolezze, ne fa un punto di forza, non rinuncia a lottare nonostante la sua vita in alcuni momenti sembri vacillare, quando tutto ciò in cui crede sembra svanire nel nulla. Dalle vicende relative a Yusuf emerge una persona dalla grande umanità, deciso, seppur messo a dura prova da un passato oscuro, a ritrovare una buona stella sotto la quale orientare la propria vita. E, perché no, alla ricerca dell’amore.
Curiosità su Yusuf Hanifa: questo personaggio si trova anche in due precedenti romanzi autoconclusivi dell’autrice: L’anello di ferro e L’oscuro mosaico. 



Tra i personaggi minori, emerge Rainaldo il folle con la sua ambiguità, il suo agire senza scrupoli, quasi machiavellico, personaggio che riserva delle sorprese sfidando le apparenze. Si ricorda anche Zefiro, il giullare dall’aspetto grottesco e dal cuore buono, in lui si contrappone l’allegria e l’amarezza, si fondono gli opposti e definiscono un personaggio davvero singolare.

Si, lo so, starete immaginando Yusuf e Sara?
E’ quasi impossibile che l’uno non subisca il fascino dell’altra. Difficile accostare due personaggi così turbolenti, ma necessario per conferire loro il giusto equilibrio.
Con due personaggi così, qualsiasi storia avrebbe rischiato di finire sul fondo e perdere importanza. Invece non accade e la storia si snoda parallela accanto a Sara e Yusuf che vivono dei sentimenti intensi dall’odio all’amore. Non vi anticipo nulla di più, ma vi invito a leggere questo romanzo per scoprirlo. Perché è praticamente impossibile non subire il fascino di Yusuf e immaginarsi nei panni di Sara. Perché il sigillo degli Acquaviva è un libro vivo, non solo per la storia o i luoghi narrati, ma soprattutto per come i personaggi riescono ad emergere dalle pagine vividi e nitidi. Perché una storia che narra di un guerriero saraceno che insegue il suo passato e la sua donna non può che essere una bellissima storia d’amore e di mistero!

giovedì 19 ottobre 2017

William Shakespeare


Dal punto di vista strettamente biografico, di Shakespeare si sa ben poco. Oltre a mancare dati certi sulla sua vita, innumerevoli fatti ed aneddoti circolano, com'era facile prevedere, intorno alla sua figura. 
William Shakespeare nacque e crebbe a Stratford-upon-Avon (che letteralmente significa "“la strada che attraversa il guado” e dista soltanto un centinaio di miglia da Londra). La data di nascita potrebbe essere contestata in quanto essa è basata più che altro su di un affidamento alla tradizione.


William era il terzo figlio di John e Mary Shakespeare. Cinque dei loro otto bambini sopravvissero, e due di loro diventarono attori.

Il padre, artigiano rispettato, scalò i livelli della notorietà fino a diventare sindaco della città, nel 1568. William probabilmente fu introdotto all'istruzione verso l’età di quattro anni, apprese a leggere nel libro di preghiere anglicano (Prayer Book) e soltanto verso sette anni che poté beneficiare della cultura umanista dei maestri di scuola usciti, per la maggior parte, da Oxford, centro d’irradiazione degli studi classici.


Come si è già accennato, si ignora quasi tutto di Shakespeare dall’anno della nascita a quello dove lo sappiamo a Londra.
Si pensa che il poeta inglese compì un viaggio in Francia ed in Italia e che sarebbe forse ripartito verso Londra con gli attori della compagnia della regina nel 1587.

Shakespeare si sarebbe inizialmente guadagnato da vivere custodendo i cavalli dei gentiluomini all’ingresso di questi teatri prima di avviarsi alla carriera da drammaturgo.

Della vita di Shakespeare sono sopravvissuti pochi documenti. È provato, tuttavia, che Shakespeare lavorò a Londra come attore e drammaturgo fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del XVI secolo. 

Shakespeare fu attore, scrittore e comproprietario della compagnia teatrale dei Servi del Lord Ciambellano, che con l’ascesa al trono di Giacomo I divenne poi la compagnia degli Uomini del Re. 

La prima menzione della sua presenza a Londra figura nel pamphlet Greene’s Groats-worth of Wit pubblicato dopo la sua morte dal rivale Robert Greene.


La maggior parte delle sue opere sopravvissute furono scritte fra il 1589 e il 1613.

L'opera di Shakespeare è vasta, varia, profonda.

Si possono contrapporre le sei tragedie greco-romane - ispirate per la maggior parte alle  Vite di Plutarco (Giulio  Cesare, Antonio e Cleopatra, Coriolano, Timone di Atene) - alle cinque tragedie che traggono la loro sostanza narrativa dai racconti italiani (Romeo e Giulietta, Otello) o di cronache storiche o leggendarie d’ambiente nordico (Amleto,   Re Lear, Macbeth).

Le sue tragedie greco-romane studiano la connessioni del  linguaggio col corpo, col potere, con la guerra. Le cinque grandi tragedie mettono in scena i loro eroi di fronte ad un destino che assume una forma sempre ambigua - fantasma (Amleto), parole menzognere (Otello, Macbeth), malinconia ingannevole (Romeo e  Giulietta), silenzio ambivalente ( Re Lear) .

Amore e morte si inseguono in tutta la sua opera, si mescolano a superstizioni e magia,  alla disperazione, alla guerra e al potere. All’alba della guerra dei  Trent’anni, queste opere fanno rivivere il Rinascimento  elisabettiano attraverso un linguaggio nuovo, indelebile nel tempo.

Conquistato un certo benessere, a partire dal 1608 Shakespeare diminuì dunque il suo impegno teatrale; sembra che trascorresse periodi sempre più lunghi a Stratford, dove acquistò un'imponente casa, New Place, e divenne un cittadino rispettato della comunità. Si pensa si fosse ritirato a Stratford intorno al 1613 all’età di quarantanove anni, dove morì tre anni dopo. 


Non esiste prova che Shakespeare sia rimasto gravemente ferito nell’incendio del Globe del 1613, ma l’ipotesi è stata avanzata da Graham Philips e Martin Keatman nel loro The Shakespeare Conspiracy (La cospirazione shakespeariana).




Per tutti coloro che hanno interesse nel conoscere e approfondire opere, tematiche correlate a William Shakespeare, è consigliata l'iscrizione al gruppo Lettura condivisa- "Othello" di Shakespeare



Articolo a cura di Ilaria Cutrì

domenica 15 ottobre 2017

Intervista a Jim Tatano


Tra le sezioni del nostro blog è attivo un piccolo spazio dedicato alle interviste.
Premettendo che non si tratta di interviste dal taglio giornalistico, ma solo di uno strumento per permettere agli autori di farsi conoscere meglio, oggi ospitiamo Jim Tatano, autore de “La ragnatela del potere” per Bonfirraro editore.

Lo avevamo conosciuto qualche settimana fa attraverso le belle impressioni della lettura del suo libro e così, oggi ne parleremo direttamente con lui per conoscere meglio sia l’autore che il lettore!


1. Ciao Jim, benvenuto su Emozioni tra le righe.
Il tuo libro, come ben sai, ha attirato la mia attenzione sin dal prologo, sono le prime righe che rivelano la personalità di un autore. Da scrittore, qual è l’importanza di un prologo ben scritto all’interno di un romanzo? E, da lettore, qual è il prologo cui sei più “affezionato”?

Gli incipit, i prologhi perfino le introduzioni (penso a Manzoni) fanno sì che il “rapporto” tra lettore e libro, e quindi tra autore e lettore, si possa consolidare. Le prime pagine, anzi le prime parole sono importantissime, e sono molto meditate. D'altronde non ci può essere una seconda occasione per una buona prima impressione, quindi quelle prime parole devono essere ben studiate e funzionali.
Da lettore penso a molti incipit e prologhi e avrei difficoltà a rispondere, ma voglio citare la Bibbia, ma a titolo letterario non certo religioso “In principio Dio creò il cielo e la terra”; oppure Marx, anche qui a titolo letterario e non per “fede” “Uno spettro si aggira per l'Europa”. Cosa sarebbe stato di questi libri senza questi azzeccati incipit?

2. C’è un autore siciliano cui sei particolarmente legato dal punto di vista letterario?

Leggo molti autori siciliani, Brancati, Bufalino, Quasimodo, Camilleri, Pirandello, Sciascia e molti altri, tra cui alcuni minori o ancora vivi. Ma penso d'avere molta affinità con Pirandello e Sciascia, per tematiche e stili.

3. Il tuo ultimo libro, “La ragnatela del potere”, affronta tematiche molto attuali, parla di corruzione, fa cadere le maschere di sentimenti che dovrebbero essere autentici. Cosa ti ha ispirato nello scrivere questa storia? 

Mi ha ispirato l'idea di mostrare alcune dinamiche, volti, fatti e misfatti che spesso restano nell’ombra. Non modesto cercare aprire gli occhi, un prendere coscienza di cui oggigiorno abbiamo, a mio avviso, molto bisogno.

4. C’è una curiosità legata al tuo libro della quale ti piacerebbe parlare?
 
Beh, ci sono molti aspetti non detto, ai lettori direi attenti ai simboli. Ma anche nulla di quello che scrivo è stato lasciato al caso, anche il più piccolo particolare ha la sua storia e il suo significato.
5. Il tuo libro è un perfetto mix tra noir, spy story, giallo, thriller. Sono questi i generi letterari che leggi abitualmente? Quali sono i tuoi riferimenti riguardo a questi generi?

Io leggo di tutto: saggi, poesia, trattati, storia, teatro, filosofia ecc. I miei libri spesso hanno generi differenti e si piegano a piccole sperimentazione quasi impercettibile. Quello che volevo scrivere ha trovato il suo campo fertile nel romanzo, nello specifico nel thriller, ma non mi ha impedito di dare tocchi saggistici, storici, spionistici e sentimentali.
Sicuramente molto mi hanno influenzato grandi figure come John le Carré, Umberto Eco e altri grandi che in passato ho letto appassionatamente. Anche alcune che sembrano avere poco a che fare con questi generi.


6. Qualche giorno fa, precisamente il 14 ottobre 2017 ad Agrigento hai ricevuto il premio “Scrittura Creativa” organizzato dal Lions Club Chiaramonte di Agrigento. Cosa significa per te questo riconoscimento in questo preciso momento della tua carriera? Qual è stata la tua emozione durante la premiazione?

È un riconoscimento di merito importante, sono l'unico della mia provincia, del mio territorio ad ottenere questo premio per la prima volta. Questo fa sì che io possa riflessione in modo maturo e senza illusioni su quello che faccio, perché altri – ai quali va il mio grazie – riconoscono di attribuire un valore così alto da concedere in totale libertà un premio. Questo mi fa onore, ne sono orgoglioso e mi insegna che quando si ottiene qualcosa è bello sapere che sia il frutto di molti reali sacrifici.

7. So che hai scritto altri libri. Parlaci di uno a tua scelta..

Il mio secondo romanzo si intitola “Il mito della Lanterna”, lo consiglio a chi ama le avventure misteriose, piene di simboli e che fanno vivere esperienze rare. 

8. Progetti per il futuro: un nuovo libro? 

  Al momento ho molte idee, piano piano spero che vengano fuori. L'avventura continua… 

Grazie per essere stato con noi! 
Congratulazioni per il premio ricevuto e un augurio sincero per la tua carriera!


Informazioni sull'autore:
Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche. Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d'eccezione. Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro.Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).


Volete conoscere meglio li libro? Un click QUI!

sabato 7 ottobre 2017

La settimana del lettore #4


Per l'iniziativa 
"La settimana del lettore 2-8 ottobre 2017" ,
 il nostro blog propone la recensione di una lettura che ancora non ha traduzioni in italiano!
 Purtroppo, faccio ancora in tempo eh, 
non ho letto la saga di H.P. 
ma c'è chi ha letto qualcosa che i fans di H.P. potrebbero conoscere! 


Autore: G. Norman Lippert
Titolo: James Potter and the Hall of Elders'Crossing
Genere: fantasy, fan-fiction.
Lingua: Inglese (non ci sono traduzioni)
Editore: autopubblicato (www.jamespotterseries.com/)

James Potter and the Hall of Elders'Crossing è il primo di una serie di romanzi basati sui personaggi creati da J. K. Rowling. In pratica, è una fan-fiction. Per quanto la maggior parte dei Potterhead si aspettasse e/o desiderasse una fan-fiction degna di nota sui Malandrini, questo libro delude da subito per essere dedicato alla nuova generazione: quella dei 19 anni dopo, per intenderci. Tuttavia, forti dell'amore per la saga, non ci facciamo abbattere dal primo ostacolo, e andiamo avanti con la lettura per scoprire una storia carina, certamente, ma insipida e con molti elementi narrativi che le fanno perdere valore: dalla scrittura tutt'altro che magica all'uso di nomi surreali e, peggio ancora, riferimenti al cinema di fantascienza anni 80. Un vero Potterhead legge questo libro con difficoltà. Tuttavia, quanto meno, non si sente obbligato a leggere l'intera saga, dato che il finale è soddisfacente in senso stretto, ma noioso nel senso più ampio del termine.
Voto: 2 stelle


[Recensione a cura di Carmen Distratto]

La settimana del lettore #3


Per l'iniziativa 
"La settimana del lettore 2-8 ottobre 2017" ,
 il nostro blog propone la recensione di una lettura diversa dai generi che leggo solitamente, 
ma non  per questo meno interessante! 



“Lupi e uomini appartengono a due mondi diversi, mescolarsi indebolisce soltanto entrambi”.
“O li fortifica” disse Daniel.

Può sembrare strano in tutto un libro rimanere colpiti da una frase, una piccola frase. Eppure è così, questo mi è successo leggendo “Ulfhednar War – La guerra dei lupi” di Alessio del Debbio.

Un fantasy contemporaneo ambientato nella Garfagnana dei giorni nostri: uomini e lupi o se volete uomini/lupo che vivono seguendo le regole di un branco. Raul è il nuovo Alfa che ha preso il Comando del Vello d’argento ma dietro le sue mire espansionistiche si nasconde un’ombra oscura, che solo Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre terra, potrà affrontare.
Ascanio però non è solo, al suo fianco Daniel un uomo/lupo fuggiasco che ha imparato a vivere fra gli uomini ed una donna la “dottoressa”.

Personaggi tanto lontani, quanto simili nelle loro debolezze che diventano i loro punti di forza.

Una grande ed epica storia fantasy che ripercorre l’eterna lotta tra il bene e il male, ma che cela soprattutto una grande storia di amicizia, di accettazione di sé e del diverso.

Ecco perché la frase mi ha colpito, perché nasconde un messaggio profondo per tutti quelli che temono la diversità. Le differenze non sono mai una mancanza semmai arricchiscono e fortificano proprio come dice Daniel.

Assolutamente da non perdere!

[Recensione a cura di Daniela Tresconi]

mercoledì 4 ottobre 2017

La settimana del lettore #2


Per l'iniziativa 
"La settimana del lettore 2-8 ottobre 2017" ,
 il nostro blog propone la recensione di una lettura contemporanea con tematiche di estrema delicatezza e attualità.


"Avvelenati” è un libro-inchiesta nato dalla collaborazione tra Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì, pubblicato da Città del Sole Edizioni nel 2010. Il testo, dedicato alle sporche vicende legate alle “navi a perdere”, ripercorre la nascita e l’evoluzione del traffico di rifiuti tossici nel sud Italia, specie i movimenti che hanno riguardato la Calabria, una terra a doppia identità: in superficie, e ben visibile, la bellezza straordinaria; sotto terra, nascosti, le scorie radioattive, i rifiuti industriali, il veleno. Una racconto tragico, crudo, che non ha mezzi termini, descrive l’intera vicenda con un’inverosimile franchezza. Il coraggio degli autori, esprime il pensiero comune che bisogna lottare contro l’omertà, contro chi ha avviato un processo di distruzione che ha già mietuto migliaia di vittime, contro una bomba ecologica che non esplode all’improvviso, ma rilascia lentamente scie di morte. Un libro d’inchiesta, elaborato con stile giornalistico, che appassiona il lettore già dalle prime pagine, scoprendo la storia delle “navi a perdere”, seguendo un percorso cronologico, osservando dati ufficiali. Lo scandalo del servizio de Le Iene di Giulio Golia ha riportato a tutta la popolazione calabrese, in maniera esigua, ciò che già si sapeva, anche se è stata recepita come una novità. Ha indignato molti, mentre altri hanno preferito non ascoltare, né vedere; per paura, per colpa o per non svantaggiare il settore turistico. “Avvelenati” è consigliato a chi vuole scavare a fondo, a chi vuole capire, a chi ha la forza di lottare contro le forze imponenti che inquinano la punta dello stivale, visto in copertina come il pungiglione di uno scorpione. Perché le morti di tumori non sia vane, perché i bambini morti di leucemia non siano dimenticati, affinché sia sensibilizzato il dramma di chi vive in zone a rischio radiazioni e tossicità.

[Recensione a cura di Salvatore Rillo]

lunedì 2 ottobre 2017

La settimana del lettore #1

Per l'iniziativa 
"La settimana del lettore 2-8 ottobre 2017" ,
 il nostro blog propone la recensione di un 
grande classico della letteratura inglese.  

La recensione è interamente curata da Andrea Raso, che ringrazio per la partecipazione!

"Vorrei condividere con voi una mia recente rilettura, esperienza molto suggestiva che, oltre ad avermi fornito l'ispirazione per il disegno che vedete in foto - nato durante un viaggio un po' troppo lungo e noioso in treno, al ritorno dall'università - ha anche scaturito in me forti emozioni contrastanti.
L’aura tragica e romantica che avvolge le vite delle sorelle Brontë mi ha sempre affascinato e ho ritrovato questo spirito nei romanzi delle sorelle maggiori, in cui passione, forza ed emozione danno vita a personaggi indimenticabili. Con queste aspettative ho iniziato anche la lettura di questo romanzo, opera della più giovane delle sorelle Brontë, Anne.
La storia è quella di Agnes, ragazza retta, sobria e di buon cuore, che è cresciuta, protetta e coccolata, in una famiglia felice, raro esempio di amore matrimoniale e solidità di principi. Ma Agnes a un certo punto vuole di più, vuole dimostrare a tutti e soprattutto a sé stessa di potere affrontare il mondo. E inizia così a lavorare come istitutrice presso una ricca famiglia di campagna. La campagna è animata dalle figure che abbiamo imparato a conoscere dai classici inglesi: aristocratici con figli viziati, vuoti e vanitosi, istitutrici prive di alcuna autorità nell’educarli e rassegnate alla loro ignoranza, canonici a volte animati da spirito caritatevole e buoni sentimenti - a volte un po’ meno. Di fronte a tutto ciò e alle dinamiche di classe che regolano comportamenti sociali e matrimoni, Agnes sceglie. Sceglie il lavoro, la moralità e la speranza di poter incontrare un’anima affine con cui condividere la vita.
I temi non sono nuovi, dunque, anche se lo spirito di donna lavoratrice e in un certo qual modo indipendente, lo rendono di fatto un romanzo di una notevole modernità. 
Ciò che sembra mancare - a detta di alcuni - è però la componente emotiva. La narrazione risulta profonda ma alquanto razionale nel delineare il contesto sociale, nel raccontare le ingiustizie subite, nel farci conoscere i sentimenti e i valori della protagonista. Si percepisce la ricerca di misura ed essenzialità di espressione, per non cadere mai nel patetico o nel drammatico.
È tuttavia proprio la mancanza di forti emozioni e passioni, che ci si aspetterebbe leggendo Brontë in copertina, che impedisce di entrare in sintonia con le corde più intime della protagonista.
Se dovessi analizzare il romanzo con occhio critico incorrerei probabilmente nell'errore di giudicarlo come opera di poco carattere di fronte a must come i libri di Charlotte e di Emily - ancor di più alla poesia di quest'ultima - e perché no? a "The Tenant of Wildfell Hall".
Ciò che comunque mi trattiene nel giudicare negativamente questo diamante un po' grezzo, è la sua estrema conformità al carattere chiuso e gentile (quasi da 'lady', se non fosse per l'origine piuttosto umile) della giovane Anne. Chi conosce la sua storia, sa benissimo che Anne era il fiore di casa Brontë; la piccola donna la cui bellezza aggraziata - che potremmo dire forse mancava nelle sorelle più grandi - leniva sicuramente gli occhi e il cuore di chi le stava intorno; il cui stile - spesso dimenticato o lasciato in spazi marginali dei manuali, per il carattere più calmo rispetto alla natura 'impetuosa' dei lavori delle altre - contribuì a fornirci importanti resoconti non solo sulla sua di biografia, ma anche e soprattutto sulla comune e spesso triste esistenza di istitutrici di metà Ottocento, tanto appassionate alla loro occupazione quanto inflitte nel personale dal dover fare i conti con imprese ardue e una vita arida e dolorosa."

[Recensione a cura di Andrea Raso]

domenica 1 ottobre 2017

Recensione"Delitto e castigo" - F.Dostojevski a cura di Ilaria Cutrì

Non sarò certo io a convincervi che dovete
- e sottolineo "dovete"-
leggere Delitto e castigo.
Ma ve ne parlo,
così come le altre letture,
portandovi un pò più vicini ai miei autori preferiti
e alla letteratura classica.


Delitto e castigo, il titolo racchiude già molto e offre al lettore delle domande. 

E' un giallo? 
Si, certamente ha sfumature gialle. C'è un delitto, anzi due. Ma definire un giallo questo capolavoro sarebbe riduttivo. Gli omicidi sono il punto focale, il punto di partenza del romanzo e il punto di arrivo del protagonista. 

 E' un romanzo filosofico? 
E anche qui la risposta è affermativa. E' uno scritto intriso di filosofia, in particolare , di quelle idee che confluiscono in modo più ordinato e schematizzato nella teoria del super uomo. Il cuore della parte filosofica è affidato, con grande maestria dell'autore, a un giornale e da lì le idee si impadroniscono della mente e degli atti di Rodion Romanovič Raskol'nikov guidandolo prima e dopo il delitto.

E' un romanzo sociale?
Precisa, definita, nitida la descrizione della società del tempo. Fëdor Dostoevskij non si fa sfuggire la possibilità di offrire al lettore uno spaccato sociale della Russia dei suoi tempi e lo fa in un modo che vi lascerà impressionati.

E' un romanzo politico?
E' un romanzo scritto bene?
E' un romanzo con una morale?

Potremmo stare qui ad elencare innumerevoli domande e sarei in grado di dimostrarvi, libro alla mano, che Delitto e castigo è tutto questo e anche di più. 


Leggete Delitto e Castigo perchè potrete capire quanto è profondo l'animo umano, di come sia fragile e forte allo stesso tempo. Percorsi di peccato e di redenzione si incrociano  tra quelle pagine ricche di dolore e sofferenza. Lì dove il bene sembra non aver fine, c'è sempre una flebile fiamma ad indicare la via della catarsi.

Un amore?
Chi dice che Dostoevskij non sia capace di parlare d'amore si sbaglia.
Certo, ho letto svariate volte su vari articoli e blog che i romanzi russi non sono ricchi di storie d'amore salvo alcune eccezioni. Sicuramente c'è da riconoscere che sono lontani anni luce dalle letterature inglesi e francesi, ma in un certo senso, l'amore c'è. E ritroviamo il senso dell'amore, quello vero, nella piccola e immensa figura di Sonja. Si, vi chiederete come sia questa storia tra Sonja e Raskolnikov. Ebbene, vi dirò.

Non ha niente, eppure non manca nulla!
E' tutto e niente, una meravigliosa antitesi.

Non mi soffermerò su di loro perchè ne abbiamo già abbondantemente discusso e, come sempre, trovate tutto QUI.

Sebbene il romanzo sia, per certi versi, fortemente connesso all'io, riesce ad emergere l'amore filiale, fraterno nel senso più profondo della filantropia. un amore, quello tra R , Dunja e la madre, dettato da ragioni di, potremmo chiamarlo, orgoglio familiare.
C'è di fondo un'empatia, una comprensione dell'essere umano che si tramuta lentamente in un legame vero e solido.
C'è l'essenziale, la presenza, la costanza.


Ora, giunti al termine della recensione e chiusa l'ultima pagina del libro, se state ancora cercando un valido motivo per leggere questo immortale romanzo, vi dirò...

Vi dirò che il libro è lo specchio che riflette esattamente l'autore! Confrontando le sua vicende personali a quelle del protagonista troverete somiglianza perchè il confine tra loro è molto sottile, a volte impercettibile e sfumato, talvolta scompare.

Ecco come arrivare dal capolavoro al suo creatore.
Sono felicissima di averlo letto e sono certa che sarà uno dei libri più belli della mia vita!


venerdì 29 settembre 2017

"La ragnatela del potere" di Jim Tatano

Tra i tanti giovani scrittori che si ha la possibilità di conoscere attraverso un lit-blog, ce ne sono alcuni che meritano realmente di essere letti. Non tutti sono davvero bravi, ma per fortuna alcuni riescono a distinguersi con uno stile proprio sin dalla prima pagina e oggi sono entusiasta nel presentarvi 
Jim Tatano 
con 
"La ragnatela del potere".


Autore: Jim Tatano
Titolo: La Ragnatela del potere
Anno: 2017
Pagine: 182
ISBN: 9788862721547
Link per l’acquisto
Prezzo: 15,90 €


Alla morte del nonno bibliotecario, Davide Majorana, riceve una fortissima eredità fino ad allora sconosciuta. Ormai, da ricco, il paese siciliano in cui è nato non è più un posto adatto a lui e così si trasferirsi a Roma. Ma non ha pace, vuol scoprire da dove deriva l'enorme e misteriosa eredità. Intanto, per le vie della Capitale una mano criminale uccide indisturbata e in modo rocambolesco eminenti membri dell’élite del potere (finanziario, clericale, mediatico ecc). Parte così un intricato gioco di potere in cui verrà impigliato anche il protagonista tra violenze, indagini di spionaggio, incontri con società segrete col ritmo scandito dallo stato di tensione. In questo scacchiere, si scopriranno personaggi importanti, ognuno nel proprio ruolo, come la bella Sabina De Angelis, l’ambiguo La Tierre e molti altri, tutti vittime e carnefici di trame spionistiche del passato e del presente. Nella Roma dalle atmosfere gotiche, il thriller di Tatano si sviluppa tra nuclei narrativi diversi, come un lungo piano sequenza cinematografico, fino ad accompagnare il lettore verso un finale mozzafiato.



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“Chi era quell’uomo? Chi era quell’ombra vivente che si aggirava tra le ombre? Chi mai era quel misterioso visitatore del Cimitero degli Artisti e dei Poeti?”


Lasciatevi catturare dalle parole del prologo e dell’incipit,
scommettete sulla storia e, 
fidatevi di me, 
non rimarrete delusi! 

Jim Tatano, autore de “La ragnatela del potere” edito da Bonfirraro, conosce le giuste proporzioni in cui dosare suspense e adrenalina in una storia dalle tinte fosche dal finale sorprendente!

Siamo a Roma e il protagonista del libro, Davide, ha scoperto di aver ereditato un ingente somma di denaro dal nonno che, essendo un semplice impiegato presso la biblioteca comunale, lascia sorpreso il giovane. Sospettoso e incuriosito, Davide inizia una personale indagine sulla vita del nonno siciliano e nel suo percorso si affiancano due personaggi che lo accompagneranno fino alla fine del romanzo con ricchi colpi di scena.

Roma con la sua eterna bellezza è teatro di una serie di delitti apparentemente sconnessi e lontani dal nucleo della storia, ma qualcuno tesse silenziosamente una ragnatela e così il passato ritorna e si intreccia con i recenti omicidi. Davide finirà con l’essere proprio al centro di questo gioco pericoloso, tra forze oscure, rischi e pericoli.

Come un puzzle, piccole tessere si incastrano e ricompongono il quadro fornendo al lettore una storia avvincente, ricca di misteri, enigmi e colpi di scena. Non voglio svelarvi nulla, ma state attenti ai personaggi secondari, tra di loro si annida una persona camaleontica, ben celata dalle fascinose apparenze ed è un personaggio di cui ho apprezzato molto la presenza nella storia.

Noir, giallo, thriller, spy story coesistono, si mixano in una storia nuova e interessante, scritta con uno stile capace di tener incollato il lettore alle pagine. 

E lo stile? 
Ecco, qui ci sarebbe da dire veramente molto!
Tatano ha uno stile denso, periodi ricchi e complessi, ben costruiti. E, lo ammetto, lo stile è la cosa che mi ha maggiormente colpita e che mi ha catturata sin dalla prima pagina. 
Vi consiglio di leggerlo e lasciarvi accompagnare nella bellissima capitale italiana dalla prosa di un giovane e talentuoso autore.






Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche. Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d'eccezione. Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro.Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).

giovedì 28 settembre 2017

Coppie librose, parte VII : Heathcliff e Catherine



Cari lettori, benvenuti alla settima puntata di “Coppie librose”….
Devo essere sincera, questa volta ero poco sicura sullo scegliere la coppia di cui parlare..
Ma poi ho pensato a  una delle storie più tormentate ed amate della letteratura ed eccoci qui
in compagnia di Heathcliff e Catherine!



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Benvenuti nello Yorkshire, in mezzo alla brughiera inglese ed eccovi il casale Wuthering Heights, quello che fa da sfondo all'amore tormentato tra Heathcliff e Catherine. 

Questa è la storia di un amore impossibile...

La storia fra il giovane  Heathcliff e la ribelle Catherine  è una passione così violenta che causa l’annientamento di ogni felicità intorno ad essa, compresa la felicità della famiglia Earnshaw e quella della famiglia Linton.
Un amore mai nato, mai vissuto. Eppure, un amore capace di resistere alla vita terrena e andare oltre, verso un qualcosa di meno definito ma non necessariamente irreale.
Conosciamo tutti le vicissitudini dei due amanti e la parte commovente, romantica del romanzo rimane sempre il momento in cui, dopo anni di rinunce e lontananza, Catherine ed Heathcliff riescono a parlarsi a cuore aperto, sinceramente, uno verso l’altro, confessandosi il loro infinito ed eterno amore, un sentimento che va ben oltre ogni cosa terrena.


Come sempre, vi lascio alcune tra le più belle citazioni del romanzo, capolavoro di Emily Brontë scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 1846.


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“Qui riesco quasi a concepire come un amore possa durare tutta una vita: mentre finora ero assolutamente convinto che nessun amore potesse resistere un anno”


“È duro perdonare, e guardare codesti occhi, e toccare codeste mani consunte. Baciami ancora; e non farmi vedere i tuoi occhi! Ti perdono per quello che mi hai fatto. Io amo la mia assassina; ma il tuo assassino, come potrei perdonarlo?”

“Ho condotto una ben dura esistenza, dal giorno che ho cessato di udir la tua voce. Ma tu devi perdonarmi: perché ho lottato solo per te”


“Talvolta ci facciamo prendere dalla compassione per creature incapaci di provare sentimenti sia per se stessi che per altri”



“E credi che la tua gentilezza mi ha indotto ad amarti più profondamente di quanto farei se meritassi il tuo amore: e sebbene non potrei e non posso fare a meno di mostrarti la mia natura, me ne rammarico e me ne pento; e me ne pentirò e rammaricherò fino alla morte”




“Non gli dirò quanto lo amo, e non perché sia attraente, ma perché è per me più di quanto lo sia io stessa”

“Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l’amo più di me stessa”

“E così egli non saprà mai quanto io lo ami; e ciò non perché sia bello, Nelly, ma perché lui è più me di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le anime, certo la sua e la mia sono simili: e quella di Linton è invece tanto differente dalla nostra quanto lo è la luna da un lampo, o il ghiaccio dal fuoco”


 E come sempre, a puntata conclusa, vi invito a segnalare la coppia librosa che amate di più!
Potete scriverci a :
emozionitralerigheblog@gmail.com

Nelle puntate precedenti:
Coppia librosa #1 :  Romeo e Giulietta
Coppia librosa #2 :  Sybil Vane e Dorian Gray
Coppia librosa #3 : Sayuri Nitta e il Presidente
Coppia librosa #4 : Amore e Psiche
Coppia librosa #5 :  Paolo e Francesca
Coppia librosa #6 : Raskolnikov e Sonja

Infine, appuntamento da Cri per un'altra coppia...
QUI





domenica 24 settembre 2017

Blogtour "Il soffio della morte" di Francesco Grimandi

Cari lettori, oggi il nostro blog ha l'onore 
di ospitare la tappa iniziale di un blogtour
 che vi farà conoscere un thriler storico edito
 Delos Digital (9 settembre 2014).

Dal 25 al 29 settembre conosceremo il protagonista, i personaggi storici del romanzo, scopriremo Bologna nel medioevo, avremo il piacere di dialogare sul libro direttamente con l'autore e, non per ultimo, vi diremo cosa pensiamo di questo romanzo.
Ma per iniziare, voglio farvi leggere un piccolo estratto e vi do appuntamento domani su "Un lettore è un gran sognatore" per conoscere il protagonista: 
Jacopo Lamberti!




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Quanti volti può avere il Male? Nell'anno 1325, Bologna è insanguinata da una serie di feroci delitti. Jacopo Lamberti, vicario di giustizia, dovrà districarsi in un labirinto d'ombre,
se vorrà arrivare all'assassino.
Bologna, novembre 1325. Una serie di efferati omicidi, un dilemma che inchioda chi è chiamato a investigare, un mistero non facile da risolvere. In un duello a distanza contro tutto e tutti, il vicario di giustizia Jacopo Lamberti dovrà scoprire chi si cela dietro l'enigmatico assassino che colpisce di notte e infierisce sulle vittime senza motivo apparente. Jacopo tenterà a ogni costo di fermarlo, ma prima dovrà affrontare i demoni che albergano nel suo cuore. 




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Estratto dal libro:




Bologna, 10 novembre 1325, tre ore dopo il tramonto
Il brillio del coltello nell’oscurità. Poi i fendenti lo trafissero, de-cisi e implacabili, dall’alto verso il basso. L’uomo non ebbe il tempo di capire, perso nei suoi desideri carnali. Percepiva ancora il contatto con la pelle calda della donna appartata con lui nel vi-colo, la coscia morbida di lei che lo stringeva a sé, in piedi contro al muro.
Non poté fare niente. E fu sopraffatto dalla consapevolezza di andare incontro alla morte.
L’assassino l’assalì al buio, rapido come un felino, mandando-lo a sbattere con la nuca contro la parete alle sue spalle. Lo bloccò di peso, poi inferì su di lui. Il primo colpo al petto, che quasi non sentì per la sorpresa, e dopo gli altri, che gli passarono le carni da parte a parte, imbrattando gli abiti di sangue.
L’uomo scosse la testa e digrignò i denti per la paura. Si di-batté nel tentativo di sottrarsi al coltello che lo massacrava, ma era tardi.
Una mano gli tappò la bocca, impedendogli di gridare.
Protese le braccia, ma i colpi lo raggiunsero lo stesso, identici e spietati; annaspò e riuscì solo ad aggrapparsi a chi l’uccideva. Dalla sua bocca sfuggì un gemito rauco. Nell’ultimo tentativo di liberarsi, scalciò l’aria, prima di crollare all’indietro, con il cuore squarciato.
Il sangue fumante si sparse sul selciato. I topi fuggirono velo-ci. Poco lontano, un ubriaco dormiva in un angolo.
L’omicida studiò la sua vittima, la bocca spalancata, le pupille dilatate, lo sguardo fisso nel vuoto.
Piegò la testa di lato, inalando l’aria fredda, umida di nebbia.
Non era nessuno, e nessuno ne avrebbe pianto la scomparsa.
Sospirò. La stanchezza parve calare tutta d’un colpo.
Ogni volta era così. Dapprima l’esaltazione febbrile esplode-va, raggiungendo l’apice. Poi le pulsazioni a poco a poco si placa-vano, stabilizzandosi di nuovo.
Avvertiva il bisogno di tornare a casa; tuttavia mancava anco-ra qualcosa per ritenere ultimato il lavoro.
Afferrò il morto per le braccia e lo trascinò in fondo al vicolo, i talloni che strisciavano sul terreno. Non vi erano luci a rischiara-re la strada e notarlo sarebbe stato arduo, se non del tutto impossi-bile.
Incurante delle condizioni pietose in cui versava il cadavere, si chinò e l’evirò di netto. Quindi prese l’organo reciso, e lo ripose in una scarsella di cuoio che teneva celata sotto al vestito.
Soddisfatta la brama di vendetta, tornò a piegarsi sul morto e si pulì le mani lorde di sangue sulla sua camicia. Si tolse la cappa e la rovesciò, per celare ogni traccia; poi sistemò l’abito sgualcito e tirò sulla testa il cappuccio.
Con calma, s’incamminò verso il centro della città. Nel volge-re di pochi passi la sagoma intabarrata svanì, inghiottita dalle tenebre.


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Se vi va di continuare a conoscere il libro e, mi auguro di si, avrete apprezzato questo piccolo estratto, vi lascio la locandina con le tappe successive. Se deciderete di leggere questo libro, mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!

Come sempre, buone letture!
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