Recensione del saggio "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf

Cari lettori, il libro che sto per presentarvi è il risultato del lavoro che Virginia Woolf svolse nell'ottobre del 1928 sul tema "Le donne e il romanzo". Il testo rappresenta uno dei più incisivi scritti sulla condizione femminile e ripercorre in particolare il rapporto donna- scrittura.

Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"?
 Si snoda così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta riflessione sulla condizione femminile.


Titolo: Una stanza tutta per sè
Autore: V.Woolf
Editore: Newton Compton
Numero di pagine:
Prezzo: 5.90€

Sinossi:
Illustre capostipite dei manifesti femminili del Novecento europeo, e primo brillante intervento della Woolf sul tema «donne e scrittura» (allora oggetto di un dibattito oggi banalizzato più che superato), Una stanza tutta per sé è un piccolo trattato ironicamente immaginifico, personalissimo nella misura godibilmente tesa di toni e motivi (il conversational, le proiezioni letterarie, l’analisi sociale, la satira, la visione). Il leitmotiv della stanza, grembo e prigione dell’anima femminile, si allarga fino a comprendere tutti i luoghi della dimora umana: la natura, la cultura, la storia e infine la «realtà» stessa nella sua inquietante-esaltante molteplicità.


Recensione:

Oggi voglio parlarvi delle “Donne e il romanzo”, o -com’è più conosciuto- di “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf. Venne pubblicato nel 1929,e nasce dalla rielaborazione di due conferenze che la stessa autrice tenne nell’ottobre del 1928 in due importanti colleges inglesi. Attraverso questo percorso tra personaggi storici, autori, scrittrici, ella vuole esortare la donna ad avere una “stanza tutta per sé” nella propria vita. Un luogo dove poter esprimere liberamente le proprie emozioni ed esercitare la propria professione senza dover essere accusata dalla critica e dalla società. La sua ricerca incessante della verità era fondata su tante domande alle quali non riusciva a trovare risposta: perché le donne erano considerate inferiori agli uomini? perché svolgevano lavori differenti? Perché un sesso era più ricco ed uno più povero? La donna deve imparare ad essere libera ed indipendente dall’uomo , partendo da 500 sterline. Il terzo capitolo apre in noi l’immaginazione: se Shakespeare avesse avuto una sorella con le sue stesse ambizioni e passioni, come avrebbe articolato la sua vita? Sicuramente avrebbe avuto una vita triste, in una società cinquecentesca che la considerava strana. Nel quarto capitolo incontreremo nomi celebri come Jane Austen, Aphra Benh, Charlotte Bronte. Donne che decidono di ribellarsi alla prigionia o che decidono dii restare nell’ombra, nascondendo i propri scritti. Un viaggio nella letteratura femminile, nelle realtà delle varie epoche molto interessante e sempre attuale. Virginia è a mio avviso, ognuna di noi o almeno quello che dovremmo essere. Una donna che si ribella alle costrizioni di una società troppo patriarcale e vive la sua vita, in una “stanza” e con 500 sterline.

 Un quesito sorge spontaneo dopo la lettura di questo saggio:
 oggi, la donna ha realmente acquisito la propria libertà e il proprio posto nel mondo?
 A voi la risposta.