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Viaggio nella letteratura straniera: Mary Shelley & Frankenstein

Per il secondo appuntamento con la letteratura straniera, questa sera conosciamo meglio Mary Shelley:  scrittrice, saggista e biografa inglese, autrice del romanzo gotico Frankenstein pubblicato nel 1818.

Ardita, imperiosa, di brillante intelligenza, Mary Shelley riceve un’educazione ricca e informale. A sedici anni incontra Percy Bysshe Shelley e fugge con lui, sposandolo nel 1816, dopo la morte (suicidio) della prima moglie del poeta. Nell’estate del 1816, la coppia trascorre un periodo con Lord Byron, Claire Clairmont (sorella di Mary Shelley e amante di Byron) e John W. Polidori nella Villa Diodati, sul lago di Ginevra.
Ritratto di Mary Shelley di Richard Rothwell (1840)
esposto alla Royal Academy.
Si narra che una sera, il maltempo conduce la colta e vivace compagnia in animate conversazioni sui temi del mistero, oggetto di letture ad alta voce, fino a sfociare in una scommessa a stenderne testi esemplari. Mary Shelley ne trarrà il suo Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo (1818), Lord Byron una storia di vampiri mai condotta a termine e Polidori Il vampiro - il primo racconto della letteratura moderna su questa leggendaria creatura-.
Nel 1818 gli Shelley si trasferiscono in Italia. Qui conducono una vita disordinata, funestata da vari lutti. Muoiono Clara Everina e William, rispettivamente seconda  e terzo figlio della coppia (la primogenita era morta due anni prima, pochi giorni dopo il parto prematuro) e nasce Percy Florence, l’unico figlio a sopravvivere ai genitori. Nel 1822 Percy Shelley, marito di Mary Shelley, muore in mare, nel golfo di La Spezia. Mary si trova vedova a venticinque anni, senza risorse, e si getta nel lavoro scrivendo numerosi romanzi e opere di varia natura, tra cui romanzi storici come Valperga (1823) e The Fortunes of Perkin Warbeck (1830), romanzi apocalittici come L’ultimo uomo (1826), e gli ultimi due romanzi, Lodore (1835) e Falkner (1837).  Muore il 1° febbraio del 1851, all’età di 53 anni, forse per un tumore al cervello.





Frankenstein -o il Moderno Prometeo- viene pubblicato anonimamente nel 1818 (con una prefazione del marito e una dedica al padre), ma nel 1823 esce in Francia una seconda edizione del romanzo, questa volta con il nome dell’autrice. Nel 1831, sempre sull’onda del successo del romanzo, viene pubblicata la terza edizione di Frankenstein, fortemente rivista dall’autrice. 

Trama: Frankenstein è un romanzo epistolare: la storia, infatti è narrata attraverso le lettere che il capitano Robert Walton comincia a scrivere alla sorella per raccontarle di una sua missione al polo Nord. Durante questa missione Walton incontra Victor Frankenstein 1. Victor proviene da un’agiata famiglia svizzera che gli ha garantito un’infanzia serena e un’adolescenza felice, indirizzandolo sulla strada degli studi scientifici, intesi come strumento per indagare e migliorare la realtà. Decide quindi di dedicarsi agli studi di chimica e di filosofia naturale e si iscrive all’università di Ingolstadt, ma un grave lutto lo colpisce: la madre muore di scarlattina, dopo essere stata contagiata da Elizabeth, figlia orfana di una sorella del padre. Il giovane, ossessionato dall’utopia di dare la vita alla materia inanimata, studia con accanimento e, nel corso di alcune ricerche clandestine, crede di aver scoperto il segreto della vita. Victor trascorre così dei mesi cercando di creare un essere vivente assemblato con parti del corpo provenienti da cadaveri, che egli studia nottetempo scoperchiando le tombe dei cimiteri. Una notte, finalmente, la creatura prende vita ma, quando vede il mostro muoversi, Frankenstein fugge terrorizzato. Il “mostro” si impossessa del diario del suo creatore e fugge anch’esso. Victor, colpito da una febbre violenta e dilaniato dai rimorsi, cerca quindi ospitalità presso l’amico Henry Clerval. Dopo un periodo di cure, Victor decide di tornare a Ginevra ma, poco prima della partenza, riceve dal padre la notizia che suo fratello William è stato ucciso. Una volta tornato a casa, mentre perlustra i luoghi dove si è consumato l’omicidio, Victor crede di intravedere il mostro e capisce che è l’autore del misfatto, anche se la responsabilità è nel frattempo ricaduta su Justine Moritz, la giovane governante della famiglia, che viene processata e condannata a morte. Pur sapendo che la ragazza è innocente, Victor non può scagionarla e decide di allontanarsi verso le montagne. Qui, presso un ghiacciaio, Victor incontra il mostro, che ammette di aver ucciso William e che gli racconta la sua triste storia, fatta di incomprensione, paura e violenza da parte degli uomini per il suo repellente aspetto esteriore. In realtà, il mostro ha imparato a leggere, e, dopo essersi rifugiato nei boschi, ha anche aiutato di nascosto una famiglia assai povera di quei luoghi. Il “mostro”, desiderando essere felice come tutti gli altri uomini, convince Victor a creare un’altra creatura donna, simile a lui,che possa fargli compagnia e con cui ritirarsi in Sud America, lontano da tutti. Victor Frankenstein si sposta allora alle isole Orcadi, seguito di nascosto dal mostro, con il progetto di creare un nuovo essere; tuttavia, angosciato dalle possibili conseguenze di mettere al mondo un altro mostro, pari al primo per forza e violenza, distrugge l’opera quand’essa è ancora incompiuta. La creatura gli giura allora vendetta, promettendogli di consumarla durante la sua prima notte di nozze. Victor si rifugia in Irlanda, ma il mostro lo segue e uccide l’amico Henry, facendo ricadere la colpa sul protagonista, che viene incarcerato. Una volta scagionato, Victor torna in patria col padre e sposa Elizabeth, ma la giovane viene uccisa dal mostro la notte stessa della cerimonia, come preannunciato; anche il padre di Frankenstein muore per il dolore. Victor segue le tracce del mostro fino al Polo Nord, dove incontra il capitano Walton. Frankenstein, che insiste inutilmente per proseguire la caccia, muore di lì a poco; Walton scoprirà il mostruoso essere chino sul corpo del suo creatore, intento a compiangerne la morte e rammaricandosi per il dolore causato agli altri. Interrogato dall’uomo sulle proprie colpe, il mostro di Frankenstein ribatte però che tutto è stato causato dall’odio immotivato degli uomini per il suo aspetto, e spiega che egli ormai desidera solo la morte. Disceso dalla nave, si dirige verso nord: nessuno lo vedrà mai più.