mercoledì 29 marzo 2017

Coppie librose, parte I

Benvenuti lettori e lettrici!! 
Questo è un giorno davvero speciale perché inizia ufficialmente una nuova collaborazione con la simpaticissima Cri di “Il mondo di Cry” ed abbiamo ideato per voi una rubrica tutta nuova e soprattutto romantica! 
Ogni mese io e Cri ci immergeremo tra le righe dei nostri libri e tireremo fuori due coppie di carta e tante citazioni romantiche per farvi sognare! 

Pronte per cuori e fiori???
La prima coppia che ho scelto di proporvi è.....





"Nella bella Verona, dove noi collochiam la nostra scena, due famiglie di pari nobiltà; ferocemente l’una all’altra oppone da vecchia ruggine nuova contesa, onde sangue civile va macchiando mani civili. Dai fatali lombi di questi due nemici ha preso vita una coppia di amanti da maligna fortuna contrastati  la cui sorte pietosa e turbinosa porrà, con la lor morte, una pietra sull’odio dei parenti.
Del loro amore la pietosa storia, al cui terribil corso porrà fine la loro morte, e dei lor genitori l’ostinata rabbiosa inimicizia cui porrà fine la morte dei figli: questo è quanto su questo palcoscenico vi rappresenteremo per due ore. E se ad esso prestar vorrete orecchio pazientemente, noi faremo in modo, con le risorse del nostro mestiere, di sopperire alle manchevolezze dell’angustia di questa nostra scena."
Prologo di "Romeo e Giulietta" di Shakespeare.


Si apre così, con questi versi, la più grande tragedia d'amore della letteratura, amata ancora oggi e rappresentata in tutto il mondo! Romeo e Giulietta è una delle tragedie più note di William Shakespeare e venne composta tra il 1594 e il 1596. La vicenda è centrata sullo sfortunato amore di due giovani appartenenti a due famiglie veronesi rivali, i Montecchi e i Capuleti. 
Giulietta Capuleti e' uno dei personaggi piu' conosciuti e amati della letteratura. Unica figlia di una nobile famiglia di Verona, Giulietta e' stata allevata da una balia, sua confidente e custode. Romeo, invece, e' un giovane innamorato appartenente alla casata dei Montecchi. Bello, sensibile e ben educato, lodato anche dai suoi nemici, Romeo non e' solo un amante appassionato, ma un giovane idealista impulsivo ,pronto a vendicare con la morte dell'uccisore, il suo amico Mercuzio. Romeo assassino e suicida, dunque, e nonostante questo eletto a simbolo dell'amore stesso.
Perché? 
Semplice, perché Shakespeare pone l’amore al di sopra di tutto, persino della morte!


Sicuramente conoscerete le tristi vicende dei due amanti, quindi ricordiamo i passi salienti dell’opera attraverso queste citazioni…

Romeo e Giulietta si incontrano per caso e s’innamorano fulmineamente l’uno dell’altro ad un ballo in  maschera a casa dei Capuleti. Romeo vi si era introdotto insieme agli amici Mercuzio e Benvolio. Qui vede per la prima volta Giulietta e subito se ne innamora, ricambiato. Così, all’inizio del secondo atto si congeda dai suoi amici per aspettare, nascosto nel giardino di casa Capuleti, l’occasione per poter di nuovo parlare con Giulietta. Una scelta che viene commentata da Benvolio con la frase:

“L’amore è cieco, e il buio gli si addice.”


Nell’oscurità della notte, nel giardino dei Capuleti, Romeo non si è ancora manifestato e Giulietta parla da sola alla luna, inconsapevole che il suo giovane amato sia lì sotto ad ascoltarla. Anche lei, come il ragazzo, è però conscia del fatto che il loro amore è tanto rapido quanto maledetto. Romeo non potrà mai chiedere al padre di lei di poterla corteggiare. I due non potranno mai promettersi amore in pubblico, né sposarsi alla presenza delle rispettive famiglie. E ad impedire questo lieto epilogo è semplicemente il cognome dei ragazzi. 

“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.”


Arriviamo al punto più famoso di tutta la tragedia di William Shakespeare. Romeo e Giulietta si stanno parlando nella notte, al chiaro della luna. Lui si è appena lanciato in un lungo soliloquio, iniziato subito dopo aver avvistato la sua amata alla finestra e introdotto dalla frase: 

«È l’oriente, lassù, e Giulietta è il sole!». 

Lei, però, non si accorge di lui. È alla finestra e, pensierosa, parla tra sé e sé, tanto è vero che Romeo, in un primo momento, è titubante. 

«Che faccio? – si chiede – Resto zitto ad ascoltarla oppure le rispondo?»

D’altronde lei sospira proprio pensando a lui, a Romeo, come dimostrano le parole che trovate qui di seguito, entrate nella storia della letteratura.

“Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sarò più una Capuleti.”

Romeo la lascerà parlare ancora un po’, permettendo a noi spettatori di udire alcune delle frasi più famose mai vergate da William Shakespeare. Una di quelle battute la vedremo anche nel prossimo paragrafo, una battuta che riflette ancora sull’importanza del nome. Poi Romeo decide di farsi sentire e prorompe con un «Io ti prendo in parola!».



Altre citazioni: 


“Giulietta, la morte ha libato il miele del tuo respiro
ma nulla ha potuto sulla tua bellezza.” 


“Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo? Ah, rinnega tuo padre!... Ricusa il tuo casato!... O, se proprio non vuoi, giurami amore, ed io non sarò più una Capuleti!”


“Che cosa c'è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, sembrerebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” 



“Ah, Giulietta, se la misura della tua gioia è colma come la mia,
ma con più arte di me sai esprimerla a parole,
allora rendi dolce col tuo fiato l'aria che ci circonda,
e lascia che la tua lingua, ricca di musica,
sveli quale felicità fantastica riceviamo l'uno dall'altro in questo caro incontro.” 





Questo era solo il primo post di questa nuovissima rubrica, quindi, se vi è piaciuto lasciate un commento e andate a scoprire quale coppia vi propone la fantastica Cry (QUI ).
A presto!




L'Ottocento

L'Ottocento è un secolo ricco di avvenimenti che influiscono in Europa sul modo di vivere e di concepire l'arte e la letteratura.






Il secolo si apre con l'elezione nel 1804 di Napoleone a Imperatore.
Le vittorie di Napoleone, avevano contribuito a determinare la diffusione in Europa di quegli ideali di libertà uguaglianza e fraternità, propri della rivoluzione francese ma, dopo la sconfitta definitiva a Waterloo, 1815 il Congresso di Vienna, ripristinerà e porterà al crollo delle certezze che il periodo precedente aveva sviluppato.







Oltre che delle trasformazioni sociali e politiche, l'Ottocento è anche il secolo delle grandi scoperte scientifiche:
 - 1839 : Daguerre realizza la prima macchina fotografica;
-  1859 ::Darwin pubblica “L'origine della specie”.
-   L'industrializzazione si sviluppa in Europa a partire dall'Inghilterra provocando una crisi dell'artigianato.




Dal punto di vista sociale, la borghesia si afferma con 
maggiore forza e si pone alla testa di movimenti di opposizione
 liberale e repubblicana. Nascono le società segrete
 con l'intento di rovesciare le monarchie assolute 
a favore di monarchie costituzionali, 
o anche ordinamenti di tipo repubblicano.

  • In arte si affermeranno le tematiche del Romanticismo di origine tedesca, che determineranno una evoluzione verso nuove forme espressive. In contrapposizione al Neoclassicismo, che si riferiva al mondo classico come modello da imitare e ricercava oltre al bello ideale anche valori assoluti e universali, le tematiche del Romanticismo si rivolgeranno al recupero della storia delle singole nazioni e delle singole culture. Il Romanticismo si differenzierà a seconda delle aree. Esisterà un romanticismo inglese, uno italiano, uno francese e uno tedesco. Ogni fenomeno con proprie caratteristiche, seppure improntate ad una unica matrice comune. 

Il maggiore rappresentante del romanticismo tedesco è Frieedrich, che seppe infondere alle sue opere un senso della natura, ora descritta in atmosfere malinconiche tinte da toni sottilmente crepuscolari e rievocanti il tema della morte.
L'arte dei primi dell'Ottocento si trova a dovere assumere delle posizioni che, se da una parte la costringono a differenziarsi dalle precedenti forme di espressione, dall'altra la spingono in alcuni casi, a basare le proprie ricerche proprio sulla scienza, quella scienza che era alla base del pensiero illuministico.
Mentre il Neoclassicismo si riferiva ad un passato ideale, David nei suoi quadri proponeva un ideale di eroismo statico perché idealizzato, nei Romantici il sublime eroico sembra emergere a volte dalla vita stessa e pertanto predilige il movimento. Nel 1818 Gèricault realizza il celebre dipinto intitolato “La zattera della Medusa”. Ispirato ad un fatto di cronaca accaduto nel 1816, dipinge il dramma di un gruppo di uomini in seguito al naufragio della fregata francese, chiamata appunto “medusa”. Il fatto, che colpì molto l'opinione pubblica, avvenne al largo delle coste africane. Solo pochi si salvarono. A parte le polemiche che sorsero quando il dipinto venne esposto al Salon del 1819, l'opera possiede vari elementi di interesse che interessano la sua composizione. Si tratta di una straordinaria fusione di elementi, neoclassici e romantici, che rivelano la fase di passaggio tra le due correnti artistiche.
Altra opera straordinaria per i contenuti innovatori di cui è portatrice è il dipinto di Delacroix che, nel 1830 realizza “La libertà che guida il popolo” riferendosi ai moti del 1830 e realizzando, così, il primo vero quadro ad ispirazione politica in senso moderno.

In Italia il Romanticismo vede in pittura l'affermarsi di un artista veneto, Francesco Hayez. Egli desume i suoi temi dalla storia italiana. Viene apprezzato dai suoi contemporanei proprio per il suo realizzare opere che ben si prestavano ad esaltare i valori risorgimentali.

Il romanticismo inglese invece si rifletterà nella pittura dei paesaggisti inglesi dei primi del secolo.
Come non menzionare Turner che conferisce alle sue opere una interpretazione densa di lirismo. Nelle opere di Turner le forme perdono consistenza per dissolversi, attraverso graduali passaggi, in limpidi toni atmosferici e luministici. L'uomo si pone come parte integrante della natura.


Dal punto di vista letterario nasce il romanzo storico, pullulano penne brillannti in tutta l'Europa.
Vi lascio solo alcuni nomi, sono i personaggi che incontreremo nel nostro "Viaggio nell'Ottocento".....


Keats,  Hugo,  Verga, Baudlaire, Pellico, Leopardi, Dumas padre, Manzoni,
D'annunzio,  Puskin, Le sorelle Brontë , Wilkie Collins , Dickens , Emily Dickinson, Dostoevskij  e molti altri ancora....



https://www.facebook.com/groups/emozionitralerigheilgruppo/


lunedì 27 marzo 2017

Recensione "Charlotte. Storia della piccola Bronte" di Antonella Iuliano a cura di Ilaria Cutrì

Cari lettori, sono felice di parlarvi di un romanzo che mi ha fatto emozionare come non accadeva da parecchio tempo. E' una storia fuori dal tempo, intrisa di amore per i libri e immersa tra nomi di grandi scrittrici: 
le sorelle Bronte. 


Charlotte é la protagonista di una storia meravigliosa, un personaggio che emerge per la sua genuinità, la sua innocenza. È emozionante guardare il mondo con gli occhi di Charlotte, tutto é nuovo, da scoprire!

Grazie all’aiuto della signora Chloe, amica di sua madre e proprietaria di "Cime tempestose", scopre che i libri sono la  sua passione e inizia ad amare la storia delle sorelle Brönte. 

La signora Chloe è il personaggio che ho amato di più. Amante della letteratura, apre il suo cuore alla piccola Charlotte che proprio grazie a lei scoprirà la letteratura e sarà iniziata alla scrittura. 

La signora infatti, tira fuori il potenziale nascosto e le doti che la piccola Charlotte non sa nemmeno di possedere. Lentamente il talento della ragazza emerge facendole acquistare consapevolezza di sé e del mondo che la circonda. 

come cornice della storia c'è un amore narrato in modo delicato, un amore pulito e appassionante. Un grande sentimento che lotta contro le difficoltà e gli ostacoli risultando vincente!

Molto curata la parte in cui si parla delle sorelle Bronte, costruita in modo tale che le informazioni si fondano alla narrazione senza notare bruschi cambiamenti di stile. 
La storia di Antonella Iuliano è  scorrevole e appassionante!
Una lettura consigliata a chi ama la letteratura, le sorelle Bronte e a chi piace immergersi tra le righe di un romanzo senza tempo e capace di far sognare in ogni sua pagina!




Trama:
Sono trascorsi pochi anni dalla fine della guerra nella quale Charlotte Stevens ha perso suo padre. Adesso vive con la madre e l’anziana nonna in un paesino nell’entroterra del Suffolk, in Inghilterra, ma nulla sembra soddisfare il suo animo irrequieto, nessuna vera aspirazione è in grado di farle sognare il domani. I suoi giorni di sedicenne si trascinano monotoni fino a quando, in un tedioso pomeriggio, s’imbatte in un libro, un romanzo destinato a cambiarle la vita per sempre: Cime tempestose di Emily Bronte. L’incontro travolgente con le pagine dell’autrice vissuta un secolo prima accende in lei il desiderio smanioso di emozionarsi ancora e ancora, semplicemente leggendo. Sulle tracce di chi ha scritto la romantica a tetra storia di Heathcliff e Catherine, Charlotte conosce una donna che nel suo elegante salotto custodisce tesori preziosi, i grandi classici della letteratura. Qui fa la “conoscenza” di Charlotte Bronte quando la signora Chloe le affida una copia di Jane Eyre. È l’inizio di un grande amore letterario, di un viaggio senza ritorno, di pomeriggi d’incontri e di letture accompagnate da fumanti tazze di tè che pian piano dissipano le nubi all’orizzonte e portano la ragazza a scoprire la propria vocazione: la scrittura. Ma mentre la donna e la ragazza vivono immerse nella dolce fantasia letteraria, la vita ha già scritto per loro la sua trama.

Per maggiori informazioni  QUI
Titolo: Charlotte - La storia della piccola Bronte
Autore: A. Iuliano
Casa editrice:
Collana: Narrativa
Genere: Storico, Emozionale
Prezzo ebook: € 3,99
Prezzo cartaceo: € 11,60
Pagine: 302
Data di pubblicazione: 2016, 9 Dicembre





Intervista a Barbara Raymondi

Cari lettori, oggi conosciamo insieme Barbara Raymondi,
giovane autrice del romanzo "Le bugie dei bravi ragazzi"


Ciao Barbara, benvenuta nel nostro blog! Per rompere il ghiaccio partirei dalla lettura per poi arrivare alla scrittura. Sicuramente, oltre ad essere un’autrice sarai una grande lettrice! Qual è il primo libro che ti ha appassionata alla lettura?

Dopo aver letto i classici un po’ imposti dai professori del Liceo come Zola, Elsa Morante, Pavese, Svevo, Pirandello, finalmente con Io ti porto via di Ammaniti ho scoperto un altro mondo, una scrittura diversa, senza regole, uno stile meno “classicone” insomma.


Come nasce la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura, prima latente, è esplosa dopo il termine del contratto del mio primo odiato lavoro precario, circa nel 2012. Una mattina ho acceso il portatile, ho iniziato a scrivere e a tradurre le mie sensazioni, la mia rabbia  e non ho più smesso: ne è uscito il mio primo romanzo c’è di peggio e poi Le bugie dei bravi ragazzi. Scrivere mi piace, mi diverto, le ore passano velocissime.

C’è un autore a cui guardi come riferimento dal punto di vista stilistico?               

Dipende dai periodi, dalle letture e da come mi sento, ma a volte mi capita di pensare alla scrittura di Ammaniti, Junot Diaz, Tabucchi, Safran Foer, Hornby.. poi però non so se in effetti seguo il loro stile, magari!


Come è nata l’idea del tuo romanzo? A cosa ti sei ispirata nello scriverlo?

L’idea del romanzo nasce seguendo la cronaca quotidiana e le storie dei ragazzi che vivono vite precarie dal punto di vista lavorativo e sentimentale, sempre in bilico, sempre in attesa di… Della svolta? Di una botta di fortuna? Dell’occasione giusta? E nel frattempo ci si arrangia, ci si arrabbia, ci si deprime o si prende con filosofia.

Parlaci del tuo libro…

Chi sono i bravi ragazzi? Quante bugie è consentito raccontare in una vita? Dove si trova il virtuoso confine da non oltrepassare? Sole è alla ricerca di se stessa, di un fidanzato inafferrabile e di un lavoro che latita ancora di più. Enrico cerca un equilibrio che forse non vuole davvero, ma che gli converrebbe trovare al più presto considerato il futuro che gli si prospetta. Benedetta invece è una ballerina bellissima, quasi perfetta, ma odia la danza classica. Sono tutti nella stessa barca e sicuri di naufragare in un mare agitato dalle troppe bugie raccontate. Non sono cattive persone, sebbene pratichino lavori poco ortodossi, frequentino brutta gente e nascondano segreti sconvenienti. Sono bravi ragazzi in fondo, nonostante tutto. Un giorno le loro vite si intrecceranno cambiandole inevitabilmente, fino a che le bugie diventeranno troppe da sostenere. I protagonisti si sono un po’ persi per strada e tentano di sopravvivere in un mondo che non sembra apprezzarli troppo.

Indica e descrivi in tre aggettivi uno dei protagonisti principali del tuo libro..

Sole è, forse, la protagonista del romanzo: cinica, ironica, intraprendente a modo suo...

C’è qualche curiosità o qualche citazione che vuoi condividere con i lettori di emozioni tra le righe?

C’è una canzone dei Baustelle che mi piace molto, mi ha in qualche modo ispirato e mi ricorda i personaggi del romanzo, (anti)eroi romantici e moderni. Una strofa de “Gli spietati” introduce il libro: Gli spietati salgono sul treno e non ritornano mai più, non sono come noi innamorati eroi, noi due che al binario ci diciamo addio.

Grazie per essere stata con noi e un augurio per la tua carriera!
Grazie mille a te!

Note biografiche sull'autrice: 
Mi chiamo Barbara Raymondi, sono nata a Padova il 07 maggio del 1978, dopo il Liceo Scientifico mi sono iscritta a Scienze della Comunicazione, dove finalmente sono stata libera di studiare quello che mi interessava davvero. Precaria doc, stage in ufficio stampa, lavoretti, lavoracci, ma sempre in attesa della grande occasione! All’attivo due romanzi: c’è di peggio e Le bugie dei bravi ragazzi.


Descrizione libro: 

Chi sono i bravi ragazzi? Quante bugie è consentito raccontare in una vita? Dove si trova il virtuoso confine da non oltrepassare? Sole è alla ricerca di se stessa, di un fidanzato inafferrabile e di un lavoro che latita ancora di più. Enrico cerca un equilibrio che forse non vuole davvero, ma che gli converrebbe trovare al più presto considerato il futuro che gli si prospetta. Benedetta è una ballerina bellissima, quasi perfetta, ma odia la danza classica. Sono tutti nella stessa barca e sicuri di naufragare in un mare agitato dalle troppe bugie raccontate. Non sono cattive persone, sebbene pratichino lavori poco ortodossi, frequentino brutta gente e nascondano segreti sconvenienti. Sono bravi ragazzi in fondo, nonostante tutto.


martedì 21 marzo 2017

Recensione "Amleto" di William Shakespeare a cura di Martina Cutrì

Amleto è una delle tragedie shakespeariane più conosciute e citate. Fu scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602.
È tra le opere più frequentemente rappresentate in quasi ogni paese occidentale, ed è considerata un testo cruciale per attori maturi. 

Titolo: Amleto
Autore: William Shakespeare
Numero pagine:
Edizione:


Trama:
Ad Elsinore, in Danimarca, il fantasma del defunto re appare ad Amleto, suo figlio, e gli chiede di essere vendicato: ad ucciderlo è stato infatti il fratello Claudio che si è ora appropriato del trono e ha sposato la vedova moglie del re, Gertrude.
Il principe assicura di tener fede alla promessa ma, desideroso di avere la concreta prova della colpevolezza dello zio, decide di ritardare il momento della vendetta. La certezza che lo zio sia responsabile della morte del padre gli viene quando, durante uno spettacolo teatrale, mette in scena l’omicidio del defunto re e Claudio, indignato e al contempo impaurito, si alza e se ne va.
Recandosi a parlare con la madre per giustificare il proprio comportamento, Amleto uccide per errore Polonio, consigliere del nuovo re e padre di Ofelia e Laerte. Quest’ultimo, tornato in Danimarca non appena appresa la notizia, dichiara Amleto colpevole della morte del padre e della sorella – che nel frattempo ha deciso di uccidersi per mettere fine al proprio dolore – e lo sfida a duello. In accordo con Claudio, Laerte cosparge la punta della propria spada di una sostanza letale e avvelena anche la coppa dove Amleto dovrà bere in caso di vittoria. In una serie di casuali eventi, però, è la madre Gertrude a bere dalla coppa avvelenata e la letale spada colpisce entrambi i duellanti; prima di morire, Amleto riesce però ad uccidere Claudio.

Recensione:
“Essere o non essere, questo è il problema: è più decoroso per l’anima tollerare i colpi dell’ingiusta fortuna, o prendere armi contro un mare di dolori, e contrastandoli por fine a tutto?” 
Questa non è che la frase simbolo capace di rappresentare a tutto tondo il giovane protagonista: Amleto. Amleto, uno dei personaggi più famosi e amati del grande genio scrittore e drammaturgo inglese, è un personaggio percosso da mille sentimenti e contraddizioni interiori: follia, onore ,amore, vendetta.  L’episodio iniziale, ovvero la comparsa dello spettro del padre, pone il protagonista a conoscenza del tradimento e dell’assassinio per mano del fratello del re allo scopo di usurpargli il trono e la moglie. Questo episodio tormenta l’intera vita di Amleto, e fa sì che lui nutra innumerevoli dubbi e domande senza alcuna risposta. L’unica sua certezza è voler vendicare la morte del padre, “d’ora innanzi i miei pensieri siano di sangue o si disperdano nel vuoto!” (Atto quarto – scena quarte). Ma, quando il giovane decide di attuare il proprio piano di vendetta, è ormai troppo tardi perché viene allontanato dalla Danimarca e mandato in Inghilterra. Al regno lo credono pazzo e pericoloso, l’unica persona a lui fedele è Orazio, amico e confidente del principe.
Se mi chiedessero come definirei Amleto, risponderei: tragedia e vendetta “indiretta”.
Infatti, alla fine dell’opera la vendetta si attua, ma all’oscuro di Amleto: Laerte, figlio di Polonio, sfida a duello Amleto per vendicarsi della morte del padre. Ma, il duello non è che un piano organizzato tra Laerte e Claudio, per uccidere Amleto attraverso un veleno presente sulla spada di Laerte e nel calice dal quale Amleto avrebbe dovuto dissetarsi. Inaspettatamente da quella coppa beve Gertrude, e così in successione, tutti i protagonisti muoiono collocando l’opera tra le tragedie più amate e rappresentate di tutti i tempi nei teatri del mondo.
Leggendo l’opera ci si può rendere conto che il dubbio amletico non è unico, ma ne esistono diversi: l’amore di Amleto verso Ofelia, la presenza dello spettro del re di Danimarca, l’amore provato da Gertrude nei confronti del defunto marito, la vera essenza dell’uomo. Sono tanti i temi affrontati, per i quali questa tragedia potrebbe essere ritenuta sempre attuale, come il narcisismo evidenziato dalle figure di Laerte e Claudio.
L’opera si svolge nel castello reale d Elsinore, in Danimarca, e i suoi dintorni pur rimanendo sullo sfondo, delle vicende e fungendo da cornice alle scene i cui veri e indiscussi protagonisti sono i sentimenti dell’animo umano.
Come sempre, Shakespeare coinvolge il lettore ponendolo davanti ad una storia in cui può specchiare il suo essere e le sue azioni, una storia che rimane attuale e impassibile ai secoli e ci parla attraverso un ritmo che risulta essere a tratti molto incalzante e dinamico, a tratti monotono e lento.

Informazioni sull’autore:
William Shakespeare nacque nel 1564 a nord – ovest di Londra. Terzo di otto figli e proveniente da una famiglia agiata, a soli diciotto anni, sposò Anne Hathaway, di ventisei anni, dalla quale ebbe tre figli. Già nel 1592, W. Shakespeare, è un drammaturgo affermato. Tra il 1600 e il 1608 circa, Shakespeare, scrisse le sue grandi tragedie tra le quali: Amleto, Otello e Macbeth. Dopo una vita di prosperità e ricchezza, si trasferì a Stafford dove, con i proventi della sua professione, acquistò una casa patrizia con giardino. Nel marzo del 1616 firmò il proprio testamento. Morì nell’aprile dello stesso anno.

sabato 11 marzo 2017

Blog tour Festa della donna 2017

Cari lettori e, soprattutto, care lettrici, 
oggi il blog ospita la tappa di chiusura del Blog Tour organizzato insieme a 
in occasione della festa della donna e 
alla fine del Blog Tour ci sarà al possibilità di vincere ben due libri!

Se avete seguito le precedenti tappe avrete già incontrato Audrey Hepburn, Joanne Rowling, Charlotte Bronte, Lady D. e Jane Austen. Oggi tocca a me riportarvi indietro nel tempo e vi farò viaggiare di circa un millennio per incontrare una donna che ha cambiato il corso della storia: Matilde di Canossa.



« Matilde, splendente fiaccola che arde in cuore pio. Aumentò in numero armi, volontà e vassalli, profuse il proprio principesco tesoro, causò e condusse battaglie. Se dovessi citare ad una ad una le opere compiute da questa nobile signora, i miei versi aumenterebbero a tal punto da divenire innumerevoli come le stelle. »
(Donizone, Vita Mathildis, libro II, prologo II)

Nata a Mantova nel 1046, Matilde di Canossa, fu una potente feudataria ed ardente sostenitrice del Papato nella lotta per le investiture. A darle un ruolo di primo piano nella storia fu però il suo essere donna di potere in un'epoca in cui il sesso femminile era considerato nettamente inferiore.


Matilde di Canossa.
Figura tra le più interessanti del Medioevo, riuscì ad unire una certa attitudine per il comando a uno spirito religioso in grado di renderla amabile ai sudditi. Incoronata dall'imperatore Enrico V, nel 1076 entrò in possesso in un territorio piuttosto vasto, comprendente Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana, che aveva il suo centro a Canossa, nell'Appennino reggiano.

Come poche riuscì a affrontare un momento storico complesso, fatto di battaglie e intrighi che le procurarono anche dolori e umiliazioni. Regnò per 40 anni e morì per gotta nel 1115.




L'episodio su cui voglio soffermarmi si cela sotto il nome di "umiliazione di Canossa".....

Siamo in un freddo gennaio del 1077 quando l'imperatore Enrico IV si trova inginocchiato per tre giorni e tre notti innanzi al portale d'ingresso del castello di Matilde, durante una bufera di neve ad implorare perdono.

Perchè?

Castello di Canossa.
Gregorio VII è capo della chiesa cattolica e l'impero è guidato da Enrico IV. Quest'ultimo è stato scomunicato dal Papa e per ottenere la revoca della scomunica inflittagli dal papa, è costretto ad umiliarsi davanti al castello di Matilde durante una bufera di neve.

Matilde, seconda cugina dell'imperatore, si ritenne libera di agire secondo la sua completa volontà e si schierò con decisione al fianco di papa Gregorio VII.

Per intercessione di Matilde di Canossa, Gregorio VII  revocò la scomunica all'imperatore ma non la dichiarazione di decadenza dal trono.


Ho scelto di parlarvi di questa figura in quanto oggi è definita “Protofemminista del Romanico”, “Femminista ante litteram”.

Donna colta e intelligente, Matilde amava circondarsi di teologi, giuristi, clerici, poeti miniatori e alla corte. In un'epoca in cui il potere era nelle mani di soli uomini, ella governava un vasto territorio dell'Italia centro- settentrionale con leggi innovative che indicano una profonda cultura e una personalità decisamente forte e anticonformista.



Adesso vi parlo di due libri in palio per voi:  uno in cartaceo, l'altro in eBook.

"Madame Curie. Indipendenza e modernità" di Pier Luigi Gaspa, edito Imprimatur. 

«Il genio ribelle di Marie non ha investito soltanto la costellazione delle più avanzate teorie della fisica e della chimica… Ha rivoluzionato i costumi abituali del mondo della sua epoca. Dovremmo dire, però, che non era tanto la personificazione di una conoscenza perversa quanto un simbolo di modernità e indipendenza. E tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’intreccio profondo tra il voler scavare oltre le proprietà visibili delle entità materiali e la dedizione al lavoro, nella convinzione che la determinazione nella ricerca e l’insofferenza per i vincoli ingiusti fossero due facce della stessa medaglia: una curiosità che era piacere della scoperta e disprezzo di ogni rischio personale».







"Equinozio d'autunno: Un'avventura di Jane Austen" di  Romina Angelici.

17 settembre 1805. Jane Austen e la sorella Cassandra partono per Worthing. È la stessa Jane a raccontare il suo incontro con i Parker, i Denham e con Miss Charlotte Heywood, simpaticamente rinominata “Miss Guance-rosa”. La trentenne Jane si trova così ad approfondire la conoscenza di Mr. Sidney Parker, che, oltre a costituire un’inaspettata svolta in un soggiorno che rischiava di essere troppo monotono, si rivela un gentiluomo affascinante e divertente. I segni dell’interesse di lui sono chiari ma Jane teme che Sidney non sia del tutto libero, perché già legato a un’altra… Equinozio d’autunno apre la serie “I diari segreti di Jane Austen” e racconta della nascita del romanzo Sanditon, rimasto incompiuto.










Concorrere per vincerli è semplicissimo! Seguite queste tre piccole regole e..... Buona fortuna!!!

1. Iscriversi ai lettori fissi di tutti i blog che ospitano il blogtour:
  1. Il libro sulla finestra
  2. La libreria di Emma Braccani
  3. Hope and paper
  4. Living among the books
  5. Il confine dei libri
  6. Dipendente dai libri
  7. Emozioni tra le righe


2. Mettere Mi Piace su Facebook alle pagine Imprimatur e Pink edizioni e su Instagram.

3. Condividere su Instagram la foto del calendario sotto e taggare @giuliabac23.







sabato 4 marzo 2017

Intervista a Federica Fasolini

Oggi dedichiamo un piccolo angolo del nostro blog a Federica Fasolini, giovane scrittrice emergente  autrici di due romanzi che sarà lei stessa a presentare.

Cara Federica,  benvenuta nel nostro blog! Per rompere il ghiaccio inizierei con una domanda molto semplice: qual è il primo libro che ti ha appassionata alla lettura?
Il primo libro che mi ha avvicinata alla lettura è stato “Un regalo per Miss Grey” di Kristan Higgins. È un romanzo rosa ma con la giusta dose di romanticismo e ironia.
2.      Come nasce la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura nasce all’età di quindici anni. Quando ero in vacanza con i miei genitori, essendo figlia unica, a volte mi annoiavo, così oltre a leggere un sacco di libri, un giorno mi venne un’idea. Presi il mio computer e cominciai a scrivere la mia prima storia. Da quel giorno capii che scrivere mi piaceva. Mi faceva sognare ad occhi aperti, mi distraeva dalla realtà non sempre bella e facile e in più mi dava l’opportunità di inventare un sacco di storie, personaggi e avventure che magari io non avrei mai conosciuto o fatto. Scrivere per me significa questo, indossare ogni volta una maschera diversa e personificare un personaggio differente, rendendomi un tutt’uno con esso, vivendo le sue emozioni, i suoi sentimenti e le sue vicende quasi come se fossero mie. Scrivere inoltre, è un modo bellissimo per girare il mondo o informarsi, in quanto quando si scrive un romanzo bisogna sempre cercare una location in cui ambientarlo e facendo così ho scoperto molte curiosità sulle città del mondo. Quando uno scrive, è come se gli si aprisse un altro mondo proprio davanti agli occhi, ed è per questo che io amo farlo.
3.      C’è un autore a cui guardi come riferimento dal punto di vista stilistico?
Sì, la mia autrice preferita è come vi ho già anticipato, Kristan Higgins. Lo so, non è conosciuta quanto una Jay Crownover o una Jennifer Armentrout ma i suoi libri devono essere letti comunque.  i suoi romanzi oltre che ad essere dei romanzi rosa, ovvero il genere che io preferisco, sono anche ricchi di umorismo, complicità tra i protagonisti, passati non sempre rosei e argomenti e problematiche quotidiane. Quando scrivo un libro, io mi ispiro a lei. Cerco di ricreare in me il suo spirito e il suo stile sobrio ma al contempo schietto e sincero rendendolo però mio, inserendoci la mia personalità.
4.      Come è nata l’idea del tuo romanzo? A cosa ti sei ispirata nello scriverlo?
L’idea del mio romanzo è nata dalla lettura. Divoro quasi un libro al giorno e allora mi è venuto in mente di cimentarmi anche io nella scrittura di un romanzo rosa. Inizialmente ho voluto creare una serie così che i libri fossero collegati l’uno all’altro solo dal legame famigliare e per uno scrittore esordiente è molto più semplice creare una serie che tanti libri diversi tra di loro.
Parlaci dei tuoi libri…
I miei libri al momento sono tre e fanno tutti parte della Florence’: “Un matrimonio di troppo a Myrtle Beach” che al momento non è disponibile online causa revisione, “Imprevedibilmente Noi” , il secondo volume della serie e “Io credo in te(I believe in you)” che è il romanzo conclusivo.
Trama “Imprevedibilmente noi”:
Cos’avranno in comune una casa da ricostruire, un orfanotrofio e una bambina?
Freya, la secondogenita della famiglia Foster, incontra per caso Shane Carter, un brillante, sexy e tatuato ingegnere. Lavoreranno insieme alla ricostruzione di una casa di una famiglia che aveva perso tutto a causa di un violento temporale. Stando a contatto tutti i giorni, scopriranno emozioni che nessuno dei due aveva mai provato. Alla fine del loro progetto, Shane penserà ancora di non essere fatto per l’amore oppure la bella e tenace Freya riuscirà ad abbattere quel muro di ghiaccio che da anni tratteneva le sue emozioni? Tra crisi famigliari, un fratello tatuatore, una ex- fidanzata assillante e una madre che torna dopo tanti anni a farsi sentire, cosa succederà tra i due?
Trama “Io credo in te(i believe in you)”
Bryan Carter, tatuatore di successo, si è da poco trasferito nella tranquilla cittadina di Florence, nel South Carolina, per stare accanto al fratello Shane e alla sua nuova famiglia.
Con un passato ingombrante e doloroso alle spalle, Bryan fatica a credere di avere diritto ad avere una seconda possibilità, ma tutto cambia quando per caso si scontra con due occhi azzurri color ghiaccio e una chioma bionda. Ammaliato dalla bellezza di quella ragazza, Bryan non si accorge però di averle rovesciato  il caffè bollente sul suo bellissimo cappotto bianco. Quegli occhi che prima sembravano così innocui e dolci, ora sembravano volerlo fulminare. La ragazza, visibilmente irritata, se ne va senza nemmeno dirgli il suo nome.
Scarlett Meyer, dopo essere tornata in città dopo diversi anni di assenza, trova un lavoro come cameriera presso il Florence caffè, il noto bar della cittadina. Casualmente, quando s’imbatte di nuovo nel ragazzo dal bel sorriso vorrebbe scappare via, lontano da lui ma allo stesso tempo prova anche dell’attrazione per quell’affascinante ragazzo tatuato.
Tra di loro scoppiano scintille. Entrambi sono attratti l’uno dall’altro, ma si tratta solo di semplice attrazione o forse c’è dell’altro? Cosa succederà quando entrambi capiranno di essere l’uno l’àncora di salvezza dell’altro? Cosa farà Scarlett quando scoprirà cosa nasconde Bryan nel suo passato? Scapperà come hanno fatto tutte le altre oppure gli rimarrà accanto? Ma soprattutto, quando il passato tornerà a bussare alle loro porte, sapranno come affrontarlo?
Questi sono i miei due libri disponibili online ma in questo periodo sto già scrivendo un altro libro che farà parte di una nuova serie.
5.      Indica e descrivi in tre aggettivi uno dei protagonisti principali del tuo libro..
Se dovessi descrivere con tre aggettivi Freya, la protagonista di “Imprevedibilmente noi” sarebbero sicuramente:
·       Altruista;
·       Schietta e diretta nel dire ciò che pensa
·       Caparbia
Se invece dovessi descrivere con tre aggettivi Bryan, il protagonista di “Io credo in te(I believe in you) sarebbero sicuramente:
·      Troppo ipercritico nei suoi confronti,
·      Generoso e altruista con il prossimo
·      Estremamente amorevole

6.      C’è qualche curiosità o qualche citazione che vuoi condividere con i lettori di emozioni tra le righe?
Le citazioni che mi piacciono di più dei miei libri sono:

·        “You are the ones that my soul loves”
·        “Per questo natale non serviranno milioni di luci per illuminare casa tua, bastarà il tuo sorriso”
·        I believe in you
·        L’unica cosa di cui vorrei essere consapevole è il tuo sorriso.
E poi basta, altrimenti vi racconto un po’ troppo dei miei romanzi!


Grazie per essere stata con noi e un augurio per la tua carriera!
Grazie ancora per la disponibilità, a presto!




Note biografiche:
Mi chiamo Federica e ho 20 anni. Abito in un paesino vicino a Milano con i miei genitori e la mia cagnolina di nome Bijoux. Ho frequentato un istituto tecnico per geometri e ora lavoro con mio padre nell’azienda di famiglia, ma nel tempo libero mi dedico alla lettura e alla scrittura.
Ho un solo tatuaggio che ho fatto l’anno scorso, è una fare: “You are so much more”, per ricordarmi che nessuno potrà mai dirmi che non sono abbastanza brava o non sono all’altezza di fare qualcosa, e soprattutto per ricordarmi che posso sempre migliorare.
Il week and mi piace passarlo in compagnia dei miei amici o del mio fidanzato, oppure anche con un buon film o libro. Adoro stare all’aria aperta, soprattutto quando c’è il sole ma amo anche le giornate di pioggia, perché sono quelle migliori per scrivere o leggere, sono cariche di ispirazione.


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