scorri "scrittori"

Recensione "Amleto" di William Shakespeare a cura di Martina Cutrì

Amleto è una delle tragedie shakespeariane più conosciute e citate. Fu scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602.
È tra le opere più frequentemente rappresentate in quasi ogni paese occidentale, ed è considerata un testo cruciale per attori maturi. 

Titolo: Amleto
Autore: William Shakespeare
Numero pagine:
Edizione:


Trama:
Ad Elsinore, in Danimarca, il fantasma del defunto re appare ad Amleto, suo figlio, e gli chiede di essere vendicato: ad ucciderlo è stato infatti il fratello Claudio che si è ora appropriato del trono e ha sposato la vedova moglie del re, Gertrude.
Il principe assicura di tener fede alla promessa ma, desideroso di avere la concreta prova della colpevolezza dello zio, decide di ritardare il momento della vendetta. La certezza che lo zio sia responsabile della morte del padre gli viene quando, durante uno spettacolo teatrale, mette in scena l’omicidio del defunto re e Claudio, indignato e al contempo impaurito, si alza e se ne va.
Recandosi a parlare con la madre per giustificare il proprio comportamento, Amleto uccide per errore Polonio, consigliere del nuovo re e padre di Ofelia e Laerte. Quest’ultimo, tornato in Danimarca non appena appresa la notizia, dichiara Amleto colpevole della morte del padre e della sorella – che nel frattempo ha deciso di uccidersi per mettere fine al proprio dolore – e lo sfida a duello. In accordo con Claudio, Laerte cosparge la punta della propria spada di una sostanza letale e avvelena anche la coppa dove Amleto dovrà bere in caso di vittoria. In una serie di casuali eventi, però, è la madre Gertrude a bere dalla coppa avvelenata e la letale spada colpisce entrambi i duellanti; prima di morire, Amleto riesce però ad uccidere Claudio.

Recensione:
“Essere o non essere, questo è il problema: è più decoroso per l’anima tollerare i colpi dell’ingiusta fortuna, o prendere armi contro un mare di dolori, e contrastandoli por fine a tutto?” 
Questa non è che la frase simbolo capace di rappresentare a tutto tondo il giovane protagonista: Amleto. Amleto, uno dei personaggi più famosi e amati del grande genio scrittore e drammaturgo inglese, è un personaggio percosso da mille sentimenti e contraddizioni interiori: follia, onore ,amore, vendetta.  L’episodio iniziale, ovvero la comparsa dello spettro del padre, pone il protagonista a conoscenza del tradimento e dell’assassinio per mano del fratello del re allo scopo di usurpargli il trono e la moglie. Questo episodio tormenta l’intera vita di Amleto, e fa sì che lui nutra innumerevoli dubbi e domande senza alcuna risposta. L’unica sua certezza è voler vendicare la morte del padre, “d’ora innanzi i miei pensieri siano di sangue o si disperdano nel vuoto!” (Atto quarto – scena quarte). Ma, quando il giovane decide di attuare il proprio piano di vendetta, è ormai troppo tardi perché viene allontanato dalla Danimarca e mandato in Inghilterra. Al regno lo credono pazzo e pericoloso, l’unica persona a lui fedele è Orazio, amico e confidente del principe.
Se mi chiedessero come definirei Amleto, risponderei: tragedia e vendetta “indiretta”.
Infatti, alla fine dell’opera la vendetta si attua, ma all’oscuro di Amleto: Laerte, figlio di Polonio, sfida a duello Amleto per vendicarsi della morte del padre. Ma, il duello non è che un piano organizzato tra Laerte e Claudio, per uccidere Amleto attraverso un veleno presente sulla spada di Laerte e nel calice dal quale Amleto avrebbe dovuto dissetarsi. Inaspettatamente da quella coppa beve Gertrude, e così in successione, tutti i protagonisti muoiono collocando l’opera tra le tragedie più amate e rappresentate di tutti i tempi nei teatri del mondo.
Leggendo l’opera ci si può rendere conto che il dubbio amletico non è unico, ma ne esistono diversi: l’amore di Amleto verso Ofelia, la presenza dello spettro del re di Danimarca, l’amore provato da Gertrude nei confronti del defunto marito, la vera essenza dell’uomo. Sono tanti i temi affrontati, per i quali questa tragedia potrebbe essere ritenuta sempre attuale, come il narcisismo evidenziato dalle figure di Laerte e Claudio.
L’opera si svolge nel castello reale d Elsinore, in Danimarca, e i suoi dintorni pur rimanendo sullo sfondo, delle vicende e fungendo da cornice alle scene i cui veri e indiscussi protagonisti sono i sentimenti dell’animo umano.
Come sempre, Shakespeare coinvolge il lettore ponendolo davanti ad una storia in cui può specchiare il suo essere e le sue azioni, una storia che rimane attuale e impassibile ai secoli e ci parla attraverso un ritmo che risulta essere a tratti molto incalzante e dinamico, a tratti monotono e lento.

Informazioni sull’autore:
William Shakespeare nacque nel 1564 a nord – ovest di Londra. Terzo di otto figli e proveniente da una famiglia agiata, a soli diciotto anni, sposò Anne Hathaway, di ventisei anni, dalla quale ebbe tre figli. Già nel 1592, W. Shakespeare, è un drammaturgo affermato. Tra il 1600 e il 1608 circa, Shakespeare, scrisse le sue grandi tragedie tra le quali: Amleto, Otello e Macbeth. Dopo una vita di prosperità e ricchezza, si trasferì a Stafford dove, con i proventi della sua professione, acquistò una casa patrizia con giardino. Nel marzo del 1616 firmò il proprio testamento. Morì nell’aprile dello stesso anno.