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Intervista a Patrich Antegiovanni

Cari lettori, oggi sono lieta di ospitare nel nostro blog Patrich Antegiovanni,
 giovane scrittore emergente che ho avuto modo di conoscere recentemente sul nostro gruppo lettori. Patrich è autore del mystery Thriller  “L’altare dell’abisso “ e oggi sarà nostro ospite per farsi conoscere e parlarci del suo libro. 


1. Benvenuto su “Emozioni tra le righe”, Patrich. Parlaci un po’ di te…

Ciao Ilaria e grazie per l’ospitalità. Vediamo un po’, vi parlo di me, ok… a questa domanda permettimi di rispondere come mi piace. Per me sono IO, parte del tutto. La questione è chi sono per gli altri e questo è molto relativo... come il tutto di prima. Mi spiego, per mia moglie sono il marito con cui è cresciuta fin dall’università, per mia figlia di cinque mesi sono il padre, anzi per ora sono il giullare che la fa ridere e con cui giocare, per i miei genitori sono io il figlio oramai troppo cresciuto, per i nostri cinque gatti sono il distributore di cibo e coccole. Nel lavoro sono un naturalista, un consulente ambientale e un collaboratore dello studio bibliografico di mia moglie. L’ho lasciato per ultimo, ma per i lettori sono l’autore e spero l’amico che li accompagna aiutandoli a evadere dalla realtà e dallo stress, sperando di fornire spunti su cui ragionare. Adoro leggere e ancora più scrivere.


2. Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre scritto, ma non mi ero mai cimentato con un romanzo, mancava l’inspirazione. Prima scrivevo storie o impressioni; poi relazioni per il lavoro, e anche istruttorie o ricerche, per me l’importante è sempre stato comunque scrivere di qualsiasi cosa. Alla fine mi sono accorto che scrivendo sento la pace interiore della meditazione, entrambe sono due modi di vivere il presente estraniandosi da passato e futuro. Così ho cominciato a studiare con più attenzione la scrittura creativa e trovata l’ispirazione ho “composto” il primo romanzo L’Altare dell’Abisso.


3. C’è un autore o un romanzo in particolare a cui guardi come riferimento nel mondo letterario?

Non riesco a indicare un romanzo su tutti, ne adoro troppi, come amo i loro inventori. Leggere per me è come scrivere, una cosa fondamentale. Negli anni molti scrittori sono passati sotto sotto i miei occhi, li ho apprezzati spaziando nei secoli e nei generi: da Hugo a Dumas, da Dickens a Tolstoj e Dostoevskij, da Tolkien a Martin, da Verne a Salgari, dalla Radcliffe a Poe, dalla Christie a Moravia, da Verga a Steinbeck, da Orwell a Eco, da Golding a Baricco, da Collins a Sue, da Zola a Balzac, da Huxley a Capote, da Hesse a Marquez, da Saint-Exupéry a Bach, da King a Carver e ancora potrei andare avanti a lungo, quelli citati sono solo una parte e gli autori non citati sono altrettanto importante per me, ma vorrei aggiungere altri che si sono occupati e si occupano di tematiche diverse, non romanzi, ma saggistica e che per me sono molto importanti parlo di Dawkins, di Darwin, della Carson, di Ajahn Sumedho, di Ajahn Chah, Tich Nath Han, Kalu Rinpoche e anche qui tanti altri.

4. Raccontaci del tuo romanzo…

Fedro Soli è un trentenne di Parma insoddisfatto della sua vita. Ha sposato Amalia e da lei aspetta un figlio che lo obbliga ad essere responsabile, ma Fedro vuole solo scrivere e ciò provoca continue liti con la moglie. Il protagonista no ha nemmeno un buon rapporto con la famiglia di origine per episodi del passato. Da un anno Fedro e Amalia vivono a Bevagna, in Umbria, perché rimasti affascinati dal borgo medioevale, dalla campagna e dal vivere sano. Conosce dei vicini produttori di vino, i Cecagallina, e diventa molto amico di Saverio, il figlio del capofamiglia Vareno. Saverio oltre a essere un ottimo vignaiolo ha la passione dell’archeologia e scava nelle campagne circostanti in cerca di reperti archeologici.
La trama si “slaccia” tra sogni onirici rivelatori e strani eventi, finché una notte un omicidio e una scomparsa daranno il via a una catena di avvenimenti che coinvolgeranno Fedro e il lettore in una serie di misteri, scomparse, riti alchemici, scontri di religioni e tradizioni legati agli antichi fasti degli Umbri e non solo. Fedro dovrà fare i conti anche con il suo passato.
Colpi di scena e sconcertanti verità accompagneranno Fedro nella sua catarsi. Ma attenzione nulla è ciò che sembra né per Fedro né tantomeno per il lettore.

5. Cosa ti ha ispirato nello scrivere questa storia? Un avvenimento, una situazione?

Quando nel 2012 io, mia moglie e tre gatti ci siamo trasferiti a Bevagna spesso mi trovavo a guardare dal giardino, o dalla finestra la campagna che mi circonda. All’inizio ho notato l’armonia, l’equilibrio e il lavoro nei campi, ma poi ho scoperto due luoghi interessanti a pochi passi da casa, due risorgive sconosciute ai più, una è un lago profondo tredici metri. Proprio il Lago Aiso, è tristemente famoso nella zona e in internet per le leggende, è circondato da un alone di mistero, ma è anche un SIC, ovvero un Sito di Interesse Comunitario dal punto di vista naturalistico un po’ colpito dall’incuria. Questo lago è citato nella cartografia antica a volte con il toponimo Aso proveniente dall’Umbro e sta per ara, altare, in altre carte come Abisso, come tutt’ora lo chiamano gli abitanti per la credenza che non ha fondo. Per il titolo del romanzo ho preso spunto proprio dal gioco dei due toponimi. L’altro luogo è l’Aisillo Fanelli, ovvero una piccola risorgiva che nasconde sotto le sue acque un luogo di culto romano e forse Umbro lasciato al buon cuore del proprietario. La prima ispirazione è nata così, poi ci sono i libri antichi con cui lavoriamo e così dallo studio dell’alchimia antica ha preso forma l’idea di far diventare una campagna bucolica e idilliaca l’ambientazione di un thriller.



6. Qual è il messaggio che si nasconde tra le righe di “L’altare dell’abisso “?


L’Altare dell’Abisso è un libro a strati. Il lettore, sfogliando le pagine virtuali o cartacee, ne sfoglia anche i livelli. È un libro dove ognuno può decidere dove “accomodarsi”, il primo strato è il mistery thriller, ma ci si può riparare nell’amore, è anche un’opera di alchimia che tratta l’esoterismo con studio e cognizione di causa. Il lettore può sostare nell’ambientazione contadina e storica del paesaggio umbro, nella natura, o nella vita godereccia ricca di ricette e di buon vino, può essere ammaliato dal livello musicale sia per quanto riguarda i brani citati che per la vera e propria musicalità del testo con cambi di ritmo e stile a seconda di dove si è nel processo di trasformazione del personaggio, fino ad arrivare alla narrativa pura, quella con cui confrontarsi: una sorta d’iniziazione catartica sia per Fedro che per il lettore; è anche un romanzo di denuncia verso il consumismo e a favore della sostenibilità sociale e ambientale.


7. C’è qualche curiosità o qualche citazione che vuoi condividere con i lettori di emozioni tra le righe?

Curiosità molte, ad esempio… ho scritto il romanzo con degli A4 davanti agli occhi, in ognuno di questi fogli c’era e c’è la foto e la firma di uno degli autori con cui ho iniziato ad adorare scrittura e lettura. Stupita? Non mi sono mai creduto alla loro pari, volevo che mi fossero d’ispirazione. Ho chiesto ai volti di Hugo, Dumas, Dickens, Tolstoj e Dostoevskij di essere la mia musa. Che pazzia, però un briciolo di loro silenti me lo hanno passato.

Un’altra curiosità? Durante la scrittura a volte ho dovuto lasciare il romanzo per non rischiare di essere travolto dagli eventi e dai personaggi quando chiudevo gli occhi o mi affacciavo alla finestra di casa. Ho trovato difficoltà perché i personaggi si muovono dove mi muovo io, la loro storia e la mia vita hanno la stessa ambientazione esterna.

Non posso dirti tutto, ma ti lascio un’ultima curiosità, la copertina. È nata da una foto.

Quando dovevo scrivere l’incipit del capitolo quattro dove ho descritto il centro storico di Bevagna come fosse un fiume ho girato per il paese con la macchina fotografica scattando foto di particolari, tra cui una grande finestra antica con una vetrata di quadrati di vetro a piombo e un’inferriata robusta ben saldata alla pietra calcarea del muro. Studiando la foto ho pensato ai secoli di segreti celati ai passanti e mi è tornata in mente quando dovevo scegliere una copertina, è diventata la finestra sui segreti e i misteri raccolti nel libro. A questa foto ho applicato un effetto fuoco, altro elemento fondamentale del romanzo insieme all’acqua, il fuoco che non brucia, il fuoco alchemico. Infine ho aggiunto un effetto vetro rotto dato che il lettore può rompere il vetro piombato della finestra e bearsi dei segreti contenuti. Così è nata la copertina…

Sono molti gli estratti che potrei citare, i lettori possono trovarli nella mia pagina autore Patrich Antegiovanni. 
Vorrei comunque concludere con due citazioni del libro di natura completamente opposta, forse indicative degli strati presenti: 

“Arrivarono per caso. […] si innamorò a prima vista della piccola pianura padana, come adoravano chiamarla, del vivere sano e della originalità del borgo, all’apparenza semplice e genuino. Fedro apprezzò da subito i pregi della campagna: comprare o barattare uova, carne e verdure dagli sparuti vicini, raccogliere i propri frutti e nutrirsi delle erbe spontanee che crescevano in giardino o lungo i greppi; gesti sostenibili in un mondo insostenibile. Riuscì ad apprezzare anche la relatività del tempo, il suo scorrere a tratti piacevolmente lento.”

“A bordo lago, l’acqua lambiva la suola delle scarpe da tennis e la disperazione aiutava le braccia a reggere il macigno bloccato contro il petto. La fune avvolgeva stretta il masso in un nodo al centro e da lì si srotolava contorcendosi e imbevendo le fibre nel liquido per poi risalire a riva e ridiscendere fino all’estremità opposta legata al piede destro dell’uomo. Il vento scompigliava i neri capelli ribelli, l’acqua del lago davanti a sé ribolliva per lo scroscio della pioggia.
Un rubino lampeggiava al cielo imbufalito. Un diluvio di fuoco. Un altro passo e sarebbe stato l’abisso ad accoglierlo nell’ultima danza.”


Grazie per essere stato con noi e un augurio per la tua carriera!

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Bevagna, nella tranquillità apparente della piana umbra, dove il Lago Aiso si incastona tra i campi, la vita di Fedro Soli, un trentenne di Parma, proprio non va: il lavoro, l'aspirazione, i litigi con la moglie Amalia e la paternità non voluta. Ma nulla è come crede. In pochi giorni Fedro passerà attraverso una scomparsa, un omicidio, antichi tomi di alchimia, personaggi coloriti e una mescolanza di religioni fino ad affrontare l’Ordine degli Adepti e il suo scopo finale. Invischiato, senza poter scegliere, in forze oniriche ed ermetiche, nella potenza dell’amore e del fascino esotico. Ma disperazione infonderà coraggio e istintività provocandolo affinché concluda il percorso di metamorfosi e abbia la sua personale, al contempo dolorosa, rivelazione.
Anche per il lettore dell’Altare dell’Abisso nulla sarà come sembra, sballottato tra bugie e verità, colpi di scena e ribaltamenti, finta stasi e strappi improvvisi, archeologia indigena e futuro universale. Il mix deflagrante che rende questo mystery thriller un romanzo d’assaporare fino all’ultima sillaba.
“Mutamento, fuoco che non brucia né distrugge, putrefarà, corromperà, genererà e perfezionerà. Nero tramuterà in bianco prima, in giallo poi e partorirà rosso. Fuoco umido di quattro colori, le fiamme che compiranno l’Opera.”


Note biografiche autore:

Patrich Antegiovanni, naturalista, consulente ambientale, ricercatore in ambito scientifico per privati ed enti pubblici, inoltre collabora nella gestione di uno studio bibliografico. Nato a Rho, Milano, dopo aver vissuto in varie zone dell’Umbria da qualche anno risiede nella campagna di Foligno.