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Recensione "Lo scarabocchio" di Cinzia Nazzareno a cura di Ilaria Cutrì

Buongiorno lettori!!! 
Oggi vi parlo di un libro che mi ha regalato forti emozioni, si tratta del secondo romanzo di Cinzia Nazzareno dal titolo  “Lo scarabocchio” edito da Bonfirraro Editore uscito il 13 marzo 2017.



Titolo: Lo scarabocchio
Autore: Cinzia Nazzareno
Prezzo: € 16,90
Pagine: 244
Data di pubblicazione: 25/03/2017
Editore: Bonfirraro Editore
Genere: Narrativa


Sinossi ufficiale:

Olmo è un piccolo borgo della Sicilia degli anni ’70. È qui che vive la famiglia, apparentemente felice, di Filippo Aletta. Soltanto l’ultimogenito, lo strano e tormentato Gianni detto “Genny”, desta alcune preoccupazioni.
Quando una notte, nel fienile, il padre lo scorge in atteggiamenti equivoci con lo sgorbio del villaggio, prende coscienza con amarezza della sua vera identità sessuale di donna intrappolata nel corpo di un ragazzo e, in preda a una crisi di nervi, lo caccia da casa e gli intima l’immediato trasferimento a Roma. È lì che l’ingenuo Genny spera di incontrare il vero amore… Con una struttura a cornice che apre, pervade e chiude il racconto e che ne rivelerà il messaggio più profondo, la storia è il crudele affresco di una società cieca e bigotta, pervasa da infiniti pregiudizi nei confronti della “diversità”, e prosegue con travolgenti colpi di scena, fino a giungere a uno struggente finale mozzafiato.


Recensione:




Lo scarabocchio è un disegno dalle linee confuse, che si mescolano alle parole e ai pensieri...
Lo scarabocchio ha tratti marcati come solchi profondi, decisi, vivi...
Lo scarabocchio ha un nome, anzi due, è Gianni o Genny 
e sarà impossibile non
 emozionarsi per la sua storia!


Cari lettori, siamo negli anni '70 in un piccolo paese della Sicilia ed è qui che la nostra storia ha inizio...


Filippo e Caterina si amano e hanno una bellissima famiglia, non immaginano che uno dei loro figli, Gianni, non sia esattamente il figlio che si aspettavano.
E' in modo brusco e inaspettato che Filippo scopre Gianni in atteggiamenti indiscreti nel fienile con Ciro ed è da lì che, deluso, ferito, tradito, lo costringe ad andar via dal borgo.
Le vicende di Gianni, che ormai si fa chiamare Genny, si muovono da Olmo a Roma ed è qui che vi esorto a leggere il libro perchè a Roma le dinamiche cambiano e tutto si intreccia fino ad un epilogo sorprendente.


Il cuore della storia è questo che vi ho appena sintetizzato, ma è ben protetto da una cornice: Albina sta scrivendo la tesi ed è alla ricerca di un fatto sociale importante da analizzare. E' così che la nonna le racconta di questo fatto che aveva scosso il paesino qualche decennio prima, la nonna diventa la prima narratrice della storia, fornisce alla nipote tutte le informazioni che le necessitano per la tesi, ma poi cede il posto a Mila.
Con Mila la narrazione si sposta dal filone conoscitivo a quello emozionale. Mila racconta soffermandosi spesso per via del pianto, della rabbia e di qualche dolce parola per la sua Genny.
Mila racconta per dare un senso ai fatti, perchè si conosca il vero animo di quella che lei, senza vergogna, definisce la sua sorellina.


La Nazzareno porta in scena un'intera famiglia con le sue fragilità, la contestualizza prima nella mentalità di un borgo siciliano, poi nella capitale mettendo in luce come giudicare la  "diversità" non sia una questione di posizione geografica.
Il "diverso", purtroppo, è sempre al centro di giudizi. Ciò che cambia è il come il "diverso" è giudicato.


Il modo in cui la società si approccia a Genny è completamente diverso ad Olmo e a Roma ma, qualunque sia il modo, Genny risulta essere vittima di mostri senza scrupoli.
La mentalità chiusa e bigotta è quella di quaranta anni fa, ma oggi non è radicalmente cambiata e il romanzo risulta fortemente attuale.


"Gianni era delicato, poetico, Gianni era un sognatore, e i suoi sentimenti, anche quelli amorosi non erano mai sporchi."

- Citazione tratta dal romanzo-


Il tema della identità sessuale è colonna portate del romanzo, è trattato con delicatezza e cura mettendo in luce tutto ciò che accompagna la voglia e la necessità di portare Genny alla luce del sole.
Gianni sognava di librare le ali su un mondo che era troppo basso per lui, che non lo comprendeva e non lo accettava. Non gli importava quanto sarebbe costato diventare Genny, perchè il suo più profondo desiderio era essere Genny.



"...Lui avrebbe preso i colori più belli, la tela più grande e usando la fantasia più sfrenata avrebbe dipinto il suo mondo esattamente come voleva che fosse, diversamente e tutto al contrario rispetto a come gli altri volevano che lo vivesse"- Citazione tratta dal romanzo-

Con uno stile semplice  e scorrevole, intervallato da frasi dialettali che conferiscono intimità ai dialoghi tra i personaggi, tra le pagine del romanzo si muovono diversi narratori che forniscono al lettori punti di vista diversi con un unico obiettivo: rendere giustizia a Genny.


La denuncia sociale è forte, viva e 
il romanzo assume quasi le sfumature di un memoriale.


Ho rivisto in questa storia un'epopea familiare, una di quelle tradizionali, legate alla letteratura siciliana verghiana. E' visibile un certo collegamento con l'ideale dell'ostrica:  quando Mila si sposa e si trasferisce a Roma, quando i fratelli maggiori vanno via da Olmo per lavoro, quando Gianni arriva a Roma, si innesca un meccanismo che porta alla disgregazione.
Tutto nasce dalla famiglia, dal dolore, quello di Filippo, che deriva dal non riuscire a comprendere la diversità del figlio, mentre l'amore , quello di Caterina e Mila, anche se incondizionato e puro, non è sufficiente in quella mentalità intrisa di maschilismo e bigottismo.
Alla fine della storia la famiglia non esiste più.


«Sei uno scarabocchio, Gianni! Un difetto impossibile da correggere», aveva replicato Filippo. «Hai proprio ragione, papà, sono uno scarabocchio di cui adesso ti vergogni», rispose freddamente Gianni, apparentemente senza scomporsi. Ed era uscito in fretta dalla stanza, fiero, coraggioso, senza voltarsi.
- Citazione tratta dal romanzo-




Lacrime.


Alla fine saranno loro a terminare con voi la lettura perchè non si può rimanere insensibili alla storia di Genny, non si deve essere insensibili alla violenza!

Consiglio la lettura a chi ama letture che affrontano tematiche sociali, a chi soffre di bigottismo, a chi si sente legato alla bellissima Sicilia, a chi vuole conoscere l'anima gentile e pura che Cinzia Nazzareno ha creato.