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Recensione "Memorie di una geisha" di A.Golden a cura di Ilaria Cutrì

Cari lettori, ho deciso di scrivere le impressioni di questa lettura 
subito dopo averla conclusa. Solitamente attendo. 
Attendo che le sensazioni, le emozioni si depositino sul mio cuore prima di iniziare a raccontare. 
Questa volta però, ho come la sensazione che, 
se passerà molto tempo prima che ve ne parli, 
la magia sarà svanita e ritornerò alla mia quotidiana realtà troppo in fretta

Dimenticherei i ciliegi in fiore, il quartiere Gion di Kyoto, antica capitale imperiale del Giappone e Sayuri Nitta, il personaggio ( mai storicamente esistito) di cui tratta il romanzo.





Titolo: Memorie di una Geisha
Autore: Arthur Golden
Genere: Narrativa storica
Listino: € 10,00
Editore:TEA
Collana:I Grandi
Data uscita:09/10/2008
Pagine:571
Formato:Tascabile
Lingua:Italiano
Prima pubblicazione: 27 settembre 1997
Adattamenti cinema: Memorie di una geisha (2005)













"Immaginiamo di essere seduti, voi e io, in una stanza silenziosa affacciata su un giardino, a parlare del più e del meno e a sorseggiare una tazza di tè verde, e che il discorso cada su un fatto avvenuto tanto tempo prima e che io vi dica: «Il pomeriggio in cui incontrai quell'uomo... fu il più bello della mia vita, e anche il più brutto». Sono convinta che mettereste giù la vostra tazza e replichereste: «Be', com'è possibile? Era il più bello o il più brutto? Una cosa esclude l'altra!». Di solito riderei di me stessa, dichiarandomi d'accordo con voi, ma la verità è che il pomeriggio in cui incontrai il signor Tanaka Ichiro fu al tempo stesso il migliore e il peggiore della mia vita. Mi era sembrato un uomo così affascinante che persino il sentore di pesce che proveniva dalle sue mani aveva un che di profumato. Ma, se non l'avessi conosciuto, sono sicura che non avrei mai fatto la geisha."-Incipit "Memorie di una geisha" di A.Golden.


Arthur Golden scrive di Sayuri Nitta, una geisha tra le più famose del primo Novecento, un personaggio di fantasia - come lo stesso autore precisa in postfazione - ma Sayuri si inserisce in un contesto storico, politico, sociale ricostruito con minuzia e precisione. 

La prima parola che mi viene in mente nel parlarvi del romanzo è “particolari”. Come un pittore fiammingo, innamorato dei dettagli, Golden descrive il mondo delle geishe di Kyoto facendolo apparire come un Eden nel momento in cui il mondo oscilla tra i due grandi orrori delle guerre mondiali.  All’opulenza dei particolari narrativi si contrappone uno stile molto semplice e comprensibile. 


Gion è un piccolo gioiello incastonato nel Giappone del primo Novecento, un paradiso popolato da ninfe vestite da splendidi kimono, che si muovono tra ruscelli, ciliegi e distese innevate.
Il mondo delle geishe è incontaminato, pulito, armonioso.


Inutile dirvi quanto sia stata affascinata dalle descrizioni dei paesaggi e, ancor più dalle tradizioni, dalle usanze di un mondo ormai perduto riportate alla luce dallo scrittore americano. 
Golden ripercorre la vita della sua protagonista dandole voce attraverso la sua scrittura e Chyno racconta lasciando il lettore affascinato e smarrito davanti a tanta bellezza, davanti a tanta raffinatezza.


Non avevo mai letto alcun romanzo ambientato in Giappone sebbene fossi sempre stata affascinata dalle loro tradizioni così lontane e diverse dalle nostre. Ebbene, questo romanzo vi fa entrare in punta di piedi in un mondo lontano e, pagina dopo pagina, vi sentirete persino a vostro agio nel leggere di obi e di sakè. 


La struttura del romanzo è come una matassa invisibile in cui ognuno dei due capi è un personaggio (Sayuri e il suo danna), i fili aggrovigliati sono la storia e, cosa geniale, non vi renderete conto della direzione in cui procedono i fatti narrati finchè non arriverete al penultimo capitolo. 
E’ qui che il lettore avrà chiaro tutto: su ogni singolo gesto, personaggio ed evento viene fatta luce e viene fatto emergere il motivo finora celato di ogni cosa.


E’ il romanzo dell’attesa, del piacere dell’attesa, una storia che da valore al tempo e alla pazienza. Concetti distanti da una civiltà occidentale sempre più frenetica, propensa a correre verso qualcosa di cui talvolta non si conosce neppure il valore. La contrapposizione tra le due civiltà è forte e viva 

Oltre ad apprezzare l’affresco di un mondo lontano, ci sono due sfumature che appaiono forti nel romanzo. La prima è legata al valore del denaro, al giro d’affari che muove l’intera giostra in cui la geisha e le persone al suo servizio si muovono. La seconda appare solo negli ultimi due capitoli e, come potrete immaginare, si tratta dell’amore. 
Cosa accade a una geisha quando si innamora? 
Nel mondo delle geishe non è permesso avere legami che non siano affari, non è mai messo in primo piano ciò che una geisha vuole, ciò che lei sente, ma solo ciò che fa. 

Sayuri è diversa.

Sayuri è ciò che fa!


…Ma non potrete capire se non leggerete la storia. 

Voglio solo lasciarvi una delle citazioni alla fine del romanzo in cui la stessa protagonista descrive la sua vita:


“La mia esistenza fu come un corso d’acqua che precipita su speroni di roccia prima di poter raggiungere l’oceano.”

Consiglio a tutti la lettura e corro a vedere il film, mi hanno detto che è una bellissima interpretazione!!!