venerdì 29 settembre 2017

"La ragnatela del potere" di Jim Tatano

Tra i tanti giovani scrittori che si ha la possibilità di conoscere attraverso un lit-blog, ce ne sono alcuni che meritano realmente di essere letti. Non tutti sono davvero bravi, ma per fortuna alcuni riescono a distinguersi con uno stile proprio sin dalla prima pagina e oggi sono entusiasta nel presentarvi 
Jim Tatano 
con 
"La ragnatela del potere".


Autore: Jim Tatano
Titolo: La Ragnatela del potere
Anno: 2017
Pagine: 182
ISBN: 9788862721547
Link per l’acquisto
Prezzo: 15,90 €


Alla morte del nonno bibliotecario, Davide Majorana, riceve una fortissima eredità fino ad allora sconosciuta. Ormai, da ricco, il paese siciliano in cui è nato non è più un posto adatto a lui e così si trasferirsi a Roma. Ma non ha pace, vuol scoprire da dove deriva l'enorme e misteriosa eredità. Intanto, per le vie della Capitale una mano criminale uccide indisturbata e in modo rocambolesco eminenti membri dell’élite del potere (finanziario, clericale, mediatico ecc). Parte così un intricato gioco di potere in cui verrà impigliato anche il protagonista tra violenze, indagini di spionaggio, incontri con società segrete col ritmo scandito dallo stato di tensione. In questo scacchiere, si scopriranno personaggi importanti, ognuno nel proprio ruolo, come la bella Sabina De Angelis, l’ambiguo La Tierre e molti altri, tutti vittime e carnefici di trame spionistiche del passato e del presente. Nella Roma dalle atmosfere gotiche, il thriller di Tatano si sviluppa tra nuclei narrativi diversi, come un lungo piano sequenza cinematografico, fino ad accompagnare il lettore verso un finale mozzafiato.



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“Chi era quell’uomo? Chi era quell’ombra vivente che si aggirava tra le ombre? Chi mai era quel misterioso visitatore del Cimitero degli Artisti e dei Poeti?”


Lasciatevi catturare dalle parole del prologo e dell’incipit,
scommettete sulla storia e, 
fidatevi di me, 
non rimarrete delusi! 

Jim Tatano, autore de “La ragnatela del potere” edito da Bonfirraro, conosce le giuste proporzioni in cui dosare suspense e adrenalina in una storia dalle tinte fosche dal finale sorprendente!

Siamo a Roma e il protagonista del libro, Davide, ha scoperto di aver ereditato un ingente somma di denaro dal nonno che, essendo un semplice impiegato presso la biblioteca comunale, lascia sorpreso il giovane. Sospettoso e incuriosito, Davide inizia una personale indagine sulla vita del nonno siciliano e nel suo percorso si affiancano due personaggi che lo accompagneranno fino alla fine del romanzo con ricchi colpi di scena.

Roma con la sua eterna bellezza è teatro di una serie di delitti apparentemente sconnessi e lontani dal nucleo della storia, ma qualcuno tesse silenziosamente una ragnatela e così il passato ritorna e si intreccia con i recenti omicidi. Davide finirà con l’essere proprio al centro di questo gioco pericoloso, tra forze oscure, rischi e pericoli.

Come un puzzle, piccole tessere si incastrano e ricompongono il quadro fornendo al lettore una storia avvincente, ricca di misteri, enigmi e colpi di scena. Non voglio svelarvi nulla, ma state attenti ai personaggi secondari, tra di loro si annida una persona camaleontica, ben celata dalle fascinose apparenze ed è un personaggio di cui ho apprezzato molto la presenza nella storia.

Noir, giallo, thriller, spy story coesistono, si mixano in una storia nuova e interessante, scritta con uno stile capace di tener incollato il lettore alle pagine. 

E lo stile? 
Ecco, qui ci sarebbe da dire veramente molto!
Tatano ha uno stile denso, periodi ricchi e complessi, ben costruiti. E, lo ammetto, lo stile è la cosa che mi ha maggiormente colpita e che mi ha catturata sin dalla prima pagina. 
Vi consiglio di leggerlo e lasciarvi accompagnare nella bellissima capitale italiana dalla prosa di un giovane e talentuoso autore.






Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche. Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d'eccezione. Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro.Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).

giovedì 28 settembre 2017

Coppie librose, parte VII : Heathcliff e Catherine



Cari lettori, benvenuti alla settima puntata di “Coppie librose”….
Devo essere sincera, questa volta ero poco sicura sullo scegliere la coppia di cui parlare..
Ma poi ho pensato a  una delle storie più tormentate ed amate della letteratura ed eccoci qui
in compagnia di Heathcliff e Catherine!



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Benvenuti nello Yorkshire, in mezzo alla brughiera inglese ed eccovi il casale Wuthering Heights, quello che fa da sfondo all'amore tormentato tra Heathcliff e Catherine. 

Questa è la storia di un amore impossibile...

La storia fra il giovane  Heathcliff e la ribelle Catherine  è una passione così violenta che causa l’annientamento di ogni felicità intorno ad essa, compresa la felicità della famiglia Earnshaw e quella della famiglia Linton.
Un amore mai nato, mai vissuto. Eppure, un amore capace di resistere alla vita terrena e andare oltre, verso un qualcosa di meno definito ma non necessariamente irreale.
Conosciamo tutti le vicissitudini dei due amanti e la parte commovente, romantica del romanzo rimane sempre il momento in cui, dopo anni di rinunce e lontananza, Catherine ed Heathcliff riescono a parlarsi a cuore aperto, sinceramente, uno verso l’altro, confessandosi il loro infinito ed eterno amore, un sentimento che va ben oltre ogni cosa terrena.


Come sempre, vi lascio alcune tra le più belle citazioni del romanzo, capolavoro di Emily Brontë scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 1846.


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“Qui riesco quasi a concepire come un amore possa durare tutta una vita: mentre finora ero assolutamente convinto che nessun amore potesse resistere un anno”


“È duro perdonare, e guardare codesti occhi, e toccare codeste mani consunte. Baciami ancora; e non farmi vedere i tuoi occhi! Ti perdono per quello che mi hai fatto. Io amo la mia assassina; ma il tuo assassino, come potrei perdonarlo?”

“Ho condotto una ben dura esistenza, dal giorno che ho cessato di udir la tua voce. Ma tu devi perdonarmi: perché ho lottato solo per te”


“Talvolta ci facciamo prendere dalla compassione per creature incapaci di provare sentimenti sia per se stessi che per altri”



“E credi che la tua gentilezza mi ha indotto ad amarti più profondamente di quanto farei se meritassi il tuo amore: e sebbene non potrei e non posso fare a meno di mostrarti la mia natura, me ne rammarico e me ne pento; e me ne pentirò e rammaricherò fino alla morte”




“Non gli dirò quanto lo amo, e non perché sia attraente, ma perché è per me più di quanto lo sia io stessa”

“Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l’amo più di me stessa”

“E così egli non saprà mai quanto io lo ami; e ciò non perché sia bello, Nelly, ma perché lui è più me di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le anime, certo la sua e la mia sono simili: e quella di Linton è invece tanto differente dalla nostra quanto lo è la luna da un lampo, o il ghiaccio dal fuoco”


 E come sempre, a puntata conclusa, vi invito a segnalare la coppia librosa che amate di più!
Potete scriverci a :
emozionitralerigheblog@gmail.com

Nelle puntate precedenti:
Coppia librosa #1 :  Romeo e Giulietta
Coppia librosa #2 :  Sybil Vane e Dorian Gray
Coppia librosa #3 : Sayuri Nitta e il Presidente
Coppia librosa #4 : Amore e Psiche
Coppia librosa #5 :  Paolo e Francesca
Coppia librosa #6 : Raskolnikov e Sonja

Infine, appuntamento da Cri per un'altra coppia...
QUI





domenica 24 settembre 2017

Blogtour "Il soffio della morte" di Francesco Grimandi

Cari lettori, oggi il nostro blog ha l'onore 
di ospitare la tappa iniziale di un blogtour
 che vi farà conoscere un thriler storico edito
 Delos Digital (9 settembre 2014).

Dal 25 al 29 settembre conosceremo il protagonista, i personaggi storici del romanzo, scopriremo Bologna nel medioevo, avremo il piacere di dialogare sul libro direttamente con l'autore e, non per ultimo, vi diremo cosa pensiamo di questo romanzo.
Ma per iniziare, voglio farvi leggere un piccolo estratto e vi do appuntamento domani su "Un lettore è un gran sognatore" per conoscere il protagonista: 
Jacopo Lamberti!




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Quanti volti può avere il Male? Nell'anno 1325, Bologna è insanguinata da una serie di feroci delitti. Jacopo Lamberti, vicario di giustizia, dovrà districarsi in un labirinto d'ombre,
se vorrà arrivare all'assassino.
Bologna, novembre 1325. Una serie di efferati omicidi, un dilemma che inchioda chi è chiamato a investigare, un mistero non facile da risolvere. In un duello a distanza contro tutto e tutti, il vicario di giustizia Jacopo Lamberti dovrà scoprire chi si cela dietro l'enigmatico assassino che colpisce di notte e infierisce sulle vittime senza motivo apparente. Jacopo tenterà a ogni costo di fermarlo, ma prima dovrà affrontare i demoni che albergano nel suo cuore. 




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Estratto dal libro:




Bologna, 10 novembre 1325, tre ore dopo il tramonto
Il brillio del coltello nell’oscurità. Poi i fendenti lo trafissero, de-cisi e implacabili, dall’alto verso il basso. L’uomo non ebbe il tempo di capire, perso nei suoi desideri carnali. Percepiva ancora il contatto con la pelle calda della donna appartata con lui nel vi-colo, la coscia morbida di lei che lo stringeva a sé, in piedi contro al muro.
Non poté fare niente. E fu sopraffatto dalla consapevolezza di andare incontro alla morte.
L’assassino l’assalì al buio, rapido come un felino, mandando-lo a sbattere con la nuca contro la parete alle sue spalle. Lo bloccò di peso, poi inferì su di lui. Il primo colpo al petto, che quasi non sentì per la sorpresa, e dopo gli altri, che gli passarono le carni da parte a parte, imbrattando gli abiti di sangue.
L’uomo scosse la testa e digrignò i denti per la paura. Si di-batté nel tentativo di sottrarsi al coltello che lo massacrava, ma era tardi.
Una mano gli tappò la bocca, impedendogli di gridare.
Protese le braccia, ma i colpi lo raggiunsero lo stesso, identici e spietati; annaspò e riuscì solo ad aggrapparsi a chi l’uccideva. Dalla sua bocca sfuggì un gemito rauco. Nell’ultimo tentativo di liberarsi, scalciò l’aria, prima di crollare all’indietro, con il cuore squarciato.
Il sangue fumante si sparse sul selciato. I topi fuggirono velo-ci. Poco lontano, un ubriaco dormiva in un angolo.
L’omicida studiò la sua vittima, la bocca spalancata, le pupille dilatate, lo sguardo fisso nel vuoto.
Piegò la testa di lato, inalando l’aria fredda, umida di nebbia.
Non era nessuno, e nessuno ne avrebbe pianto la scomparsa.
Sospirò. La stanchezza parve calare tutta d’un colpo.
Ogni volta era così. Dapprima l’esaltazione febbrile esplode-va, raggiungendo l’apice. Poi le pulsazioni a poco a poco si placa-vano, stabilizzandosi di nuovo.
Avvertiva il bisogno di tornare a casa; tuttavia mancava anco-ra qualcosa per ritenere ultimato il lavoro.
Afferrò il morto per le braccia e lo trascinò in fondo al vicolo, i talloni che strisciavano sul terreno. Non vi erano luci a rischiara-re la strada e notarlo sarebbe stato arduo, se non del tutto impossi-bile.
Incurante delle condizioni pietose in cui versava il cadavere, si chinò e l’evirò di netto. Quindi prese l’organo reciso, e lo ripose in una scarsella di cuoio che teneva celata sotto al vestito.
Soddisfatta la brama di vendetta, tornò a piegarsi sul morto e si pulì le mani lorde di sangue sulla sua camicia. Si tolse la cappa e la rovesciò, per celare ogni traccia; poi sistemò l’abito sgualcito e tirò sulla testa il cappuccio.
Con calma, s’incamminò verso il centro della città. Nel volge-re di pochi passi la sagoma intabarrata svanì, inghiottita dalle tenebre.


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Se vi va di continuare a conoscere il libro e, mi auguro di si, avrete apprezzato questo piccolo estratto, vi lascio la locandina con le tappe successive. Se deciderete di leggere questo libro, mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!

Come sempre, buone letture!
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giovedì 7 settembre 2017

Recensione "De Profundis" di Oscar Wilde a cura di Ilaria Cutrì

Se volete conoscere la sua arte e il suo estetismo, leggete "Il ritratto di Dorian Gray";
se volete conoscere l'uomo, il poeta, Oscar , leggete "De Profundis".
Come avrete ben capito, sto parlando di Lui, di Wilde.
Ecco cosa penso de "De Profundis".




Nei nei primi mesi del 1897, Oscar Wilde scrive. 


Un romanzo?
Un'opera teatrale?

E' in carcere e sta scontando una pena di due anni ai lavori forzati per il reato di sodomia.
Una lettera indirizzata a Lord Alfred Douglas prende vita,
lettera che il giovane Bosie, come affettuosamente usa Wilde, non leggerà mai.


La lettera, una delle più lunghe e più belle mai scritte è degna di essere collocata accanto ad esponenti di spicco delle antiche epistole.

Ciò che emerge dal triste silenzio della prigione di Reading è un uomo devastato, distrutto, ferito, sanguinante.

Un uomo che non riesce a nascondere delusione, rabbia e i cui sentimenti esplodono con una forza in questa lettera.



Bosie, mio caro Bosie....


Si rivolge direttamente all'amico, amante, giovane Douglas che lo portò in carcere facendolo precipitare nell'inferno.
Anche se all'inferno Wilde c'era già e ve ne parla tra queste righe dei suoi soggiorni,le sue spese folli, della sua inattività letteraria quando Douglas gli era accanto.
Qualsiasi cosa pur di accontentare quel giovane che adesso viene rimproverato, accusato.

Ma mai odiato.

Bosie, mio caro Bosie....


Sarà dopo il carcere che Wilde tornerà a scambiare corrispondenza con Douglas come se nulla fosse mai accaduto.

Ma se l'esperienza del carcere non riesce a separare Wilde e Douglas,cos'è De Profundis?

È il grido dell'uomo,del poeta,dell'artista!
Un grido conto le ingiustizie personali provocate da una società,
quella vittoriana,di falsi perbenismi e grandi fragilità.


Leggetelo perché in così poche pagine è racchiusa una perla letteraria, sublime nello stile e attuale nei contenuti. Non esiste un'opera migliore per conoscere Wilde, per assaporare la sua scrittura , entrare nell'età vittoriana da una porta secondaria e scoprirne il volto meno umano e giusto.


Leggetelo perché non ve ne pentirete.
Mai.




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-Articolo sull'autore O.Wilde QUI