domenica 1 ottobre 2017

Recensione"Delitto e castigo" - F.Dostojevski a cura di Ilaria Cutrì

Non sarò certo io a convincervi che dovete
- e sottolineo "dovete"-
leggere Delitto e castigo.
Ma ve ne parlo,
così come le altre letture,
portandovi un pò più vicini ai miei autori preferiti
e alla letteratura classica.


Delitto e castigo, il titolo racchiude già molto e offre al lettore delle domande. 

E' un giallo? 
Si, certamente ha sfumature gialle. C'è un delitto, anzi due. Ma definire un giallo questo capolavoro sarebbe riduttivo. Gli omicidi sono il punto focale, il punto di partenza del romanzo e il punto di arrivo del protagonista. 

 E' un romanzo filosofico? 
E anche qui la risposta è affermativa. E' uno scritto intriso di filosofia, in particolare , di quelle idee che confluiscono in modo più ordinato e schematizzato nella teoria del super uomo. Il cuore della parte filosofica è affidato, con grande maestria dell'autore, a un giornale e da lì le idee si impadroniscono della mente e degli atti di Rodion Romanovič Raskol'nikov guidandolo prima e dopo il delitto.

E' un romanzo sociale?
Precisa, definita, nitida la descrizione della società del tempo. Fëdor Dostoevskij non si fa sfuggire la possibilità di offrire al lettore uno spaccato sociale della Russia dei suoi tempi e lo fa in un modo che vi lascerà impressionati.

E' un romanzo politico?
E' un romanzo scritto bene?
E' un romanzo con una morale?

Potremmo stare qui ad elencare innumerevoli domande e sarei in grado di dimostrarvi, libro alla mano, che Delitto e castigo è tutto questo e anche di più. 


Leggete Delitto e Castigo perchè potrete capire quanto è profondo l'animo umano, di come sia fragile e forte allo stesso tempo. Percorsi di peccato e di redenzione si incrociano  tra quelle pagine ricche di dolore e sofferenza. Lì dove il bene sembra non aver fine, c'è sempre una flebile fiamma ad indicare la via della catarsi.

Un amore?
Chi dice che Dostoevskij non sia capace di parlare d'amore si sbaglia.
Certo, ho letto svariate volte su vari articoli e blog che i romanzi russi non sono ricchi di storie d'amore salvo alcune eccezioni. Sicuramente c'è da riconoscere che sono lontani anni luce dalle letterature inglesi e francesi, ma in un certo senso, l'amore c'è. E ritroviamo il senso dell'amore, quello vero, nella piccola e immensa figura di Sonja. Si, vi chiederete come sia questa storia tra Sonja e Raskolnikov. Ebbene, vi dirò.

Non ha niente, eppure non manca nulla!
E' tutto e niente, una meravigliosa antitesi.

Non mi soffermerò su di loro perchè ne abbiamo già abbondantemente discusso e, come sempre, trovate tutto QUI.

Sebbene il romanzo sia, per certi versi, fortemente connesso all'io, riesce ad emergere l'amore filiale, fraterno nel senso più profondo della filantropia. un amore, quello tra R , Dunja e la madre, dettato da ragioni di, potremmo chiamarlo, orgoglio familiare.
C'è di fondo un'empatia, una comprensione dell'essere umano che si tramuta lentamente in un legame vero e solido.
C'è l'essenziale, la presenza, la costanza.


Ora, giunti al termine della recensione e chiusa l'ultima pagina del libro, se state ancora cercando un valido motivo per leggere questo immortale romanzo, vi dirò...

Vi dirò che il libro è lo specchio che riflette esattamente l'autore! Confrontando le sua vicende personali a quelle del protagonista troverete somiglianza perchè il confine tra loro è molto sottile, a volte impercettibile e sfumato, talvolta scompare.

Ecco come arrivare dal capolavoro al suo creatore.
Sono felicissima di averlo letto e sono certa che sarà uno dei libri più belli della mia vita!