martedì 29 marzo 2016

Uso della lettera maiuscola


La maiuscola è una regola ortografica che trova, nell'ambito del sistema linguistico, diversi contesti di applicazione: dall'obbligo grammaticale alla “forzatura” commerciale/reverenziale.

La maiuscola va usata all'inizio di un periodo, dopo punti d'interpunzione quali: punto fermo, punto esclamativo, punto interrogativo, puntini di sospensione (solo in caso di proposizione conclusa), due punti (solo in caso di introduzione del discorso diretto).




Nei nomi propri di persona (Mario), soprannomi (Riccardo Cuor di Leone), appellativi antonomastici (il Poeta – Dante), pseudonimi/nomi d'arte compresi.

Nei nomi comuni che identificano un individuo/organo ben preciso e aventi cioè valenza di nome proprio, usiamo la maiuscola reverenziale (il Profeta, l'Avvocato) mentre manterranno la minuscola nel contesto accettivo di nome comune (l'avvocato di Giulio).

Nei nomi propri di luoghi geografici: città (Venezia, Roma), fiumi/laghi/catene montuose/eccetera (Tevere, Alpi).

Nei nomi di punti cardinali (Nord, Est, Mezzogiorno, Settentrione) e di corpi celesti (Marte, Giove).

Mantengono la minuscola il sole, la terra, la luna, eccetto che per riferimento scientifico (il Sole è la stella madre del sistema solare/oggi il sole splende).


I nomi di cariche e istituzioni (lo Stato, il Ministero dei Trasporti), di festività (Pasqua, Natale, Capodanno), di secoli ed eventi storici (l'Ottocento, la Rivoluzione francese), di correnti letterarie/artistiche/filosofiche/ecc. (il Decadentismo, il Cristianesimo); i titoli delle opere letterarie, musicali, ecc. (la Divina commedia – preferibilmente in minuscolo la seconda parola), le sigle di associazioni (ONU, CISL) tranne quelle di nomi comuni come cd, dj, richiedono l'uso dell'iniziale maiuscola.
 
Con la maiuscola possiamo anche indicare termini di uso comune nella loro accezione generale e astratta, come ad esempio la Legge, la Giustizia, la Storia.

I nomi di popoli in passato richiedevano la maiuscola (gli Inglesi, i Romani) mentre ai giorni d'oggi possiamo tranquillamente ometterla, poiché non costituisce errore; è invece obbligatoria la minuscola in caso tali nomi siano utilizzati come aggettivi (il popolo francese) a meno che non si parli di denominazioni ufficiali (la Repubblica Popolare Cinese) o questi siano utilizzati come sostantivi relativamente alla connessione geografica (le industrie nel Milanese).