giovedì 18 agosto 2016

Viaggio nella storia della letteratura italiana. Prima tappa, parte I : Alessandro Manzoni

Emozioni tra le righe vi propone un viaggio alla scoperta (o riscoperta) della storia della letteratura italiana!
La prima tappa del viaggio ci porta nel lontano Ottocento e lì, seduto al suo scrittoio, intento a scrivere, ecco Alessandro Manzoni!

Manzoni è considerato il “padre del romanzo italiano”, nonché della lingua, assieme a Dante Alighieri. Egli, vissuto a Milano, risente di vari correnti letterarie: dal giansenismo al romanticismo e agli ideali della rivoluzione francese, fino alla conversione al cristianesimo. Nelle sue opere giovanili è presente anche il pensiero illuminista, essendo nipote di Cesare Beccaria. La fama di Manzoni è dovuta al patriottismo, e alla creazione ufficiale della lingua italiana, nonché del romanzo storico.


La vita

Alessandro Manzoni nacque nel 1785 in una famiglia della nobiltà colta milanese, da Giulia Beccaria, figlia del famoso Cesare Beccaria, che a Milano si era distinto per la sua opera intellettuale illuminista. L’ambiente milanese fu sempre fondamentale nella sua vita, fin dagli anni dei suoi studi, perché Milano era la città più moderna d’Italia, il cuore della vita letteraria, dell’editoria, del teatro, il luogo in cui la cultura illuminista aveva lasciato segni importanti. Manzoni fu educato in collegi cattolici, ma on fu legato alla religione fino al 1810 quando, dopo che da alcuni anni viveva a Parigi, trovò nella fede un punto di riferimento, che diventò sempre più importante nel corso della sua vita.
Negli anni successivi visse quasi sempre a Milano o nella sua villa in Brianza. Erano gli anni in cui in Italia cominciavano a diffondersi gli ideali di indipendenza e di unità e si organizzavano le prime società segrete. Manzoni sentì profondamente questi ideali, li condivise e li appoggiò, ma non fece vita pubblica, preferendo seguire le vicende politiche e culturali della città attraverso i legami con i suoi amici, letterati e intellettuali impegnati nella vita sociale, che frequentavano la sua casa.
I suoi impegni maggiori furono lo studio non solo della letteratura, ma anche della storia, e la composizione delle sue opere.
Attraverso queste egli diede un grandissimo contributo alla costruzione della nazione italiana.
Le sue opere, fra cui gli Inni sacri, le odi e le tragedie, Il conte di Camagnola e l’Adelchi, contribuirono a diffondere gli ideali di libertà e di democrazia e soprattutto diedero l’idea e l’esempio di una cultura e di una letteratura non per pochi aristocratici ma per il pubblico degli italiani.
Fu nominato senatore del nuovo Regno d’Italia.
Morì nel 1873.