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Ottava tappa Blogtour - "Jukebox. Racconti a tempo di musica": Francesco Balestri

Buongiorno Lettori!
Oggi sono lieta di condividere con voi l'ottava tappa del blogtour dedicato a

"Jukebox. Racconti a tempo di musica",  

la nuova antologia dell'Associazione Culturale Nati per Scrivere 
in cui la scrittura sposa la musica!




Inizio col fornirvi qualche informazione circa la raccolta e l'associazione e poi dedichiamo tutta la nostra attenzione ad un autore presente nell'antologia: Francesco Balestri!


Titolo: JUKEBOX – Racconti a tempo di musica
Autori: autori vari
Editore: Associazione Culturale Nati per Scrivere
Genere: antologia di racconti
Formato: Cartaceo e digitale
Prezzo: 10 euro (cartaceo), 0,99 euro (digitale)
Pagine: 120
ISBN cartaceo: 9788894210224
Data di uscita: 10 febbraio 2017

Dove trovarla?
Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook (Amazon, Ibs, Kobo Store, Libreria Universitaria ecc).

Trama

Jukebox” è una raccolta di racconti, diversi per generi e ambientazioni, accomunati dall’essere legati alla musica, tanti piccoli mondi che ogni autore ha creato con il tocco che gli è proprio. In queste pagine, i protagonisti dei racconti mettono a nudo le loro emozioni, travolti dal potere di melodie pacificatrici, suoni diabolici e rapsodie incantate, perché le parole sono potere, scritte o cantate che siano. Possono portarci indietro, ai tempi delle ballate dei cavalieri, ai giorni spensierati dell’adolescenza, al momento della nostra nascita. Possono viaggiare tra i mondi e evocare spiriti inquieti, corrompere la nostra anima, rinfrancarci dalle fatiche quotidiane. Possono dare un senso all’esistenza, completandoci come uomini e ricordarci di non essere soli. Mai.

Jukebox” comprende:
Il crociato, di Emanuele Marcheselli
Frederick, di Luciana Volante
Lo spartito del diavolo, di Daniela Tresconi
Si bemolle, di Maria Pia Michelini
Sunday, gloomy Sunday, di Alessio Del Debbio
I love you, baby…, di Leandra Cazzola
Lucia e le sue note, di Serenella Menichetti
New York City boy, di Francesco Balestri
La voce, di Chiara Rantini

Gli infami, di Mirko Tondi


L’associazione culturale “Nati per scrivere” nasce nel 2016, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 
Contatti:
Associazione culturale Nati per scrivere”
Piazza Dia 10, 55041 Camaiore (LU)
Email: natiperscrivere@hotmail.com
Sito associazione: www.natiperscrivere.webnode.it
Pagina Facebook: Nati per scrivere



Adesso conosciamo insieme Francesco Balestri, blogger di “La bancarella del libro”,  scrittore del racconto "New York City boy" per “Jukebox – Racconti a tempo di musica”.

Buonasera Francesco,
parlaci un po’ di te, cosa fai nella vita e come sei arrivato/a a scrivere.
So che può sembrare strano ma nella vita cerco sempre il bello e questo quasi sempre si collega alla letteratura e al teatro, due arti che da sempre hanno fatto parte di me. La mia giornata si apre al mattino, quando apro la casella di sposta per controllare cosa c'è di nuovo, per poi spostarmi alla scrittura delle mie recensioni. Nei ritagli di tempo mi immergo nella lettura a caccia di nuovi generi e autori con cui alimentare la mia fantasia.
Sono arrivato a scrivere racconti per sperimentare le mie capacità di scrittura, perché un conto è fare l'analisi letteraria di un testo, scrivere una storia con dei personaggi e quindi essere io il fautore di un certo messaggio, è ben altra cosa. Scrivo storia principalmente per divertimento, ma anche per fare un po' di auto analisi, sono fermamente convinto che quello che mettiamo per iscritto serva anche a far salire in superficie quello che pensiamo e di conseguenza ci diamo quella risposta che serve a indicarci la strada da percorrere.


Se tu dovessi descriverti, quale pensi che sia il libro della tua vita? Perché?
La domanda più difficile che potessi farmi! Ho letto talmente tanto che non lo so. Sin da piccolo mi sono appassionato dei romanzi della Austen, tanto che tutti mi guardavano malissimo. Quello che più mi ha colpito è Ragione e sentimento, la storia di due sorelle che di punto in bianco si trovano a dover fare i conti con una società che pensa solo ai soldi, mentre loro la pensano in tutt'altra maniera perché non hanno nulla. Non so se sia il libro della mia vita ma molto spesso mi sono trovato di fronte a dover fare delle scelte non sempre facili e a dover decidere se dare retta a quello che mi diceva la testa oppure il cuore. Marianne Dashwood è sempre stata la mia sorella preferita...


Passiamo al tuo racconto “New York City boy”. Com’è nato? Di cosa parla? Quanto c’è di te nel racconto?
Quando mi è stato proposto di contribuire a un'antologia con un racconto a tema musicale sulle prime non sapevo che cosa rispondere. La musica, per quanto segua alcuni cantanti semi sconosciuti in Italia ma molto famosi all'estero, non è un campo in cui mi tengo aggiornato, così ho deciso di scavare dento di me e andare a caccia.
Il mio racconto nasce dalla mia passione per la musica anni '80. Di quel periodo ho sempre apprezzato lo stile di vita e la moda, il pensare che non ci fosse mai un domani e che il massimo del divertimento fossero i locali notturni di musica underground dove perdere la cognizione del tempo. Da qui all'immaginarsi di entrare nel famosissimo Studio 54 il passo è stato breve. Le mie parlano di una forte sfiducia nel mondo che circonda il protagonista, che invece è un grande amante della musica e insegue il suo sogno di potersi esibire di fronte a un grande pubblico, anche se questo significa scendere a compromessi con quella società che tanto disprezza.
Il tipo di melodie che porto nel cuore da sempre, un locale che ha fatto storia per aver ospitato grandi nomi del passato, il camminare sempre sul filo del rasoio. C'è parecchio di me in quelle righe.


È una storia autonoma o si collega a altri tuoi lavori?
New York city boy è una storia a sé stante, non si collega a nessuno dei personaggi di altre mie storie, ma un punto in comune ce l'ha: il sapersi adattare. Non so come ma quando mi metto a scrivere quasi sempre fisco per lasciarmi trascinare dal medesimo tema. Il lavoro e il giusto modo di vivere la vita sono quelle cose con cui tutti abbiamo a che fare, una non esclude l'altra, e anche se molti non la pensano così sono strettamente legate e connesse. Spesso il nostro benessere dipende da questo.


Quali sono i tuoi progetti futuri?
I miei progetti? Beh come sempre l'inarrestabile fiumana che attendono di essere recensiti e poi mi piacerebbe propormi a qualche nuova realtà sui cui ho già messo gli occhi. Quindi, chissà, magari avrete modo di leggere qualcosa di davvero diverso.


Una citazione dal racconto “New York City boy”:

“Salire quei gradini furono per me come scalare il monte più alto e più bello del mondo. Mi ero già esibito, certo, ma mai in un posto simile, mai in un posto con così tante persone, mai in un posto dove tutto sembrava poter succedere. Come fui colpito da quelle luci accecanti, come lanciai il primo accordo di chitarra, la pista sembrò bloccarsi di colpo, trattenere il respiro per un attimo per scrutare la nuova figura che si stagliava all'orizzonte...”



Spero vogliate seguire le prossime due tappe del blog tour, quindi vi lascio il calendario:

12/2 Blog "I mondi fantastici": Emanuele Marcheselli
15/2 Blog "La bancarella del libro": Luciana Volante
17/2 Blog "Bosco dei sogni fantastici": Daniela Tresconi
20/2 Blog "Twins books lovers": Maria Pia Michelini
22/2 Blog "Infiniti Universi Fantastici": Alessio Del Debbio
24/2 Blog "Aratak": Luciana Cazzola
26/2 Blog "Come la pioggia": Serenella Menichetti
28/2 Blog "Emozioni tra le righe": Francesco Balestri
2/3 Blog "Vento di libri": Chiara Rantini
4/3 Blog "Non servono le ali per volare": Mirko Tondi