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Viaggio nella letteratura straniera, IV Tappa :Oscar Wilde

Oggi vi parlo di lui, il mio scrittore preferito: 
Oscar Wilde!
Autore dalla scrittura molto raffinata, dal tono impertinente, 
grande conversatore, autore di teatro e simbolo dell'estetismo per eccellenza.


Wilde nacque, a Dublino il 16 Ottobre 1854 da un rinomato chirurgo e scrittore versatile e da Jane Francesca Elgée, poetessa e nazionalista irlandese.

Dopo aver frequentato il prestigioso Trinity College a Dublino divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza. Ad Oxford conobbe due fra i maggiori intellettuali del tempo, Pater e Ruskin, che ebbe modo di conoscere e frequentare. Furono loro ad iniziarlo alle più avanzate teorie estetiche e ad affinare il suo gusto artistico.


Nel 1879 Wilde soggiornò a Londra dove iniziò a scrivere saggi giornalistici e pubblicare poemi.
Il suo romanzo più famoso: "Il ritratto di Dorian Gray" fu inizialmente pubblicato a puntate sul giornale Lippincott's Monthly Magazine. Sottoposto a molteplici censure a causa di passi ritenuti
scabrosi, fu fatto ristampare dallo stesso autore in un unico volume nell'aprile 1891 unendovi la propria prefazione.

In tale occasione vennero aggiunti al romanzo i capitoli  3°, 5°, 15°,  16°, 17° e 18° con l'obiettivo di soddisfare la richiesta editoriale e di depistare i critici.

Fatalmente, il suo capolavoro divenne la sua rovina, precisamente un capo di imputazione  verso la sua persona nei processi che videro lo scrittore imputato a causa della sua omosessualità ossia «gross public indecency». 

E' in questo romanzo che le teorie estetiche giungono al culmine, è tra le righe di questo capolavoro che traspare Wilde artista. Il romanzo, infatti, è intriso d'arte e ruota intorno a quella famosissima frase che afferma:

" L'arte non esprime mai altro che se stessa.  ".


L'arte e la vita non sono che due facce della stessa medaglia,così come il dipinto e Dorian. Il destino dell'uomo é fatalmente legato al destino dell'arte. Le atmosfere della Londra agli albori del novecento, i salotti, le cene sono solo situazioni in cui Wilde può dimostrare ciò che realmente è: un abile conversatore. Impossibile non scorgere nel personaggio di Lord Henry Wotton lo stesso autore, difficile nascondere il sarcasmo e la presenza teatrale e ingombrante che esercita su tutta la storia.


Devo confessarvi che Wilde non è solo questo. Wilde è l'ultimo grande scrittore del genere epistolare

e si inserisce in maniera egregia su quel filone letterario che scorre dai greci ai romani fino al primo novecento. Delle sua immensa cultura, della sua spiccata intelligenza dà sfogo nel suo "De Profundis" e, se il nome vi riporta agli antichi scrittori latini, il sentimento che pervade le righe dell'epistola ha un gusto decisamente moderno, contemporaneo.

"De Profundis" é la lunga epistola che Wilde scrive a Bosie - il giovane da lui amato, il ragazzo che lo ha condotto al processo - durante la sua prigionia. È tra queste righe che conoscerete Wilde l'uomo. Ricordi gioiosi, dolore, rabbia, rammarico, frustrazione: sono questi i sentimenti che emergono con irruenza dalle pagine.


Oltre ad essere uno scrittore, Wilde fu anche aurore di opere teatrali delle quali vi parlerò più avanti. In particolare, mi vorrei soffermare sulla Salomé, il dramma in un atto unico scritto in lingua francese dal drammaturgo irlandese la cui prima rappresentazione avvenne al Teatro dell'Oeuvre di Parigi il 12 febbraio 1896 quando Wilde era ormai Sebastian Melmoth.





Spero di avervi trasmesso un po' del mio amore per questo autore. Avete letto qualcosa di suo? Mi auguro di si, ma se non lo aveste ancora fatto, vi consiglio di iniziare dal grande capolavoro.
Buone letture.