venerdì 28 luglio 2017

Blogtour "Il valore delle piccole cose" -Marco Vozzolo





Cari lettori, 
benvenuti alla seconda tappa del blogtour dedicato al romanzo di Marco Vozzolo dal titolo "Il valore delle piccole cose". Se avete seguito la presentazione fatta ieri su "Un lettore è un gran sognatore", adesso ci dedicheremo a un approfondimento fornito dallo stesso autore.


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Nella fase di acquisizione delle fonti storiche e della documentazione, ho intervistato alcune persone. Ascoltare la loro testimonianza è stata la cosa più difficile da portare a termine.
Quando davanti ai loro occhi, velati dal tempo, passavano quei terribili ricordi, vedevo i tratti del viso tirarsi e sfidare le rughe. Ogni volto la stessa scena. Poi la voce cambiava e si faceva vibrante di risentimento e paura. Sì, perché era chiaro che avessero paura nonostante fossero trascorsi tutti quegli anni.
Per loro era come se il tempo fosse fermo al 1944.
Da quel momento in poi, ogni anno aveva sostituito quello precedente ma quel maledetto 1944 era sempre stato lì.
Ricordo che uno degli intervistati, il signor Guido, nel corso della sua intervista mi aveva mostrato l’orologio che indossava rimasto fermo alle ore 04:57 nella notte del 21 gennaio 1944 quando una cannonata per poco non lo ammazzava. Fu uno dei pochi superstiti a quell’evento. Quella notte le truppe tedesche lanciarono all’attacco le famigerate divisioni 29a e 90a  Panzergrenadier, riuscendo a respingere l’avanzata degli alleati colti alla sprovvista mentre ricollocavano l’artiglieria.
Le cronache dicono che Kesserling lanciò un’occhiata al proprio orologio un istante prima di lanciare l’attacco per poi assistere dal proprio quartier generale sorseggiando del caffè.
Ecco… l’orologio di Guido adesso è mio. Me lo ha regalato ed è una delle cose che conservo nella parte dei ricordi preziosi.
È ancora fermo a quel punto, per lui il tempo è cristallizzato a quell’ora di quella notte del 1944. Il vetro è infranto e sul quadrante rimangono ancora i detriti di quell’esplosione.

Per i personaggi del “Valore delle piccole cose”, il tempo assume un ruolo indispensabile. Sarà lui a dettare le regole. In particolare Lorenzo, che della storia è il protagonista, con il tempo dovrà fare i conti. Capitolo dopo capitolo il passato gli sbatterà in faccia tutti gli errori che ha commesso e gli lascerà una sola strada percorribile, ovvero ripercorrere le lancette contromano.
Stessa sorte toccherà al vecchio Antonio che potrà riscattare la propria vita solamente tornando nel suo passato e questo viaggio all’indietro lui e Lorenzo lo faranno insieme.
Quindi c’è un tempo fermo nell’istante in cui sul paesino di Castelforte incombe la più dura delle battaglie, che trascina verso di sé sia Lorenzo che Antonio. Lì troveranno ad attenderli Hans, il soldato tedesco buono che tante volte ha aiutato il piccolo Antonio e Maccio, il padre di Lorenzo.
Il tempo nel libro è quell’elemento che costringe tutti noi, proprio come i protagonisti della storia, a tornare sui nostri passi più di una volta. Quando si è ancorati al passato da qualcosa di negativo di cui, solamente tornando in quel punto, ci si può finalmente liberare. E mentre le lancette dei nostri orologi seguono il loro verso, noi si percorre la strada opposta, che si rivelerà piena di insidie. Solo pochi infatti riescono a riscattare il proprio passato e non è affatto una questione di scaltrezza. Ma solo questione di scelte.
Il tempo è puntuale nel ricordare quando abbiamo sbagliato. E, da quel momento in poi, ci si ritrova al punto in cui non si può fare altro che scegliere.
Pensate solamente a qualche azione commessa che ci possa far vergognare.. e poi il tempo passa e non si riesce a chiedere scusa. La sola soluzione possibile è tornare all’origine e farsi coraggio per dire “..scusa” e qualsiasi sia la reazione altrui, rimarrà una cosa bella che consiste nel coraggio avuto.
Bisogna esser capaci di reagire alla spietatezza del tempo e lo si fa con coraggio, appunto. Ognuno di noi dovrebbe imparare a farlo.
Fronteggiare il tempo è anche una questione di altruismo, si può salvare se stessi ma si potrebbero salvare anche gli altri. Antonio, nel libro, lo fa. Prende la mano di Lorenzo e lo porta con sé, nel proprio passato e lo fa per spingerlo fuori dai suoi guai.
Insomma, il tempo, alla fine si fonderà: passato e presente in un tutt’uno, con una sola finestra da cui guardare verso il futuro.
“Il valore delle piccole cose” fermerà il tempo, proprio come quell’orologio rimasto fermo alle ore 04:57 del 21 gennaio 1944. Sta al lettore poi riuscire a tornare nel proprio tempo facendo bagaglio di ogni opportunità colta riga dopo riga.  

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